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Nuova Senigallia: il programma ai raggi X

Marcello Liverani all'esame di "teoria": il voto di Franco Giannini - FOTO e VIDEO della presentazione

Enrico Formica, Marcello Liverani e Monica Antonacci

Non sarà di certo la location o l’aperitivo a fine lavoro a rendermi più buono ed accondiscendente nella lettura delle 24 pagine del programma, seppur è già di per sé un bel biglietto da visita che denota rispetto, garbo nei confronti della stampa, dell’informazione in genere e principalmente di una eccellente, ops, meglio dire buona organizzazione, per non rubare un aggettivo fin qui anche troppo inflazionato.

Anche la conferenza stampa ha avuto una sua particolarità rispetto a tanti altri incontri a cui ho partecipato. Infatti Liverani si è reso immediatamente disponibile alle domande, senza tediarci illustrandoci la bontà delle sue proposte.

Quello che posso quindi offrirvi subito, sempre che abbiate il tempo, la pazienza e la volontà di approfondire, è la Video-Cronaca dell’intera conferenza stampa, completa di registrazione audio, sia delle domande formulate dalla stampa che delle risposte fornite da Liverani.
Nel contempo ci ha consegnato il programma nonché si è consegnato al fuoco di fila delle domande dei presenti.

Ci sarà poi tempo, dopo un’attenta lettura, per le critiche e perché no, magari per dei suggerimenti.
Cosa che io infatti mi sono ripromesso in quell’occasione di fare e che dopo aver analizzato con calma, mi azzardo ad esprimere qualche mio parere solo ora.

Intanto confesso che, da scettico quale sono e dalle varie scottature subite con l’acqua calda, ho timore anche di quella che mi vendono per fredda e quindi sono uso definire i “programmipolitici elettorali, in generale – quindi non posso escludere neppure questo di “Nuova Senigallia” – come del solito antipasto di promesse solitamente difficili (quando non impossibili) da mantenere.
Solo che gli ingredienti a volte variano ed anche abilmente anche se alcuni invece meno abili mascherano grossolanamente delle “bugie” che assumono l’aggravante di esserlo ancor di più, perché chi le promette non sa recitarle nel modo giusto e di già in anticipo si comprende che non le potrà mantenere.

Quindi confesso anticipatamente, che l’esame del contenuto di questo programma, che come ha tenuto a precisare Marcello Liverani, nasce da una stesura compilata a più mani da cittadini “esperti”, che vi hanno preso parte fornendo le loro esperienze acquisite sulla piazza, tutti i giorni. Di qui la “concretezza”, forse, di questo programma.

Come sono uso fare osservo sempre le piccole cose che poi tendo a proiettare in grande e che solitamente mi forniscono la giusta proiezione. Ed è così che allora parto dalla prima pagina di copertina del programma. Di già la cura della grafica, la foto di fondo ed il bilanciamento dell’immagine di Marcello Liverani che si contrappone al simbolo con il quale scende nella tenzone elettorale. Se a qualcuno può sembrare una sciocchezza e magari passare inosservato, denota già, a mio modesto avviso, invece uno studio approfondito a partire proprio da una pagina solitamente saltata a piè pari dai più. Una fesseria? Può anche darsi, ma di già quel semplice foglio di plastica a coprire la copertina dà al Programma più valore e lo rende più difficile da cestinare, come invece si usa fare comunemente con fogli di carta comune grezza e ciclostilata.

Non si vincono di certo le elezioni con gli slogan, anche se oggi la cosa fa tendenza, però il “Ricorda che difficile non significa impossibile, quindi credici” è un motto che servirà sicuramente a dare quella carica, al momento opportuno, di positività necessaria agli aderenti alla lista, quasi una formula fisica atta a maggiorarne virtualmente il loro numero.

Indubbiamente la grafica, l’impaginazione, le modalità di come ha impostato la sua conferenza stampa, di come ha affrontato un argomento spinoso quale “la contestazione della firma” durante le precedenti elezioni, la mostra delle “21 slide” delle cose promesse e non fatte durante questo quinquennio amministrativo, la dice alla grande, come anche a lui, quello che non manca certamente, è la dote della comunicatività. Ed in politica oggi è una gran dote!

Fino qui, le cose che subito mi sono balzate agli occhi. Poi leggendo e rielaborando quanto ascoltato, logicamente cominci a riflettere ed a porti delle domande. E se ti fai delle domande è perché ti sorgono dei dubbi.

Saltiamo il fatto che sulla prima riga troviamo il nome di Marcello Liverani che si taglia lo stipendio, perché ce ne ha spiegato le “nobili” ragioni e che gli rendono solo onore. Ma è la prima e l’ultima volta che lo troviamo, da lì in poi non compare più, ma si parla in un plurale che non è quello maiestatis, bensì quello del gruppo, della popolazione, dei cittadini, della gente, della comunità.

Un programma infatti, come su accennato, che vede il ruolo di tanti “Esperti” a cui sarà affidato l’apparato di sua competenza e quello che per una volta non vedo usata è la parola “Affidato alla Politica”, che non vuole assolutamente dire nulla e che invece viene sempre posto per valorizzare il ruolo di gente che risulterebbe, per le proprie capacità, assolutamente anonima. Le persone si dividono in due categorie: i capaci e gli incapaci. “Politica” in questi casi assume il temibile significato di Comando, Potere, Autorità, Casta, Privilegio e mi fermo qui.

Tutto bene allora. E no!! Qualche dubbio, anzi più di uno. Il primo è quello che oggi viene spontaneo da chiedersi, con la miseria che attanaglia le casse delle famiglie, dei comuni, delle regioni, dello Stato – ho saltato le province, ma visto che ne avevano decretato la rottamazione che non c’è stata (anzi il 12 di questo mese ci saranno le votazioni quasi segrete, fatte da pochi unti dal Signore e chissà magari di notte e dentro le catacombe!), ho preferito mettere il dito nella piaga, segnalandole separatamente. Anche qui hanno promesso il costo dell’operazione a zero: nessuno prenderà un € di stipendio. Sono certo che magari lo chiameranno indennità di responsabilità, ma qualche cosa andrà loro corrisposto, perchè i sacchi vuoti in piedi non ci stanno e per niente nessuno fa niente.

Ma ritornando appunto a tutte queste belle cose, la domanda sorge spontanea, ma da dove prendi i soldi per attuarle? Ho ascoltato la spiegazione, dei tagli che porterebbero 7 milioni di risparmi nelle casse comunali. Anche i nostri Governanti ci hanno sempre promesso e poi alla fine non hanno mantenuto. Ma lo sappiamo sempre dopo, ed allora credo che queste promesse siano da annoverare non sulla concretezza, ma sulla “teoria”.

Un’altra gestione che definisco troppo elaborata, quasi una stesura “burocraticapolitichese” che ne rende già complessa la lettura, figuriamoci quindi l’attuazione, è quella del verde cittadino. Quello di cui non vedo accenno è il verde sul lungofiume, spesso criticato, ma senza un’osservazione di come andrà o andrebbe ripristinato. Si parla del verde, ma non si parla dei famosi “boschi senigalliesi” regalati dalla Soc. Autostrade o da Topolino, forse perché con il verde cittadino hanno poco a che fare?
Non una parola sulla “riorganizzazione della raccolta dei rifiuti“. Evidentemente funziona, tanto da non averla presa minimamente sotto osservazione?

Leggo con troppa frequenza “Uffici Appositi“, il che mi riporta alla memoria quello spot televisivo sulle telefonate di quella ragazza al fidanzato e l’intervento della mamma (mi sembra) che diceva “ma quanto mi costi?”. All’inizio si parlava di tagli di consulenze, vabbè, ma aggiungere altro personale negli uffici? Sarà mica gratis! Non voglio sentire il termine Riconversione… per carità!

Altra soluzione dal carattere “teorico” sono le così indefinite sponsorizzazioni. Facile scriverlo, ma poi trovare dei mecenati, di questi tempi, e come trovare il famoso ago. Quindi anche in questo caso la costruzione si basa su delle fondamenta “teoriche”.

Si parla di mercati e mi sta bene, ma non ho trovato la parola “impresa“. Senigallia economicamente parlando, non ha più imprese intese come industrie. Si perchè la Politica gioca sempre sulla terminologia: impresa, magari un muratore con un manovale. E magari si legge abbiamo un “notevole” numero di imprese, ecc, ecc. per un totale di quanti dipendenti? Avevamo la Sacelit, l’Italcementi (con i danni che hanno apportato!), la Veco, la Scac, Ebanisteria Marchigiana, Mobilificio Montesi, Navalmeccanica ed altre me ne sfuggono. Ed oggi che cosa ci è rimasto se non il Comune e l’ospedale (ancora!). L’Impresa turismo è quella che è, ed è si una impresa, ma per portarla avanti già per i tre mesi l’anno. Come si vuol affrontare questo problema della disoccupazione? Creando ancora bar, ristoranti, supermercati ed allargando il numero dei mercati o mercatini? Si, d’accordo, meglio che niente. E’ poco, ma intanto è qualche cosa che si fa per ripartire. Una musica che sento spesso, anzi tutti i giorni, ma che non risolve un tubo! Ci vuole più coraggio, più competenza, più facciatosta nei confronti del governo centrale, di cui siamo già succubi (per le motivazioni politiche che tutti conosciamo) e che da quel che ho capito o meglio non ne ho trovato spiegazione, continueremo ad esserlo.

Altra voce che manca, quantomeno nel dettaglio: lo sport, gestione degli impianti, migliorie da fare ed eventi da costruire.
Teoria, teoria, teoria quando si parla degli Uffici 1-2-3; copiato, mi duole dirlo, da Renzi che vorrebbe che 60 milioni di italiani gli scrivessero per elencare i loro problemi e lui ogni giorno con un click poi cestina tutto. Logicamente, comprensibile, prima per il tempo materiale e poi perché dove trova la risposta per tutti mi mali della terra.

Come il colmo della teoria, devo dire che mi ha fatto sorridere veramente, l’ho trovato nel paragrafo destinato a “Una giornata con il Sindaco“. Caro Marcello, mi sei apparsa la tua “visione” per un attimo di te che con una coda di persone, dalla signora pimpante al vecchietto claudicante con il bastone, camminavate in fila indiana per il corso 2 Giugno. Magari farai suonare anche tu, come è uso fare Renzi quando all’inizio andava a visitare le scolaresche. Poi gli impegni politici (e lo dico seriamente, perchè poi gli impegni sono notevoli) spesso glieli fanno saltare. C’è già la posta e-mail al Sindaco sul sito del Comune (lo sai di certo), ci sono già gli appuntamenti a prenotazione, per parlare con il Sindaco. Ma il modo migliore per fare in modo che la gente non si accalchi sotto le finestre del Municipio, è quello di operare bene. Ma so che non è facile ed è per questo che credo che su 24 pagine di programma, molte siano dedicate alla teoria. Attenzione, la chiamo “teoria” e non “bugie”, perché la volontà e la serietà di voler far bene c’è sicuramente, ma poi ci sono tanti fattori che potrebbero ostacolare i percorsi. Ad esempio di come si troverà l’eredità che ti potrebbe essere lasciata.

Ineccepibile la lista delle “priorità” seppur avrei messo al primo posto “occupazione e incentivi all’occupazione“, ma non vorrei fare una questione di lana caprina.
Dopo le critiche mi si permetta una proposta che nasce da un’esperienza personale, vissuta durante le Giornate del FAI. Utilizziamo a costo zero o quasi, la disponibilità di quei ragazzi dei licei cittadini, novelli Ciceroni, che hanno incantato con la loro “professionalità”, nell’illustrazione dei monumenti cittadini e delle opere d’arte in essi racchiusi. Potrebbero essere impiegati anche in altri periodi dell’anno, riconoscendo logicamente, economicamente il loro operato, perché lo “sfruttare” seppur inteso in senso benevolo, è sempre cosa antipatica. Ed anche per organizzare delle mostre, degli eventi artistici coinvolgiamo non gli assessori solo perchè hanno una laurea, ma individui che di Arte, quella con la A maiuscola si nutrono tutto l’anno, seppur di politica, magari non si interessano minimamente.

E Senigallia non dimentichi le personalità a livello internazionale native di qui e che si vedrebbero ben liete di prendere parte agli eventi. Competenza, passione, questo serve nel mondo dell’arte e con arte intendo tutto: musica, pittura, poesia, teatro, fotografia e chi più ne ha, più ne metta. Ma fatto in modo professionale e con nomi altisonanti che richiamino il grande pubblico e nel contempo affiancati da giovani (o anche non più!) ma promettenti che se intervenissero da soli avrebbero scarsi risultati.

Voto finale? Per me un 6 e 1/2.

Commenti
Solo un commento
maria garbini 2014-10-11 23:39:11
Non ho studiato!
Quindi ho le colpe del bocciato, ma si vocifera che sono sulla pista di lancio ben 7(SETTE) liste per le prossime comunali così l’ex-angelico delfino non avrà il rischio del ballottaggio.
E' vero che 20 giorni dopo l'alluvione, alle europee il PD ha avuto la % di voti più alta che in tutti gli altri comuni marchigiani????...... Io ancora non m'iscrivo, ma dovrei!..610-s.n.d.
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