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Appicca di nuovo il fuoco nel Duomo di Senigallia: scoperto e tratto in arresto

Si tratta di un trentatreenne incensurato, che ha ammesso il fatto senza fornirne le motivazioni

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Carabinieri in Duomo

Arrestato nella mattinata di mercoledì 20 marzo dai Carabinieri di Senigallia un uomo di 33 anni, che ha confessato di essere il piromane del Duomo cittadino.


Oggi, pochi minuti dopo le 8:00, un giovane è entrato nella Cattedrale e si è diretto verso l’acquasantiera dove si è lavato le mani.

Poi, dopo essersi guardato intorno per assicurarsi che non c’era nessuno ad osservarlo, si è diretto verso il secondo altare della navata destra, dedicato a “Santa Maria Goretti”, ha prelevato un lumino votivo acceso e lo ha posizionato sotto un lembo della tovaglia dandogli fuoco.

Dopo qualche minuto le fiamme si sono propagate al vicino cuscino dell’inginocchiatoio confessionale in legno e alla stola in seta che si trovava poggiata sul mobile.

Fortunatamente poco dopo è entrata in chiesa una donna che si è accorta delle fiamme ed ha avvisato il parroco che è accorso con altri fedeli spegnendo le fiamme.

Nel frattempo il piromane si era allontanato.

Avvertiti telefonicamente. i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, dopo aver visionato i filmati delle telecamere di sicurezza, si sono messi subito alla ricerca dell’individuo che è stato rintracciato dopo qualche minuto nella vicina Piazza Saffi.

Si tratta di un 33enne, incensurato, originario della provincia di Forlì-Cesena.

L’uomo è stato riconosciuto anche per essere il piromane che ieri mattina, 19 marzo, sempre in Cattedrale, aveva tentato di dare fuoco all’altare della cappella dedicata alla “Madonna della Speranza” ed al primo altare della navata destra intitolato a “Sant’Andrea da Avellino”.

Era vestito anche con gli stessi abiti: un giubbotto marrone sopra una felpa grigia con cappuccio, un paio di pantaloni da ginnastica di colore blu con riga bianca sui lati ed uno zaino dietro le spalle.

Il 33enne in caserma ha ammesso i fatti che gli sono stati contestati senza fornire alcuna motivazione né giustificazione.

Lo stesso è stato tratto in arresto per il reato di danneggiamento aggravato in quanto commesso in luogo di culto.

Nel pomeriggio avrà luogo l’udienza di convalida dinanzi al Tribunale di Ancona.

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