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Il 21 dicembre sul palco del Mamamia c’è Jake La Furia dei Club Dogo

La carica del rapper milanese per la prima volta da solista

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Jake La Furia

Il Mamamia di Senigallia è più che pronto per accogliere i suoi tantissimi fans che sabato (21 dicembre) prenderanno sicuramente d’assalto il locale più underground della regione. Salirà sul palco il rapper che che più di tutti gli altri ha fatto la storia di questo genere in Italia. Uno dei padri fondatori del rap ancor prima di scalare le classifiche coi Club Dogo.

Jake La Furia

Francesco Vigorelli, conosciuto come Jake La Furia (Milano, 25 febbraio 1979), è un rapper, writer, disc jockey e beatmaker italiano. Francesco entra in contatto con la cultura hip hop attraverso il writing, che comincia a praticare intorno al 1993. Poco più tardi approda all’MCing, divenendo uno degli MC più noti della zona milanese. Insieme ai compagni Gué Pequeno e Dargen D’Amico forma il gruppo Sacre Scuole e prende parte ad album e mixtape di artisti come Chief, Solo Zippo, ATPC e Prodigio.

Nel 2001 Jake e Gué Pequeno formeranno assieme a Don Joe il gruppo Club Dogo. Il primo disco del gruppo prende il nome Mi fist, esce nel 2003 e viene premiato come miglior disco rap all’ Mc Giaime del 2004. Nel 2006 viene pubblicato il secondo album, Penna capitale, mentre nel 2007 il terzo, Vile denaro. Dopo questo album il loro talento inizia ad essere riconosciuto da tutti e questo li porterà a firmare un contratto discografico con la Universal. Il primo disco ad uscire sotto questa etichetta è Dogocrazia, che contiene molti featuring con altri artisti della scena hip hop italiana e due con gli artisti americani Kool G Rap e il gruppo Infamous Mobb. Nel 2010 esce Che bello essere noi che contiene le hit ancora oggi ascoltatissime Spacco Tutto e Voi non siete come noi. L’album debutta in seconda posizione nella classifica FIMI. Il 5 giugno 2012 è uscito Noi siamo il club, il sesto album dei Dogo.

Il suo primo album da solista: Musica Commerciale

Subito al primo posto della classifica di iTunes dopo essere stato stabilmente in top 10 nel pre-ordine, recentemente è uscito il primo disco da solista di Jake La Furia dal titolo Musica Commerciale. Nelle 15 tracce troviamo il singolo attualmente in programmazione nelle radio «Gli anni d’oro», omaggio e rivisitazione della hit single degli 883 di Max Pezzali, in «Proprio come lei» il campione de La Mia Moto di Jovanotti, il sample di un classico da ballare di metà anni 2000 come «Keep On Rising» di Ian Carey in «Più forte». Ma anche brani più intensi come «Ninna Nanna», una dedica commovente a chi è scomparso troppo presto o testi dove si racconta come in «Se avessi un cuore» e «Fino a sanguinare».

L’esordio solista di Jake arriva nel momento in cui è riuscito a raccontarsi in una chiave libera da ogni struttura, prendendo se stesso, biografia personale e non storie, e facendone un album con uno stile che non fa capo a nessuna moda ma a tanti stili.

Nello street single Inno Nazionale è riuscito a raccontare in tre minuti e ventisei secondi quello che la maggior parte dei programmi di approfondimento giornalistico in tv fatica a fare, lascia tutti muti per la dose di verità rappresentata, «Fratelli d’Italia, l’Italia protesta e l’elmo di Scipio abbassa la testa», scrive. Musica Commerciale è un album atteso ed è un disco pieno di volti del buon rap italiano come J-Ax, Marracash, Salmo, Ntò, Ensi, Zuli, il socio Guè Pequeno ed Emis Killa. È un disco con un DNA italiano e tantissimi riferimenti alla nostra cultura popolare. Anche quella musicale.

Si dice spesso che chi è autore dei propri testi agli inizi ha molto da dire e poi, a un certo punto e con il successo, non ha più nulla da raccontare. Forse allora è un bene che l’esordio solista di Jake sia arrivato ora, perché c’è un momento in cui capisci chi sei e cosa provi. E soprattutto sai come raccontarlo in una chiave libera da ogni struttura. «Bella vita (falla finita)», sfogo contro chi crede che fare musica in Italia sia solo una grande vacanza a cinque stelle, ne è un chiaro esempio. Jake La Furia ha preso se stesso, gioie e dolori compresi, biografia personale e non storie, e ha fatto un album con uno stile che non fa capo a nessuna moda ma a tanti stili, non è uno di quelli che piace “alle ragazzine” (come dice in «Brutte Abitudini»). Piace e basta.

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