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Presentato il report relativo al “Manifesto per le attività di vicinato”

Suggerimenti e punti di vista di trenta cittadini sono stati al centro dell'evento promosso in piazza Roma da Diritti al Futuro

Evento in piazza Roma sul "Manifesto per le attività di vicinato"

Nel corso dell’evento, organizzato da Diritti al Futuro, dedicato al Manifesto, evento tenutosi venerdì scorso in piazza Roma, è stato presentato il Report che raccoglie i contributi di trenta cittadini interpellati sull’argomento. Nelle settimane scorse, infatti Diritti al Futuro, ha organizzato alcuni incontri con persone di formazioni diverse cosa che ci ha permesso di cogliere la pluralità dello sguardo, fondamentale per circoscrivere una problematica ed arricchirla.

Da questi incontri sono emersi visioni, pareri diversi, a volte inaspettati, a volte opposti oppure che si completavano e che hanno fatto emergere la complessità dell’argomento. È importante non semplificare, non dichiarare, in questo caso ad esempio, che le attività del centro storico e quelle di prossimità delle periferie, si stanno spegnendo, causa crisi economica e causa pandemia, e che ci si deve rassegnare a prenderne atto.

Dalle discussioni sono emersi i seguenti punti critici:

– la concorrenza “sleale” delle numerose grandi superfici commerciali che stanno nascendo attorno alla città;

– la concorrenza del commercio online, acutizzata dal periodo di confinamento;

– la pedonalizzazione che è percepita in modo ambiguo: da una parte è vissuta come un vantaggio, permette di fare shopping e di passeggiare, di godere delle bellezze della città e dall’altra è vissuta come un ostacolo;

– di conseguenza la mancanza di parcheggi, di navette, e il problema di una viabilità intasata per chi vuole accedere ad esempio al centro storico;

– il tipo di offerta delle attività commerciali di prossimità: c’è, da qualche anno, uno squilibrio nelle attività commerciali. Abbondano bar, ristoranti e grandi catene, sopratutto di indumenti, che offrono tutti lo stesso tipo di merce. Spesso manca la qualità dell’offerta.

– il permanere di una mentalità di noi cittadini che pretendiamo di parcheggiare l’auto davanti al negozio;

– una chiara reticenza da parte degli esercenti ad aggregarsi, a creare consorzi, a progettare azioni comuni. Hanno partecipato in tutto due esercenti di attività commerciali.

Dalle discussioni sono anche emerse molte idee e possibili progetti da mettere in atto:

– i problemi economici incontrati dalle piccole attività (in particolare pagamento degli affitti) potrebbero essere risolti da canali di finanziamento generale;

– creazione di una rete di collaborazione e di solidarietà tra i piccoli commercianti. Ad esempio l’utilizzo delle vetrine di negozi al momento sfitti per esporre prodotti e reclamizzare attività commerciali;

– creazione di mercati rionali, che già esistono, ampliandoli, realizzando così una sorta di mercato diffuso, una vetrina utile a promuovere la visibilità delle piccole attività;

migliorare il livello dell’offerta dei negozi del centro storico, puntando sulla qualità, specialmente nel settore agroalimentare, diffondendo prodotti tipici del territorio, alcuni di questi sono poco conosciuti;

– ripartire dalla cultura, ripensare gli eventi che si svolgono in città, destagionalizzarli, coinvolgendo Comune e biblioteca. Impostare uno stile e tempi diversi con ricadute positive e automatiche/immediate sulle attività commerciali. Vedi l’esempio di Fano e Pesaro.

– favorire l’utilizzo dei numerosi luoghi che esistono in città per le attività culturali. Una ricchezza sulla quale siamo seduti e che chiede di essere valorizzata e utilizzata.

– ricostruire un ente che si occupi, in modo competente, puntuale, strutturato della promozione turistica della città, del suo territorio e delle eccellenze locali. Serve una vera cabina di regia. 

Con l’evento del 11 settembre si chiude una fase che ha avuto il pregio di coinvolgere cittadini, operatori ed associazioni di categoria che liberamente hanno dato il loro contributo ai contenuti del Manifesto, dandogli maggiore visione e prospettiva. Dopo le elezioni, tuttavia, se ne aprirà un’altra perché, con l’insediamento della nuova amministrazione, il Manifesto comincerà ad entrare nel merito, tessendo relazioni ed aprendo al dialogo con i vari portatori d’interesse. Il tema dei Centri Commerciali di Vicinato che tocca tutta la città e le sue periferie è una grande sfida per tutti, in termini di benessere economico, sviluppo sociale e qualità della vita in generale.

 

Alberto Di Capua – Catherine Cipolat

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