SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa
Fabrizio Volpini candidato Sindaco - Elezioni Comunali Senigallia 2020

Il ricordo dei lavori di aratura dei terreni

Viaggio nel passato grazie a Marco Giardini

buoi

Un tempo, dopo la mietitura, il periodo di riposo del terreno e lo spandimento del letame organico e le prime piogge di fine estate, iniziavano i lavori di aratura del terreno.

Oggi siamo avvezzi a vedere moderni trattori, ma anche qualche vecchio cingolato (non privo del suo antico fascino), arare subito dopo la trebbiatura.

Questo breve spazio però lo vorrei spendere per ricordare l’uomo ed i buoi da lavoro, che di storia ne vantano tanta, qualche millennio, ovvero da quando l’uomo ha iniziato ad allevare ed addomesticare alcuni animali.

Fino a poco più di mezzo secolo fa erano i buoi (in certe località anche muli e cavalli) ad arare i terreni agricoli ancora ricchi di humus, erano loro che trainavano i carri abbondantemente carichi di covoni, sacchi di grano o di farina, cumoli di fieno, legna, botti d’acqua, persone per cerimonie tipo matrimoni. In pratica tutto ciò che oggi è svolto da trattori, camion e autovetture.

Oggi certi buoi si possono vedere soltanto in fotografia oppure nei documentari girati in paesi poveri o durante la prima guerra mondiale.

Gli occhi stanchi dei buoi, dopo la lunga giornata lavorativa, erano così espressivi che non potevano passare inosservati. I buoi a volte subivano delle frustate, sicuramente non meritate, ma in genere il rapporto tra l’uomo e l’animale è sempre stato molto buono, in simbiosi si direbbe, bastava un lieve cenno alle corde (briglie), oppure una voce che pronunciasse qualche parola in codice come “léé” per fermarsi, “biò”, “faurì” o “galantì” per trovare un’intesa e capire ciò che il contadino desiderava: invertire la marcia, tenere una certa direzione, seguire il solco, fermarsi o ripartire.

Dopo la lunga giornata e il duro lavoro l’animale era stanco morto quanto il contadino, entrambi si guardavano e scoprivano che gli occhi dell’altro erano lacrimosi e i volti stanchi.

Non mancava in certe occasioni una lacrima vera da parte dell’uomo …e forse anche dell’animale.

Marco Giardini
Pubblicato Martedì 28 luglio, 2020 
alle ore 13:31
Come ti senti dopo aver letto questo articolo?
Arrabbiato
Triste
Indifferente
Felice
Molto felice
Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!
Scarica l'app di Senigallia Notizie per AndroidScarica l'app di Senigallia Notizie per iOS