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Massimo Fanelli: lettera di Natale da un malato terminale di Sla

Pensieri e sogni sotto l'abero del fondatore de I Compagni di Jeneba

Compagni Jeneba - Natale 2014

Ciao, sono Massimo Fanelli e con l’associazione onlus da me fondata, I COMPAGNI DI JENEBA, cerco di aiutare – insieme a tanti amici italiani – oltre 100 bambini a sopravvivere dal rischio ebola in Sierra Leone.
In Sierra Leone il Virus EBOLA si sta diffondendo senza controllo. I Compagni di Jeneba e i Jeneba’s Mates stanno cercando di difendere i sierraleoncini attraverso azioni di sensibilizzazione e di distribuzione di alimentari di prima necessità e prodotti sanitari igienizzanti.

Ho raccolto alcuni pensieri ispirati dalla mia patologia, che ho l’opportunità di condividere con i più curiosi, sperando ne trovino spunto per una vita migliore e vengano a visitare il nostro nuovo sito, www.compagnidijeneba.org, magari condividendo i nostri sogni.

PENSIERI E SOGNI
E così 20 anni dopo quel terremoto di 10 lettere “LEI HA LA SLA” con epicentro su mia madre, torno ad inquietare la mia famiglia: questa volta l’epicentro ero io.
10 lettere che distruggono in 2 secondi quasi tutto il tuo futuro.
In un momento ti trasformi in una candela accesa che lentamente scioglierà il tuo corpo, lo piegherà fino a renderlo un mozzicone inutile, mentre la fiamma illuminerà la scena per fartela vivere interamente.
E così, mentre ogni nuovo giorno sarà peggiore dei tuoi incubi, ti trovi a pensare a che vita hai vissuto nelle sue dimensioni di lunghezza ed ampiezza, o meglio ricchezza di belle cose.
E la mia è stata bellissima e ricchissima con qualche rimorso forse, ma nessun rimpianto. Per quello che è stata la lunghezza non vedo l’ora di incontrare quel Dio distratto per fare due parole poco serene sul termine SLA.
Ma desidero condividerla con tutti voi, perché è stata una bellissima vita, sperando che qualcuno possa trarne qualche spunto per realizzare i suoi sogni come è successo a me.
Per fare ciò cambierò significato alla fiammella di prima concentrandomi su quel fuoco che ognuno di noi ha e che illumina o meno il suo cammino, scalda o meno le sue azioni e pensieri, rende più o meno confortevole la sua compagnia.
Quando il mio fuoco comincia ad ardere per qualche giorno più intensamente e scalpita, significa che un’idea o un sogno sta acquistando forza o addirittura sta diventando irresistibile come mi è successo con il voler prendere una laurea a Milano, pur avendo l’ufficio a Verona e la residenza a Falconara, a 40 anni suonati, o voler aprire un’associazione a tutela dei bambini africani.
Da quel momento inizio a vivere nella mia fantasia quel sogno come fosse realizzato, parlo con le persone che ne faranno parte, vivo le loro e le mie emozioni , gioisco per ciò che è accaduto, percorro strade, supero gli ostacoli che mi si pongono di fronte e progetto ciò che mi servirà per fare fronte a tutto ciò.
Poi appunto tutto in un taccuino perché non mi fido della mia memoria, ne ho avuto sempre uno con me dall’età di 25 anni, e torno alla realtà vivendola come se il sogno fosse già realizzato.
Poi di tanto in tanto ne parlo con qualcuno, rimanendo sordo e tenendo alla larga i gufi dell’IMPOSSIBILE e del MA CHI TE LO FA FARE, GODITI LA VITA, e quel tipo di italiano psicologicamente esquimese che pretende di poter insegnare ad un africano come ci si protegge dal clima torrido.
Ma per realizzare i propri sogni manca la cosa più importante: essere consapevoli ed accettare ciò a cui si dovrà rinunciare, ed avere coraggio, perché ad ogni cambiamento è legata una rinuncia ed un rischio e quindi per realizzare un sogno importante occorre molto coraggio, ma senza amore questo è incoscienza e l’amore è solo narcisismo se non è rivolto agli altri e resta freddo se è senza passione. Il pensiero e le azioni di un uomo determinano il suo destino e, se i suoi sogni e le cose che fa sono piene di amore e passione, accade il miracolo come è successo a me: non ero più io a rincorrere i miei sogni ma i miei sogni a rincorrere me.
Ecco ciò che vi auguro: che possiate essere d’aiuto ai più poveri e deboli vivendo la vostra vita con almeno lo stesso amore e passione con cui io ho vissuto, soprattutto i miei ultimi anni insieme a Monica.
Kabò!
Bundu Max, Compagno di Jeneba

 

da Massimo Fanelli

Commenti
Solo un commento
paolocanada 2014-12-21 19:30:33
Ciao Massimo sono Paolo, vivere la tua condizione è inimmaginabile per un non malato, ma quello che hai fatto e farai in futuro lascierá un segno indelebile e molte persone vivranno una vita migliore grazie alla tua forza. nessuna sla puo fermare l amore e la determinazione veri.
Saluta tutti e arrivederci, Buon natale e buon anno a tutti voi. paolo
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