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Senigallia: un prete amico…con la mazza

Festa all'Acli per i 90 anni di don Giuseppe Cionchi

La facciata della sede dell'ACLI Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani in via Cavallotti 10 a Senigallia

Con i primi 10 colpi di mazza, il primo in un turno di venti operai aclisti, in fila per altri 10 colpi a testa, nel 1952, per abbattere la struttura in cemento armato del pozzo negli “Orti del Vescovo” – oggi famosi per il futuro di Senigallia ovest dei portici Ercolani – e con le mani “piagate” alla sera, don Giuseppe Cionchi, prete dal 1951, inizia il suo ingresso nel “sociale” con le ACLI, allora emergenti nel mondo operaio, inquinato dall’anticlericalismo violento e dall’ateismo persecutorio del comunismo e del socialismo “idolatri” del “paradiso sovietico” che, in realtà, si rivela, poi, come la più grande e la più feroce dittatura della storia, in nome del proletariato.


Con il ricordo della “mazza”, il prete amico di tutti, sabato 3 novembre 2018, avvia l’incontro per ricordare ai numerosi presenti il suo ingresso nei 90 anni, presso i locali del Circolo ACLI, che devono tanto a quella prima mazzata, con la trasformazione dei locali che erano una topaia al centro città e con il bocciodromo famoso dove si sono formati i campioni italiani di bocce per diversi decenni.

Per l’incontro che, oltre ai ricordi storici, e agli interventi ricchissimi di Franco Porcelli e di Mario Badiali (in versi!) comprende la Messa per i Soci defunti e una simpatica “conviviale” al “Ruspa Ruspa” della Cesanella, don Giuseppe consegna agli amici una mini biografia lunga, varia, ma condensata nelle seguenti storie e “storielle”.

Don Giuseppe, “Peppino” per tutti, nasce a Stacciola di San Costanzo (Ps) il 26 giugno 1929. Trascorre i primi anni, fino alla 3° elementare, in campagna, dove tira la “Stroppa” alzandosi già a 6 anni alle 3 del mattino!; con l’alimentazione…a piatto unico; nella casa contadina con il WC esterno di canne; senza riscaldamento, con la “saletta degli incontri” nella stalla riscaldata dal fiato delle bestie. Frequenta le 3 elementari a Stacciola, ma la 4°, a S. Costanzo. Gli piace studiare e legge molto: anche con il lume a petrolio; scrive su carta gialla delle sardelle; è ubriacato dal fascismo e canta: “per il Duce e per l’impero eia, eia alala!” La sua vocazione è dovuta: sia al modello d. Gaetano Paggi che gestisce una “minibanca” personale (con i soldi dei migranti in America, i quali, con la crisi delle banche del 1929, si fidano solo dei preti) e presta i soldi per liberare i contadini dalla mezzadria e aiutare gli artigiani; sia alla voglia di studiare; sia al “miracolo di Sant’Antonio da Padova” che lo libera da un “polipo” al naso, bruciato con un ferro infuocato per ben 2 volte e senza anestesia; sia al ”sogno” del padre Igino che lo vuole prete e professore, per cui dalla 4a elementare salta in prima media in Seminario a Scapezzano con Tinti, con il primo incontro in motocicletta guidata da d. Ettore Luzietti, che aveva per sellino una tavola con 6 ragazzini…caduti nel fosso! alla curva del Cesano per Scapezzano. La vita in Seminario, con la guerra 1939-1945, e il trasferimento a Mondolfo, ha ricordi tragici: i bombardamenti, il mitra puntato su mamma Ada per il vino/aceto; i carri armati; i tedeschi con il mitra spianato; la tessera, la fame… e le salsicce …rubate in Seminario! per la fame, il freddo e le paure, ma pure con il “coma” per aver fumato le sigarette una dietro l’altra come facevano i polacchi che avevano occupato il primo piano della casa a Mondolfo…e con il pane, il latte, lo zucchero, il sale, le scatolette… a “stuf’.

E’ prete nel 1951, professore in Seminario, cappellano in Duomo con mons. Mercuri: un modello di pastore che quasi tutte le sere gira a piedi in parrocchia, nelle periferie e conosce i parrocchiani uno ad uno…, con le bombe in sagrestia per un attentato alla ex Cassa di Risparmio di Jesi da parte di elementi della Legione Straniera, la Messa in latino, il catechismo per 80 ragazzi/ragazze!; le cappellanie al Borgo Bicchia, alla Capanna, al borgo Po.

Vive la nascita delle ACLI (1952) con d. A. Mencucci: con la mazza per il pozzo negli orti del Vescovo Ravetta, (come sopra descritto) la TV in soffitta, i giochi delle bocce con la lapide a mio padre Igino, con la Corale Bernacchia, con iniziative varie: lotte sindacali (Peruzzini), Boidi: l’onorevole a servizio dei poveri, il Patronato ACLI: per le pensioni, le consulenze, i certificati…, con le Messe il 2 novembre, con incontri, conferenze, befane, feste, con il sabato sera fisso alle ore 16: preghiera, Vangelo, partita…tutt’ora ripetuti al sabato, anche oggi, a 90 anni.

Insegna alla Scuola Alberghiera (1964) che segue fin dall’inizio per oltre 30 anni. Nel frattempo consegue la Laurea in teologia, il Diploma in pedagogia, e frequenta alcuni Corsi di psicologia a Padova nonché corsi di psicanalisi al Consultorio di Senigallia E’ giornalista responsabile del Bollettino Diocesano e de La Voce Misena (1970): con la battaglia contro le caserme… dove spesso l’ozio e il padre dei vizi gay, finita in tribunale (con la difesa di Sparapani); e con la “lotta” per il vescovo di Senigallia, con la quasi “scomunica” di Micci, vescovo di Fano e Amministratore apostolico.

E’ nominato Direttore dell’Ufficio çatechistico e Insegnanti di religione (1975) nelle scuole, con campi scuola e corsi di aggiornamento, specie a Colle Aprico. E’ Docente all’Università di Urbino nell’ ISSR fondato dal filosofo/teologo Italo Mancini (1983): insegna pedagogia/didattica e gira per conferenze e sperimentazioni didattiche a catechisti e insegnanti di Ire a Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Terni, Bari… A Radio Maria, è conduttore di “Parla mi di Gesù” ( dal 2008 al 2015), la 4° Domenica di ogni mese, dalle ore 18 alle 19.30, con telefonate dall’Italia e dall’estero! Dalle conversazioni approfondite nasce anche la pubblicazione di “Cristo è bellezza…”

Ma dalle esperienze didattiche nascono e pubblica diversi libri per la scuola e per il Catechismo con la Elledici e la San Paolo; con la Elledici pubblica la famosa “Antologia religiosa interdisciplinare”, per le ex Superiori, diffusa a centinaia di migliaia di copie e i cui profitti finiscono totalmente nella ricostruzione della casa fatiscente della parrocchia di Scapezzano con un mini-appartamento e con un maxi-appartamento e…con tanta gratitudine da parte dei parroci di ieri oggi, e…domani (speriamo almeno qualche Messa!).

Pubblica con Shalom: storia di Pio IX, di Pio XII, di santa Maria Goretti; storia della Stacciola. E’ parroco a Monterado dal 2001 al 2013, e al bar, tutti lo salutano: Alleluia, la vita è una festa! Partecipa a gruppi vari: a Scapezzano (con La Volpe); a Ostra Vetere, presso il santuario di San Pasquale; a Marzocca; a Senigallia: P. Pio; a Medjugorje con il Movimento Mariano, al quale propone (2018) la Luds,: libera università digitale senigalliese, con il seminario, constatando la grande forma di analfabetismo su Gesù, per cui i partecipanti studiano Gesù su Google, o Internet…, con il testo­ guida: “Cristo è bellezza”… e parlano/raccontano: ognuno un argomento assegnato, ogni martedì dalle 21 alle 22; in tal modo finisce l’era delle conferenze: in cui si parla molto, si ascolta poco e non si impara quasi niente (come in alcune lezioni/prediche, o pausa-silenzi dopo l’omelia, senza “compito”: proposto da Papa Francesco, e come fa d. Alfredo Pasquali con i nonni: ”Adesso chiediamo al Signore”…)!

Attualmente è alla chiesa della Croce, per “dono” gradito del vescovo G. Orlandoni e, poi, di F. Manenti: dal 2013 con d. G. Nicoli fino al 2015; alla Croce segue questi orari: dalle 9.30 alle 11.30: adorazione, Rosario, Messa, con messalino, Coroncina, Benedizioni; Messa festiva alle ore 17; 3° domenica, con la S. Vincenzo: Messa per i poveri per le 3P: Pane, Pizza, Paste… e altro!
Canta con tutti: “Non basta un’eternità per lodare/ringraziare TE”. Alleluia: sempre!.

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