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Senigallia: “quando l’allievo (il pubblico), supera il maestro (il privato)”

Rosaria Diamantini interviene sulla struttura di Civitanova

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medici, medicina, ospedali, sanità
In un giorno come il 1° maggio in cui si festeggiano i lavoratori, tanto importante da essere festa nazionale, anche ovvia in una Repubblica democratica fondata sul Lavoro (non dimentichiamolo mai!) ed internazionale; in un anno come questo in cui i lavoratori sono in balia degli eventi ed impauriti (sia chi lavora, di contrarre il covid e morire e/o fare morire i propri cari, sia chi non lavora che oltre a contrarre il virus teme di morire di fame lui e i suoi cari) mi trovo ad assistere ad una trasformazione talmente innaturale da non volerlo neanche credere vero, ma gli avvisi sono pubblici ed ho trovato riscontro!
 

Mi sono chiesta, e non sono la sola, con quale personale si intendesse aprire il Covid Hospital di Civitanova, il cosiddetto “Civitanova 100”, voluto, contro ogni parere competente e meno competente, da Luca Ceriscioli, presidente della Regione, sostenuto convintamente da Maurizio Mangialardi, candidato a presidente della Regione, e rinnegato, in zona Cesarini e solo per una questione di tempistica ormai inopportuna, da Fabrizio Volpini, presidente della IV Commissione Sanità della Regione, nonché candidato a sindaco di Senigallia.
 
Parliamo di una struttura che Bertolaso propone imperterrito per ogni regione italiana.
 
L’ospedale sarà gestito dall’ordine dei Cavalieri di Malta, non è una struttura pubblica (pur essendo pagato, mi piacerebbe sapere se e come per l’intero, da donazioni private nonché per 5 milioni da Bankitalia), occupa uno spazio pubblico con destinazione di tutt’altra natura, in un’area altamente frequentata e non isolata (e comunque non vicino ad una struttura ospedaliera di riferimento come auspicabile), il suo costo è rimasto lo stesso pur passando dai 100 agli 84 posti letto che ospiterà, come lo stesso rimane il costo di smantellamento successivo di ben altri 2 milioni di euro (che mi piacerebbe sapere a carico di chi saranno, pubblico o privato?)
 
Ma torniamo ai lavoratori che oggi dovremmo festeggiare.
 
L’Asur pubblica sul suo sito un avviso di manifestazione di interesse, di autocandidatura a “prestazioni aggiuntive” per il proprio personale da inserire nella Struttura di emergenza Covid “Civitanova 100”: rianimatori, pneumologi, cardiologi, infettivologi, internisti e radiologi, infermieri e tecnici di radiologia.
La retribuzione per le prestazioni aggiuntive, lasciatemelo dire, soprattutto se lorda, non sembrerebbe neanche così appetibile.
 
Ve la faccio corta:
L’Asur concede ai suoi dipendenti di andare ad erogare prestazioni aggiuntive (una specie di straordinari a livello di orario) con turni di una settimana per “assicurare la necessaria continuità operativa dell’equipe” nei reparti di subintensiva ed intensiva del “Civitanova 100” dei Cavalieri di Malta (almeno spero, perché vengono definiti “struttura di gestione della struttura”). La stessa “opportunità” è data ai dipendenti delle Aziende Sanitarie (Ospedali riuniti di Torrette e Marche Nord) e dell’Inrca, previa “stipula di una convenzione con l’Azienda di provenienza”.
 
Quindi è lecito presumere che l’Asur abbia stipulato una convenzione (e così dovranno fare le aziende i cui operatori vorranno aderire) per concedere l'”utilizzo” (così definito) dei propri dipendenti per periodi di una settimana ad un determinato costo, che verrà sostenuto dalla “struttura di gestione della struttura”, ma pagato due mesi dopo l’erogazione delle stesse prestazioni aggiuntive dall’Asur (o dalle altre Aziende aderenti), previo ricevimento dei finanziamenti.
 
Le Aree Vaste (e quindi le Aziende aderenti) adotteranno “misure organizzative per il recupero nel tempo delle assenze a giornata piena”.
 
Quindi cari lavoratori interessati:
Per un compenso che non si capisce se lordo o netto dovreste:
– spostarvi fino a Civitanova a vostre spese, 
– non in regime di aspettativa non retribuita o di comando con l’azienda di appartenenza, 
– ma andandovi a prendere un rischio infettivo, non si dice se riconosciuto come accessorio, 
– dopo un periodo come questo di straordinari e stravolgimento della vostra quotidianità lavorativa, di blocco delle ferie, per poi dover – recuperare le ore non prestate (ehi, ma non vi faranno mica richiamo) e 
– verrete retribuiti per tali prestazioni dopo due mesi, 
– previo il ricevimento dei finanziamenti.
 
E se la “struttura di gestione della struttura”, che non sapete chi è ma vi arruola, non paga? L’Azienda di provenienza non sarà responsabile, ma presumo che vi pagherà perché ci sarebbe una sollevazione. E quindi chi pagherebbe? I cittadini, tutti, quelli che non volevano il “Civitanova 100”.
 
Ma la convenzione Asur con la “struttura di gestione della struttura” dovrà pur prevedere il compenso definito per i lavoratori più, oso sperare, un plus per l’indizione dell’avviso, le pratiche correlate, l’erogazione delle retribuzioni se non il loro stesso calcolo. Non può non essere così altrimenti si tratterebbe di utilizzo distorto di denaro pubblico perché si retribuirebbero dipendenti Asur (amministrativi in questo caso) a lavorare per altri, in regime di piena incompatibilità.
 
Se mi rileggo un po’ tutto…
 
Senigallia ResistenteLe Aziende sanitarie compierebbero il loro processo di privatizzazione scavalcando grandi gruppi come Adecco, Randstad, e i nostri piccoli e locali, facendo somministrazione di lavoro a terzi.
 
Ma la promessa di assumere personale?
 
O sì, dopo questo avviso nella stessa sezione del sito dell’Asur, c’è un avviso per soli titoli per dirigenti medici a tempo determinato sempre per l’emergenza covid, mentre per OSS e infermieri queste graduatorie sono tutte già pronte. Nessuna assunzione definitiva che va a rinforzare un organico in affanno, ma le solite assunzioni primaverili che garantiscano  la copertura delle ferie estive e questa nuova pratica della somministrazione di personale. Chissa, smarcheranno anche con lo stesso badge?
L’esercito dei precari è l’unica formazione che rinforzerà le proprie fila!
 
Meditate gente, perché l’Assessore alla Sanità che ha voce in tutto questo,  risponde sempre al nome di Luca Ceriscioli, il presidente di Regione, che sceglie i dirigenti che firmano le determine, colui che tanto è sostenuto da Maurizio Mangialardi. 
 
 
Rosaria Diamantini
Lavoratrice e comunista
Candidata sindaco 
per la lista Senigallia Resistente
 
 
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