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“Oltre il rischio alluvione”

Luciano Principi (Diritti al Futuro) avanza proposte che definisce più efficaci della vasca di espansione

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Alluvione a Senigallia: la valle del Misa allagata

Sono passati oltre 6 anni da quando la nostra città ha subito i drammatici effetti dell’alluvione e penso che da parte dei prossimi amministratori regionali e quelli Comunali della valle Misa Nevola sia dovuta prioritariamente una risposta praticabile per rendere minimo tale rischio .

Negli anni passati sono state avanzate proposte da numerosi esperti del settore pubblico come da quello privato, quindi nelle sedi regionali ci dovrebbero essere già le soluzioni ricercate ma purtroppo i cittadini non sono ancora venuti a conoscenza di un progetto organico (per tutta la valle Misa e Nevola) dotato di cronoprogramma che sia in grado di tranquillizzarli: i cambiamenti climatici ormai evidenti anche nel nostro territorio, fanno presagire che il fenomeno eccezionale del maggio 2014 possa ripetersi con più frequenza.

D’altra parte penso sia utile far tesoro della metodologia (la cui validità è riconosciuta a livello mondiale) utilizzata dal nostro governo nazionale per affrontare l’attuale emergenza COVID-19 : le decisioni politiche vengono prese solo dopo attenta analisi e consultazione di esperti e scienziati.

Nel caso in esame non siamo ancora arrivati ad una decisione politica chiara e trasparente che sappia non solo ridurre il rischio ma che trasformi la soluzione di questa minaccia in una occasione di cambiamento e rilancio dell’economia agricola e turistica di tutto il territorio della valle Misa-Nevola.
Gli studi finora acclarati fanno pensare ad una mitigazione del rischio alluvione basato su due linee d’azione:
– trattenere e rallentare il deflusso delle acque a monte della città di Senigallia
– agevolare e migliorare la portata nel tratto cittadino.

È senz’altro utile procedere alla sostituzione dei ponti attuali con quelli a campata unica e a procedere alla pulizia e ripristino del letto del fiume in città dove purtroppo l’intervento umano nei decenni passati è stato dannoso e poco lungimirante.

Fuori città però intervenire sul letto del fiume è controproducente : non si può forzare il fiume in modo arbitrario ad assumere uno scorrimento forzato perché la reazione dello stesso sarebbe imprevedibile, sia nelle modalità che nel corso del tempo, nella sua naturale tendenza a ricercare un nuovo equilibrio.

Inoltre a monte, per ridurre i tempi di corrivazione si può intervenire con il coinvolgimento di chi opera sui terreni collinari delle due valli caldeggiandone ed incentivando una gestione agricola biologica e rigenerativa al fine di aumentare la sostanza organica nel terreno.

Altrettanto importanti sono:
– la manutenzione dei fossi e ruscelli
– ripiantumare siepi ed alberi autoctoni a contorno dei campi e nei terreni poco utilizzati
– l’agevolazione e l’incentivazione alla realizzazione dell’Accumulo Distribuito.

Quest’ultimo in particolare è in grado di ritardare efficacemente la piena lasciandola agire su un tempo più lungo (laminazione). In pratica gli agricoltori che possiedono terreni di “mezza- collina” lungo tutto il bacino Misa-Nevola potrebbero essere incentivati alla realizzazione di piccoli invasi per la raccolta di acque piovane.

Si possono però più efficacemente prevedere laghi di medie dimensioni nei tratti iniziali dei fiumi Misa e Nevola e in quei bacini laterali più grandi dell’intera Asta Fluviale (alcuni anche alla periferia di Senigallia).

Le funzioni svolte da questi invasi e laghi sono:
1) riserva idrica per scopi agricoli nei periodi di siccità e non solo,
2) fitodepurazione degli inquinanti (trasportati dall’acqua) presenti nei terreni dopo decenni di agricoltura convenzionale (non organica),
3) creazione di nuovi habitat per flora e fauna e difesa della biodiversità,
4) possibilità d’espansione con deflusso di massima regolato (nel caso di eventi atmosferici eccezionali) per una frazione della sua capacità totale da individuare per ogni singolo caso in base alle caratteristiche di raccolta delle acque piovane.

Luciano PrincipiRiteniamo che tutte queste proposte se portate a compimento, siano molto più efficaci della Vasca di Espansione in località Brugnetto i cui limiti sono già stati evidenziati nel corso di questi anni; inoltre si avrebbe la possibilità di una preziosa riserva idrica (visti i tempi di siccità ai quali andiamo incontro) coinvolgendo attivamente tutti gli agricoltori del Bacino.

Per raggiungere questo scopo è necessario che il sostegno alla mia candidatura nella lista di Diritti al Futuro e all’interno della coalizione di Centro sinistra che sostiene il candidato a sindaco Volpini, sia partecipato e convinto.

Luciano Principi
candidato al Consiglio Comunale di Senigallia 2020 – Diritti al Futuro

Commenti
Ci sono 2 commenti
leofax 2020-08-30 18:55:26
Signor Principi, con questo commento, non entro nel discorso politico ma solo con due proposte pratiche. La prima, un canale di scolo tra le Casine di Ostra e Passo Ripe. I due fiumi Misa e Nevola, prima della loro confluenza, dovranno essere dotate di chiuse, per permettere una regolazione del flusso della piena verso valle. Detto canale di scolo, scavato nel terreno, dovrà subire un amalgama tra terra e cemento, sia nel letto che negli argini. In altre parole, lo stesso sistema che usa Autostrade per l'italia, per costruire i tratti in rilevato delle nuove carreggiate stradali. Questo discorso, ed è il secondo punto, dovrebbe servire per la ricostruzione dei nuovi argini del fiume. E non come è stato fatto da poco, dove hanno usato delle reti, adducendo al fatto, che servivano per non creare dagli animali, eventuali Fontanazzi. In un recente passato, prima dell'alluvione del 2014, il Misa aveva dato un "Avviso ai Naviganti" creando le Risorgive, al di fuori degli argini. Detto fenomeno, si manifesta, quando vi sono delle infiltrazioni al piede degli argini presenti nel fiume. Ovviamente, come poi è successo, la pressione dell'acqua e il suo accumulo nel letto dello stesso, hanno fatto saltare gli argini con i risultati che tutti conosciamo.
Leonardo Maria Conti
fatevelafinita 2020-09-02 13:43:41
Sign. Principi, dov'era Diritti al Futuro (stampella del PD) in questi anni? Si accorge solo ora, a distanza di 6 anni dall'alluvione di queste soluzioni? Dov'era durante gli incontri in cui venivano discusse, incluso Contratto di Fiume? E' una mera strumentalizzazione politica, l'ennesima, ed al di là della bontà o meno della soluzione, della sua praticabilità o meno, i cittadini sono stufi di questo modo subdolo di fare politica.
Grazie.
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