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Max Fanelli, lettera aperta a Papa Francesco – VIDEO

"Molte persone seguono le sue indicazioni; le chiedo quindi, di unirsi a me, ai tanti malati terminali"

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Carlo Girolametti e Donatella Chiostergi - La Città Futura - Elezioni comunali Senigallia 2015
"Io sto con Max", sostegno a Max Fanelli

Nelle ultime settimane, Max Fanelli ed il suo gruppo “Io Sto Con Max”, hanno raccolto illustri adesioni all’appello per una legge che regolamenti il “fine -vita” anche in Italia.

Grazie all’iniziativa delle ormai note cartoline che stanno facendo il giro del Paese, e stimolano i cittadini a prendere una posizione su questo delicatissimo diritto individuale. Dopo i tanti politici che lo stanno sostenendo per raggiungere questo obiettivo, sempre più personaggi importanti, anche del mondo dello spettacolo e del giornalismo, hanno aderito all’appello di Max rivolto al Parlamento italiano.

Non si arrende Max, la cui condizione di “non vita” inevitabilmente si aggrava a causa della SLA, non si arrende e non si arrenderanno mai le persone di “Io Sto Con Max”, che vivono quotidianamente accanto a lui in questa sua campagna a difesa della libertà e della dignità di ogni individuo. Oggi, la necessità di un coinvolgimento generale, di un profondo confronto e di un dialogo a cuore aperto e sincero, con chiunque possa ancora avere delle riserve sulla necessità di normare questo diritto, porta Max a scrivere direttamente al Papa.

Un lettera aperta – a tratti commovente – a Papa Francesco, per chiedergli semplicemente di sostenerlo in questo suo appello al Legislatore, e per chiedergli di spendere almeno una sua autorevole parola, affinché vengano riconciliati i rapporti tra le esigenze della società moderna e civile che domanda diritti sempre più difficili da negare, ed il mondo religioso cattolico, mai divisi ma mai compiutamente uniti per il raggiungimento di ciò che è il bene per ogni singolo essere umano.

Max conclude questa sua lettera affermando ciò che noi di “Io Sto Con Max” sentiamo ripetergli sin dall’inizio. Ovvero che se non fosse percorso da mille dolori, o non fosse costretto all’immobilità dalle macchine, ed imprigionato nel proprio corpo dalla malattia, da Papa Francesco si sarebbe recato di persona. Pur di far qualcosa per questa causa. Max sarebbe disposto anche ad imparare a volare. Come ha sempre volato, fino al giorno in cui non è arrivata la maledetta SLA.

Caro Papa Francesco,

mi chiamo Massimo Fanelli, ho 54 anni e da settembre 2013 sono malato di SLA. Vivo, o sarebbe meglio dire sopravvivo, grazie alla tracheotomia che mi permette di respirare, e alla PEG con la quale vengo alimentato e curato.
Da mesi non riesco più a parlare, muovervi, respirare e mangiare quindi ed ho bisogno di assistenza 24 ore su 24. Sono imprigionato dentro il mio corpo, completamente immobile e riesco a leggere, scrivere, navigare su internet e comunicare grazie ad un computer a controllo oculare.

Credo si possano immaginare quali atroci sofferenze psicofisiche debbano sopportare i malati gravi come me. Ma ciò che impossibile capire ne sentire in profondità, é quel mostro fatto di dolori sparsi, disagi fisici, sogni infranti, speranze azzerate, che accompagna noi malati terminali ad ogni respiro.

Tutto questo aggravato dalla frustrazione dovuta alla consapevolezza che ci viene negata la libertà di decidere “se e come” accettare questa situazione e la dignità di sentirci “uomini capaci di pensieri e decisioni”.

Abbiamo creato un movimento dal nome IO STO CON MAX che ha raccolto e continua a raccogliere, molti consensi tra i cittadini e stimola l’opinione pubblica sul concetto di Fine Vita e Testamento Biologico, con enorme soddisfazione e consensi in tutta Italia, anche nella comunità cattolica.

Diversi parroci, un Vescovo e molti politici e parlamentari, sono venuti a trovarmi e tutti hanno mostrato di aderire al mio appello per avviare una discussione parlamentare e legiferare sul fine vita. Con rappresentanti della Chiesa cattolica ci si é soffermati in modo particolare sul tema dell’accanimento terapeutico.

Un argomento ben trattato ed in modo esaustivo nell’articolo 2278 del catechismo, che recita così: “L’interruzione di procedure mediche onerose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte; si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi del paziente. “

Lo stesso argomento viene trattato nella bibbia di Siracide al verso 30, 10 con questa frase “Meglio la morte che una vita amara, il riposo eterno che una malattia cronica”. Ricordiamo anche, Papa Giovanni Paolo Secondo, che esausto dell’accanimento terapeutico nei suoi confronti, pronunciò la celebre frase “fatemi andare alla casa del Signore.” Un diritto oggi negato al popolo italiano, grazie ad una legge obsoleta che non tiene conto del progresso medico, il quale, grazie alle nuove tecnologie, é in grado di prolungare la “non vita ” di molti malati incurabili, sottoponendoli a torture psico-fisiche inimmaginabili alle persone sane.

Tanti, troppi malati terminali oggi vanno in Svizzera a porre fine a quella che, oltre un certo limite, diventa una tortura psicologica. Io stesso oggi ho solo un occhio funzionante, che mi permette di comunicare, esprimere desideri e necessità.

Può immaginare come sarà la mia NON VITA, quando perderò anche questo ultimo appiglio alla società, a mia moglie ed ai miei famigliari? Un respiratore automatico, una alimentazione via Peg diretta nello stomaco, produrranno in me la stessa sensazione di un uomo sepolto vivo, e chissà per quanto tempo. Chi dovrei ringraziare per questo?

Oggi sembra che si stia avviando una discussione parlamentare a proposito ma rischia di arenarsi per l’utilizzo di termini impropri, colmi di pregiudizi e non conoscenza dell’argomento. Questo andrebbe contro i principi ed i voleri sia della comunità laica che religiosa.

Lei é il Papa e molte persone seguono le sue indicazioni. Le chiedo quindi, di unirsi a me, ai tanti malati terminali ed alle migliaia delle persone di ogni credo e religione, che si sono unite al mio appello e di aiutarci a rendere giustizia e chiarezza su un tema così delicato, come il fine vita.

Il mio corpo, i miei pensieri, sono a sua disposizione!Non posso più muovermi senza attrezzature elettriche ed a batteria, ne camminare, ma se dovesse essere utile alla causa, sono disposto a venire in Vaticano, dovessi imparare a volare.

Con stima ed affetto,
Massimo “Max” Fanelli

Senigallia , Ancona.

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