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Diritti al Futuro: “Affrontare la crisi economico – sociale si può”

Proposto un osservatorio Misa - Nevola per anticipare un futuro nuovo e possibile

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Mentre a livello nazionale persone, comunità, organizzazioni sociali ed economiche e istituzioni sono inevitabilmente concentrati sui tempi dell’immediato breve termine della cosiddetta ripartenza, alcuni soggetti e liberi pensatori di varia estrazione sono alle prese con il pensiero lungo per la migliore sostenibile ricostruzione sociale ed economica del Paese.

L’errore più grande a nostro avviso, di cui purtroppo già si evidenziano parole, proposte e misure, è il cosiddetto “ritorno alla normalità”, mentre ci si fa scudo del controverso slogan “nulla sarà come prima”.

A Senigallia giustamente Sindaco e Giunta si sono messi immediatamente al lavoro con categorie economiche e parti sociali per organizzare al meglio la prossima stagione estiva, che sarà una “stagione turistica di transizione”. Noi di Diritti al Futuro proponiamo di associare a questa azione una di livello strategico, volta ad interconnettere sempre di più la nostra realtà alle valli Misa e Nevola per tramite la costituzione di un “Osservatorio Istituzionale Ambiente Società Economia”, che sia composto oltre che dagli enti locali anche dalle aggregazioni di categoria, sociali, della scuola, del socio-assistenziale nelle sue variegate espressioni, della cultura e dell’associazionismo di base.

Tale organismo, incardinato nelle due Unioni dei Comuni esistenti andrà attentamente e realisticamente progettato in tempi e con risorse adeguate. Il suo compito potrà essere quello di conoscere e programmare: monitorare i cambiamenti in atto di varia natura, condividere obiettivi “nuovi” dello sviluppo durevole, non farsi trovare impreparati davanti ad eventi futuri di particolare complessità economica, sociale e ambientale.

C’è un’ottima base di partenza analitica del nostro territorio: il Report dell’Istao e del progetto FSE “Terre d’amare”, che va portato a conclusione appena possibile dopo la sospensione forzata del marzo scorso. Prime integrazioni potranno essere le informazioni che i Comuni raccoglieranno sulle dinamiche sociali ed economiche in atto nei propri ambiti durante e dopo il lockdown; altro ancora potrà essere raccolto ed aggiornato intorno a suggestioni e linee di una innovativa e solida traiettoria per uno sviluppo, che sia “progresso resiliente di comunità solidali” non solo legate al Pil.

Matrici generali di questa prospettiva potrebbero essere a nostro avviso:
1. il paradigma della transizione ecologica e sviluppo a forte intensità di lavoro e di tecnologia (guardando soprattutto all’occupazione giovanile);
2. la riduzione delle disuguaglianze sociali e potenziamento del welfare; quindi fiscalità anche di scopo e promozione e tutela della salute pubblica;
3. un’economia radicata in settori industriali, terziari e agricoli non dipendenti da crisi temporanee anche gravi (enogastronomia di qualità inclusa);
4. la città del mare (Adriatico) e della spiaggia; dei turismi; delle bellezze urbane, territoriali e storico-culturali fino all’Appennino e quindi anche paesaggio e ambiente;
5. una formazione permanente a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti, intersecando e scambiando conoscenze e professionalità nei settori produttivi in stretta collaborazione con il mondo della scuola.

Fiduciosi che questa nostra proposta possa essere rilanciata ed integrata con l’impegno delle istituzioni e di molti attori sociali, Diritti al Futuro è pronta a fare la propria parte in collaborazione con tutti coloro che vorranno condividerla verso la realizzazione dell’Osservatorio nei tempi possibili.

Diritti al Futuro
Pubblicato Venerdì 22 maggio, 2020 
alle ore 8:12
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