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Crollo ponte Morandi A10 a Genova, tensione tra Governo, Autostrade per l’Italia e Atlantia

A picco il titolo in Borsa di Atlantia, il cui amministratore delegato è Giovanni Castellucci, di Senigallia: attaccata pagina wikipedia

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Crollo del viadotto Morandi a Genova

La Borsa di Milano chiude in calo giovedì 16 agosto (Ftse Mib a -1.83%), trascinata dal crollo del titolo Atlantia, che controlla Autostrade per l’Italia.


Una conseguenza dell’annuncio del governo Lega-5Stelle di procedere immediatamente, senza attendere l’esito dell’inchiesta della magistratura, alla revoca della concessione autostradale dopo il crollo del ponte Morandi a Genova.


Una decisione, che, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie (38 i morti accertati), sta facendo discutere e suscitando nuove polemiche: in una nota delle ultime ore infatti Atlantia precisa che “l’avvio della revoca della concessione è stato effettuato in carenza di qualsiasi contestazione specifica alla concessionaria e in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto. Le modalità dell’annuncio possono causare riflessi per azionisti e obbligazionisti della società“.

Nella mattinata di giovedì 16 agosto anche gli amministratori di Wikipedia si sono visti costretti ad intervenire per modificare e ripristinare ai dati reali la pagina biografica dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e Atlantia, Giovanni Castellucci, poco prima “attaccata” da qualche utente.

Castellucci, classe 1959, è originario di Senigallia, dove è nato, ma, dopo aver compiuto gli studi in ingegneria meccanica a Firenze, con successivo master in business administration alla Bocconi di Milano, da tempo risiede a Roma: attualmente è amministratore delegato e direttore generale di Atlantia e amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, incarichi che ricopre ormai da oltre dieci anni, dopo aver operato in altre grandi aziende, come, tra le altre Barilla.

In una nota giunta in Redazione, Autostrade per l’Italia, oltre a ribadire come “non sia possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo”, si dichiara “fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario”, ed aggiunge “di lavorare alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che saremmo in grado di completare in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree”.

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