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Senigallia 5 Stelle: “l’ennesima riforma sanitaria non elimina le liste d’attesa”

I grillini: "non siamo di fronte a un problema organizzativo, ma strategico"

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Sanità, dottore, medico

Ennesima modifica organizzativa in sanità. Alla fine del mese di Aprile il nostro Governatore Spacca ha presentato ufficialmente il nuovo, anzi nuovissimo, Piano Sanitario, ricco di importanti modifiche dell’assetto organizzativo complessivo.

Serviva veramente o no? Nell’ottica della vecchia politica continuano di fatto a essere percorse vie di riforma organizzativa delle strutture (nello specifico Case della Salute e nuovo assetto nel campo delle urgenze, nonché la pluridecennale chiusura di strutture ospedaliere) senza centrare quale è uno problema effettivo che mina e vanifica ogni possibile aggiustamento. Quando si vorrà prendere in considerazione che non ci si trova di fronte ad un problema organizzativo ma di logica e strategia?

Qualcuno pensa veramente che così si elimineranno per esempio le liste di attesa? Pura utopia dialettica
E’ tempo che le persone di buona volontà, con riferimento prioritario per chi lavora in sanità, si rendano conto che è necessario una volta per tutte rovesciare il paradigma che in campo medico si può attendere per fare diagnosi e terapia.
Non è possibile che una persona bisognosa a torto o a ragione (ma questo è valutabile solo a posteriori) sia inserita in una lista d’attesa numerica o con scala di colori invece che essere valutata ed assistita.

Non è possibile che una persona non possa scegliere quando, dove e da chi farsi curare. Vai in una struttura e sei affidato a chi è di turno come se non fosse importante il rapporto fiduciale. Questo succede solo nel pubblico mentre nel privato si può scegliere liberamente e l’attesa è sempre breve.

Non è possibile che si continuino ad applicare balzelli economici e barriere logistiche per cui la ricerca del come poter fare per essere assistiti secondo i dettami del diritto anche costituzionale diventa lo sport regionale dei cittadini. Vai a prenotare una prestazione sanitaria e ti danno appuntamento a mesi di distanza e se chiedi di accellerare i tempi ti propongono sedi distanti anche centinaia di kilometri!!!!!!!

Alcuni sintomi del delirio vigente:

Le attività del sistema vengono chiuse all’utenza il sabato alle 12 e riaprono al lunedì nonché tutti i giorni considerati festivi per cui l’utilizzo delle strutture e strumentazioni è pari a circa i 5/7. Le chiusure interessano 104 giorni dell’anno come se i bisogni sanitari non si presentassero in continuo e virus e batteri non agissero nei giorni di chiusura.

Nei turni di presenza del personale sono sempre molto rappresentate condizioni di presenza di operatori in attesa motivando il tutto con la necessità di accudire esclusivamente alle urgenze anche quando queste, numeri alla mano, sono rare o rarissime.

Quando si utilizzano le varie strutture sempre senza esclusioni si viene assistiti da chi è di turno anche per interventi prenotati e programmati.

In fase di ricovero a secondo del tipo di organizzazione può visitarti e darti la terapia il famoso vecchio “Primario” od il medico di turno e poi sei affidato al buon cuore di tutti gli altri operatori fino a giungere all’assurdo che se hai un problema corri il rischio di essere rivalutato e “riterapizzato” da altro medico che magari la pensa diversamente.

In fase di ricovero la parcellizzazione dei compiti tra i vari operatori (chi fa coordinamento, chi fa assistenza sanitaria, chi assistenza alla persona, chi pulisce ecc.) porta a non comprendere quello che succede e spesso se si vuole essere realmente assistiti si ricorre a parenti o badanti che comunque per normativa possono solo dare compagnia, supporto amicale/sentimentale e svolgere compiti di segreteria (sollecitare intervento personale al bisogno).

Il famoso centro di prenotazione unico CUP svolge i suoi compiti come se si trattasse di prenotare ad esempio un biglietto aereo od un posto a teatro. Gli addetti ti dicono quello che c’è di disponibile e anche se hai un problema che non può attendere non esistono alternative se non quella di rivolgerti al privato.

La tempestività di diagnosi e relativa terapia è considerata irrilevante dal sistema quando tutti sanno che un piccolo risolvibile problema sanitario può diventare con il fattore tempo un grande problema ecc.ecc.

Quale dovrebbe essere la logica:

La persona che manifesta un suo problema sanitario deve essere accolta e valutata dal sistema secondo canoni irrinunciabili di tempestività e competenza professionale.

Per ogni persona che manifesta un suo problema sanitario il sistema deve prendersi in carico ogni fase del processo che può portare ad una corretta diagnosi e terapia accollandosi tutte le necessità di coordinamento logistico e temporale.

Si deve abbattere ogni piramide gerarchica organizzativa tra gli operatori limitando al minimo le necessità di coordinamento delle attività con la creazione di Dipartimenti per livello di assistenza.

Deve essere applicato in fase di ricovero il concetto del Medico responsabile per ciascun paziente con possibilità di scelta dello stesso.

Deve essere valorizzata la figura del Medico di Medicina Generale (Medico di base) al quale conferire più potere di intervento ed implementazione diretta informatica per tutte le necessità.

Devono essere obbligatoriamente previsti percorsi coordinati per gruppi di patologie con unico accesso alle strutture.

Devono essere eliminate tutte le barriere economiche e burocratiche che limitano l’accesso alle prestazioni.

Si devono portare i momenti decisionali clinici al livello primario di accesso ai servizi conferendo ampi poteri agli operatori di primo contatto.

da Gianfranco Lai, Catia Fronzi, Stefano Urbano, Alessandro Bucci.

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