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La solidarietà di Atripalda (Avellino) verso Senigallia per l’alluvione del 3 maggio…

...e un gemellaggio che dura fin dal terremoto del 1980

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Optovolante - Ottica a Senigallia
La raccolta fondi in piazza Umberto I, ad Atripalda (AV), a favore degli alluvionati di Senigallia. Fonte: ilsabato.net

Una raccolta fondi per gli alluvionati di Senigallia arriva anche dalla Campania. Precisamente da Atripalda (Avellino), dove i cittadini stanno raccogliendo e donando contributi per i senigalliesi colpiti dall’alluvione del 3 maggio scorso con gazebi e iniziative nelle prime due domeniche di giugno e un grande evento entro la fine del mese.

A raccontarci il bel gesto è il portale d’informazione locale ilsabato.net, da cui abbiamo ricevuto queste informazioni.

Al termine della prima giornata di raccolta delle offerte, svoltasi il 1 giugno grazie all’allestimento di gazebo davanti alle due chiese cittadine ed in piazza Umberto I, questa è «…la cifra raccolta a favore degli alluvionati di Senigallia: 1.635,35 euro». E nel resoconto inviato da Sabino Ciaramella, portavoce del sindaco Paolo Spagnuolo, si legge anche: «Nel ringraziare chi ha risposto all’appello si ricorda che domenica prossima (8 giugno, Ndr) si proseguirà con le stesse modalità e pertanto si invita chi non lo avesse già fatto, a dare un segno tangibile della propria generosità».

Ma la solidarietà della città di Atripalda, con cui Senigallia è gemellata fin dal 1980, non si è fermata qui: anche assessori e consiglieri infatti hanno voluto dare un segnale, devolvendo i loro gettoni di presenza per l’anno 2013 (circa 20 euro ciascuno per ogni seduta) alla Diocesi di Senigallia. A conti fatti, dovrebbe aggirarsi attorno ai 3mila euro al netto della ritenuta d’acconto. La proposta è arrivata dal consigliere Raffaele La Sala e approvata già nella seduta di Consiglio comunale del 6 maggio scorso.

Parlavamo di gemellaggio. Il legame dura dal 1980, quando in seguito al terremoto del 23 novembre la Caritas di Senigallia rispose all’invito del Vescovo di Avellino ad assumere un impegno di solidarietà per la città di Atripalda. In quell’occasione, la metà delle abitazioni fu dichiarata inagibile con circa 4mila persone (oggi si contano 11mila abitanti) che vivevano in baracche o roulottes. In tre mesi furono raccolti e destinati ad Atripalda circa 50 milioni di lire.

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