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Morti per l’amianto all’ex Sacelit di Senigallia, processo ad Ancona

Rinviata l'udienza del 19 maggio. La famiglia Curzi si costituisce parte civile

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Lavori fermi al quartiere ex Sacelit di Senigallia

Prenderà il via il prossimo 14 luglio ad Ancona il processo contro Attilio Rota, 79 anni, di Bergamo, ed Emilio Vicini, 88 anni, di Como, rispettivamente ex componente del Cda di Sacelit ed ex direttore della filiale senigalliese della stessa ditta.

I due sono sospettati di omicidio colposo per la morte di otto persone – dipendenti Sacelit negli anni Sessanta – in quanto non sarebbero state adottate le necessarie misure di sicurezza per la protezione dall’amianto.

La prima udienza era in realtà prevista lunedì 19 maggio, ma è stata rinviata all’estate per l’assenza del giudice togato.

I famigliari di una delle vittime, Rosanna Curzi, senigalliese, scomparsa a 68 anni nel 2012 per un mesotelioma pleurico, sono stati gli unici a costituirsi parte civile tramite l’avvocato Mirco Minardi: il marito e le due figlie chiedono un risarcimento di 250.000 euro a testa.

Su richiesta del Pm Andrea Laurino, il Gup Francesca Zagoreo aveva deciso nel febbraio 2014 il rinvio a giudizio di Attilio Rota, difeso dagli avvocati Giovanni Rota e Giuseppe Bana e di Vicini, difeso dallo stesso Bana e da Amos Benni.

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