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M5S Senigallia si esprime sull’ultimo Consiglio comunale

Martinangeli e Palma: "c'è chi ha tentato di ridicolizzare il nostro odg contro il sessismo linguistico"

Tendarreda - Le tende di tendenza - Pesaro
Stefania Martinangeli

Come è nostra consuetudine pubblichiamo il resoconto dell’attività in consiglio comunale del 14 dicembre scorso.


La seduta consiliare si è tenuta lo stesso giorno delle esequie, celebrate in forma pubblica, della Sig.ra Patrizia Casagrande Esposto, esponente di rilievo della politica regionale spentasi prematuramente dopo una lunga malattia.
È noto l’impegno sempre profuso dalla ex Presidente della Provincia di Ancona sul versante delle politiche di parità e sul contrasto alla discriminazione di genere, e speriamo – ci si perdonerà l’accostamento – che il voto favorevole dell’assemblea consiliare della sua città natale al nostro Ordine del Giorno “MISURE PER ATTUARE PARITÀ E PARI OPPORTUNITÀ TRA UOMINI E DONNE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE” possa essere considerato un ulteriore piccolo omaggio e contributo alla “battaglia culturale” per la consapevolezza dei diritti femminili.

Fatta questa breve ma doverosa premessa, passiamo ad esporre la nostra attività come portavoce del M5S nel consiglio comunale di Senigallia.

Dopo la discussione di interrogazioni e interpellanze l’assessore Girolametti ha presentato la delibera del Comitato dei Sindaci n. 1/2017 “APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO UNICO PER L’ACCESSO AL SISTEMA LOCALE DEI SERVIZI SOCIALI E PER LA COMPARTECIPAZIONE ECONOMICA DEGLI UTENTI”.

Il Regolamento, che disciplina l’accesso ai servizi sociali, si pone in  continuazione con la  “Convenzione per l’esercizio associato della funzione progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali tra i Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS)  n.8 per il triennio 2015-2017” laddove, ricordiamo, l’ATS coincide con la ex Zona Territoriale 4, ovvero tutti i comuni delle Valli del Misa e  Nevola serviti dal nostro Distretto Socio-Sanitario.

Dopo una breve presentazione e discussione, è stato approvato all’unanimità.

È stata poi proposta e approvata una modifica dell’Ordine del Giorno, con cui è stata spostata alla fine della seduta la discussione del “REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI AGLI AVVOCATI DEL LIBERO FORO PER LA RAPPRESENTANZA E DIFESA IN GIUDIZIO DEL COMUNE DI SENIGALLIA” e dell’OdG di Unione Civica e Forza Italia “REVOCA CONCESSIONE GRATUITA ALLA UISP E GARA D’APPALTO PER OSTELLO COMUNALE” per il protrarsi dell’assenza dei consigliere Paradisi per motivi di lavoro.

È stata quindi presentata ed approvata la mozione del consigliere Mandolini che chiedeva all’ente di verificare la fattibilità della realizzazione di parcheggi sul piazzale “M.F. Rosi”, per mettere in sicurezza chi transita su via N. Bixio.
La consigliera Stefania Martinangeli ha quindi esposto l’OdG a firma Martinangeli-Palma di cui abbiamo brevemente parlato in premessa, che richiama atti e documenti ufficiali presentati da oltre un decennio a livello europeo e nazionale. Il tema delle pari opportunità e della parità di genere è stato infatti trattato nel 2006 da Parlamento e Consiglio Europeo (Direttiva 2006/54/CE del 5 luglio 2006, pubblicata in G.U. dell’Unione europea L204/23), che è stata recepita dall’Italia con la Direttiva del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche Amministrazioni e della Ministra per  i Diritti e le Pari Opportunità del 23 maggio 2007 “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne  nelle amministrazioni pubbliche”, pubblicata in G.U. in data 27/7/2007.

Sempre nel 2007, l’Atto di Sindacato Ispettivo n°1/00107 del Senato della Repubblica presentato  dalla senatrice Alfonzi e altri afferma: “Il senato (…) impegna il Governo ad introdurre negli atti e nei protocolli adottati dalle pubbliche amministrazioni una modificazione degli usi linguistici tale da rendere visibile la presenza di donne nelle istituzioni, riconoscendone  la piena dignità di status ed evitando che il loro ruolo venga oscurato da un uso non consapevole della lingua”.   

Fin dalla fine degli anni ’80 si parla, con sempre maggiore consapevolezza, di “sessismo linguistico” , intendendo con ciò la presenza di aspetti discriminanti nei confronti delle donne nel sistema stesso della lingua a partire dall’ipotesi che la lingua non solo manifesti il modo di pensare dei parlanti, ma addirittura lo condizioni. La Commissione Nazionale per le Pari Opportunità tra uomini e donne redasse delle Raccomandazioni che suggerivano, tra l’altro, di usare le parole: “persone” e non “uomini” (es: “diritti della persona” e non “diritti dell’uomo”), di creare la forma femminile di titoli professionali (es: dottore, dottoressa) e, nelle forme in cui non si ha un adeguato morfofonetico al femminile, anteporre l’articolo femminile (il dirigente, la dirigente); e tali raccomandazioni furono recepite nel Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche pubblicato presso il Dipartimento per la Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1993.

Purtroppo, il “sessismo linguistico” non è affatto superato e a tutt’oggi permangono resistenze all’uso del genere grammaticale femminile per molti titoli professionali o ruoli istituzionali ricoperti da donne. Tali resistenze, a detta dell’Accademia della Crusca,  non hanno motivazioni di tipo linguistico ma sono, in realtà, di tipo culturale.

Negli ultimi 10 anni, molte amministrazioni hanno aderito alla Direttiva 23 maggio 2007 “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne  nelle amministrazioni pubbliche” e anche la stessa Accademia della Crusca ha collaborato con il Comune di Firenze al progetto Genere & linguaggio e alla pubblicazione delle prime Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo e anche a Senigallia, nella passata consiliatura venne presentata una mozione dalle consigliere Bucari, Bucci, Angeletti e Ramazzotti con proposta di adesione alla Carta europea dell’uguaglianza e della parità delle donne e degli uomini nella vita locale. Uguaglianza e parità sono un diritto fondamentale, che non deve solo essere riconosciuto per legge, ma deve essere effettivamente esercitato in tutti gli aspetti della vita politico, economico, sociale e culturale.

Il nostro OdG impegnava dunque il Consiglio comunale a chiedere la corretta declinazione di genere nelle discussioni consiliari ed in tutti i documenti e atti istituzionali, utilizzando il termine femminile laddove necessario (consigliere / consigliera, assessore / assessora, sindaco / sindaca, ecc…).

Ci sono stati interventi davvero pregevoli e argomentati, in particolare dell’assessora alle pari opportunità Ilaria Ramazzotti e della consigliera Margherita Angeletti, che hanno raccolto appieno lo spirito del nostro atto, mentre in altri momenti la discussione ha rasentato il grottesco, con argomentazioni del tutto fuori luogo o tentativi di ridicolizzare l’argomento.

A parte due soli voti contrari (e che non commentiamo) e tre astensioni, l’OdG è stato approvato, e questa è un’altra piccola vittoria per tutte le donne, perché i diritti non hanno colore politico.

Si è poi discussa la mozione a firma Palma-Martinangeli presentata dalla consigliera Palma, per la “RISOLUZIONE DELLA SITUAZIONE DI DIFFICOLTÀ ORGANIZZATIVA DELLA U.O. PATOLOGIA CLINICA” (Laboratorio Analisi). I concittadini hanno potuto notare, negli ultimi mesi, le difficoltà del servizio nell’erogare le proprie prestazioni all’utenza, a seguito del dimezzamento degli sportelli di accettazione – per inadeguatezza degli spazi. Ogni sportello ha una capacità di accettare, in una mattina, circa 50 utenti. Finché c’erano 4 sportelli, la capacità ricettiva del Laboratorio Analisi era  potenzialmente di 200 utenti, ovvero era perfettamente allineata ai dati di accessi medi (circa 150 utenti esterni al giorno), ora invece appare gravemente sottodimensionata, con utenti – già prenotati – mandati via (in giornate in cui il personale amministrativo agli sportelli era gravemente carente), allungamento delle file per completare l’accettazione, una maggiore permanenza all’interno dei locali e il sovraffollamento della piccola sala d’attesa, con il rischio anche di contrarre, per l’utenza più debole, malattie infettive e diffusive come l’influenza stagionale.

Anche in questo caso, le richieste pressanti del personale sanitario sembrano non aver trovato una pronta risposta da parte dell’Area Vasta, anche se lunedì prossimo 18 dicembre il Sindaco incontrerà i vertici dell’Area Vasta per trattare nello specifico questo problema.

La nostra mozione chiedeva un impegno, da parte dell’amministrazione, per sollecitare un intervento rapido e risolutivo della questione, magari attraverso l’accorpamento degli uffici di accettazione presso il CUP collocato nella palazzina antistante il laboratorio stesso.

Ci è stato chiesto di approfondire la questione rinviandola in Commissione, abbiamo aderito alla richiesta, invitando la presidente Angeletti a convocarla in tempi stretti.

Si è passati poi alla discussione della mozione presentata dal Sindaco e dai capigruppo consiliari di maggioranza Brucchini (Vivi Senigallia), Gregorini (Art.1 – MDP), Fileri (La Città Futura), Profili (Obiettivo Comune) e Santarelli (PD) per la “RIAFFERMAZIONE DEI VALORI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA CONTRO OGNI MANIFESTAZIONE E MOVIMENTO DI ISPIRAZIONE NAZISTA/FASCISTA ED OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE PERSONALE E SOCIALE”.
Il tema era stato oggetto di una precedente interrogazione al Sindaco della consigliera Fileri del 24 aprile 2017, in relazione all’autorizzazione concessa a Casa Pound per manifestare lungo  Corso 2 Giugno.
In quella occasione, il Sindaco replicò: “… non è sicuramente impedendo la parola che si contrastano in modo adeguato, non è con quel tipo di atteggiamento, se commettono reati io sono il primo a denunciarli, nessun tipo di problema, come chi manifesta e non è autorizzato, identico, perché le regole democratiche sono le regole democratiche e se quello è un partito riconosciuto io non posso, sentito il prefetto e questore, non concedere gli spazi che sono previsti, non lo farò mai, a meno che non ci siano problemi di ordine pubblico e quello è un altro tema. …”, ma la risposta non fu ritenuta soddisfacente dall’interrogante.

Improvvisamente, il sindaco sembra aver cambiato idea, sottoscrivendo un documento che lo impegna a “non concedere spazi o suolo pubblici a coloro i quali non garantiscano, con apposita dichiarazione, di rispettare i valori della Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti ed ogni grave forma di discriminazione sociale e di genere”. Una cosa che – solo 8 mesi prima – affermava non avrebbe mai fatto.
Le richieste di rinvio in Commissione per rivedere alcuni possibili profili di illegittimità presentate da Senigallia Bene Comune e dalle sottoscritte sono state rigettate, per contro è stato presentato un emendamento che non modifica, nella sostanza, le criticità della mozione stessa:
Due i punti che abbiamo sottoposto all’assemblea: il primo è che l’obbligo di preavviso va presentato alle sole autorità (questore e prefetto) e non anche al Comune, in ottemperanza all’art. 17 della nostra Costituzione: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica”, mentre il secondo è che il rifiuto può essere dato sempre e solo dall’autorità e solo per motivi di ordine pubblico.
Anche una sentenza del TAR Lazio del 2016 conferma questa nostra interpretazione, laddove viene chiaramente esplicitato che è illegittimo, da parte del Comune, vietare una manifestazione in luogo pubblico. I fatti risalgono al 2012 in cui l’allora sindaco di Roma, Alemanno, vietò a Rifondazione Comunista di poter manifestare in Piazza Campidoglio.
Il TAR ha ribadito che le uniche ragioni che possono comprimere la libertà di riunione sono legate alla ricorrenza di comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica. Il Comune può eventualmente negare la concessione dell’uso del suolo pubblico per strutture e attrezzature anche temporanee e precarie, ma non la manifestazione stessa, nella quale l’occupazione del suolo pubblico si concretizza esclusivamente nella presenza delle persone fisiche partecipanti. Un divieto da parte del Comune infatti violerebbe l’art. 17 della Costituzione che prevede che l’esercizio della libertà di riunione non è soggetta ad alcuna autorizzazione preventiva, ma alla sola comunicazione alle autorità di sicurezza e che il diniego possa essere dato solo per comprovati motivi di ordine pubblico.
Quale potrebbe essere stato il motivo di questa brusca inversione di marcia da parte del sindaco, che ha firmato una mozione che potrebbe esporre l’ente a contenziosi?

A pensar male si fa peccato … ma forse potrebbe esserci di mezzo la verifica di metà mandato chiesta da La Città Futura a seguito delle contestazioni ricevute dai cittadini per i ripetuti abbattimenti di alberi in varie zone della città, in particolare l’abbattimento “proditorio” della pinetina della stazione a ottobre, nonostante fosse in corso una corposa raccolta firme da parte dei cittadini e la stessa lista La Città Futura  avesse chiesto il ritiro della delibera e l’apertura di un confronto. L’abbattimento iniziò ancora prima che la petizione venisse consegnata e tale “sgarbo” fu aspramente stigmatizzato da La Città Futura, che in un suo comunicato stampa del 5 ottobre parlò addirittura di “scarse e insufficienti condivisione, confronto, informazione preventive con i partiti di maggioranza, le associazioni interessate, le cittadine e i cittadini tutti” chiedendo quindi “all’amministrazione comunale e alla maggioranza di avviare una fase di verifica immediata, per la definizione di un documento politico-programmatico di fine mandato”. Il sindaco minimizzò, replicando che l’uscita de la Città Futura era stata “una leggerezza”.
La verifica di metà mandato è stata quindi fatta, pare  con soddisfazione, da parte de la Città Futura e forse in Consiglio ne abbiamo avuto la riprova.

I lavori consiliari sono, infine, proseguiti con l’approvazione del REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI AGLI AVVOCATI DEL LIBERO FORO PER LA RAPPRESENTANZA E DIFESA IN GIUDIZIO DEL COMUNE DI SENIGALLIA,  e con  il rinvio in commissione dell’OdG REVOCA CONCESSIONE GRATUITA ALLA UISP E GARA D’APPALTO PER OSTELLO COMUNALE.

Al link //senigallia.halleymedia.com/live194-Consiglio-comunale.html è possibile rivedere la diretta della seduta consiliare del 14/12/2017.

Le consigliere comunali M5S Senigallia
Stefania Martinangeli ed Elisabetta Palma

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