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Chi l’ha visto? (Il materasso)

L'ironica segnalazione di un lettore che non avrebbe voluto mettere in piazza i propri "affari di letto"

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Materasso in via dei Garofani

Il titolo non fa riferimento all’ultratrentennale programma Rai che presenta i casi di persone scomparse, ma a quanti hanno potuto (e possono ancora) ammirare il materasso in mostra sul marciapiede in corrispondenza del civico 11 di Via dei Garofani a Senigallia.

In verità il materasso avrebbe dovuto essere prelevato, come da mia prenotazione al numero verde 800277999 indicato sul sito del Comune di Senigallia “per il ritiro a domicilio dei rifiuti ingombranti”. Il ritiro era stato concordato per sabato 13 giugno, ma in tutta la giornata non si è presentato nessuno (la società di servizi incaricata del ritiro è Rieco), e verso le 21 ho deciso di riportare il materasso in garage, sia perché aveva cominciato a piovere sia perché di domenica non è previsto il ritiro. Dopo tre giorni di riflessione (“lascio perdere, smaltisco da solo oppure ci riprovo?”), mercoledì 17 giugno ho deciso di ricontattare il numero verde e ho concordato con l’operatrice di rimettere immediatamente il materasso sul marciapiede perché potesse essere ritirato. A tutt’oggi, giovedì 24 giugno, non è successo nulla, nonostante più solleciti inoltrati dall’operatrice del numero verde a Rieco.

Mi rendo conto che non bisognerebbe mettere in piazza i propri “affari di letto”, ma tant’è. Al momento, il materasso sembra essere una delle installazioni create da maestri della perfomance art come Marina Abramović o Maurizio Cattelan. Installazioni che vivono sulle diverse interpretazioni del pubblico: a proposito della Abramović, per esempio, Wikipedia dice che il suo lavoro “esplora le relazioni tra l’artista e il pubblico, e il contrasto tra i limiti del corpo e le possibilità della mente”.

A questo punto vorrei proporre a quanti passano per Via dei Garofani di scattare una foto della “installazione” e pubblicarla su Facebook, tanto per capire il gradimento di questa “nuova opera”. E se l’iniziativa dovesse riscuotere tanti like, si potrebbe aprire un nuovo filone artistico: una mia vicina è già pronta ad allestire una nuova installazione con dei divani, che ovviamente non sono dei semplici divani… Insomma, nel dopo lockdown non è il caso di negarci nulla e di lasciare libero spazio alla creatività e allo spirito artistico.

E se si dovesse sentire il peso della responsabilità di essere creativi, ci si può riunire, il più numerosi possibile (armati di mascherina, ovviamente), in via dei Garofani 11 per cantare “Il materasso”, inno di chiusura della trasmissione di Renzo Arbore “Quelli della notte” che ha imperversato negli anni Ottanta e resta tuttora una hit, soprattutto dei nostalgici di quel programma.

Giuseppe (Pino) Di Leo

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