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Castelleone, la minoranza torna sul fotovoltaico del palasport: “scandalo”

"Anche l'impianto sul Municipio non può esserci, ecco il vero valore della politica locale"

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Mario Cuicchi

Gli impianti fotovoltaici voluti dalla Amministrazione comunale rischiano di mettere a nudo il valore reale della politica locale.Già con l’impianto realizzato un paio di anni fa sul palazzetto dello sport i limiti dell’Amministrazione Biagetti sono saltati agli occhi di tutti quando la minoranza ha spiattellato la prima frittata: da circa un anno e mezzo l’Amministrazione comunale suasana produceva energia elettrica e la regalava all’Enel.

Sia in sede di dichiarazione di voto sul Bilancio di Previsione 2012 sia su quella relativa al Consuntivo 2011 “Insieme per Castelleone” rilevava che nei fondamentali atti del Comune quell’impianto era un perfetto sconosciuto: nemmeno un centesimo era mai affluito alle casse comunali per quell’energia elettrica che da tanto tempo l’impianto produceva regolarmente.

Solo dopo quelle segnalazioni c’è stato un vero fuggi fuggi e il bandolo della matassa va pian piano dipanandosi. L’iscrizione al GSE non era infatti mai avvenuta. Ora si viene a sapere che sì un paio di tentativi erano stati fatti, ma oltre i termini di volta in volta fissati.

La conseguenza è un danno erariale per le finanze comunali che potrebbe stimarsi in circa 150.000 euro, tra mancati introiti dell’energia prodotta e minori contributi GSE (€ 0,259/kw di oggi, contro € 0,464 all’epoca del collaudo dell’impianto).

In una recente replica al comunicato stampa del gruppo di minoranza che sugli impianti fotovoltaici del Comune ha presentato ben due interrogazioni, il sindaco Biagetti dice di “essersi subito attivato“, solo che quel subito sta ad indicare circa un anno e mezzo dopo l’ultimazione dei lavori, infatti la convenzioneè stata stipulata“, ma solo in data 27.04.2012.

Che poi abbia dato incarico ad un legale per la richiesta dei danni al tecnico incaricato (nella cui convenzione di incarico non si accenna alla procedura di iscrizione al portale informatico del GSE) non giustifica certo la trascuratezza con la quale è stata seguita quella pratica.

Speriamo solo che almeno con il legale l’iter amministrativo non sia stato identico a quello messo in atto per l’affidamento dell’incarico al nuovo tecnico per la predisposizione delle pratiche con il GSE.

Se l’iscrizione è regolarmente avvenuta per quell’incarico, in Comune non c’è nemmeno un atto che comprovi l’affidamento dello stesso, perché, strano a dirsi, tutto sarebbe avvenuto verbalmente.

Ma a far gridare ancor più forte allo scandalo è ora un altro impianto che l’Amministrazione sta tentando di realizzare sul tetto del Municipio.

Da qualche tempo, infatti, sul tetto dell’edificio si notava una strana lacuna nella copertura recentemente realizzata a seguito dei danni della eccezionale nevicata di questo inverno. E, visto che sotto la neve non si può fare certe cose, perché prima o poi si scoprono, anche in questo caso sono saltate fuori delle marachelle.

Quella lacuna nel manto di copertura doveva servire a piazzare un altro impianto fotovoltaico che lì proprio non può stare. Il Piano di recupero del centro storico e lo stesso Regolamento comunale per gli impianti fotovoltaici escludono quella possibilità nel bel mezzo del paese.

Come se non bastasse, al 19 settembre 2012 la Soprintendenza non aveva ancora ricevuto dal Comune nessuna richiesta di autorizzazione per l’installazione di quell’impianto.

Ma per il sindaco Biagetti, come riporta il suo recente comunicato, “Il regolamento Comunale prevede (così come le norme regionali) la possibilità” di quella installazione, senza naturalmente precisare quale sia quel regolamento.

Se veramente voleva “fare presto e bene” poteva almeno chiedere l’autorizzazione prima che questo nuovo caso esplodesse, visto che tempo ne aveva avuto molto, tanto è vero che la delibera di Giunta che prevede la realizzazione di quell’impianto risale al 17 maggio scorso a fronte di un atto di impegno delle ditte a realizzare l’impianto a titolo di opere di interesse sociale/ristoro per l’impatto ambientale sottoscritto nel lontano novembre 2010.

Per quanto riguarda invece “le norme farraginose e spesso contraddittorie fra loro” con le quali il sindaco suasano cerca ora di giustificarsi, non possiamo far rilevare che quelle “norme” le ha scritte e approvate proprio il sindaco Biagetti e la sua maggioranza.

Se lo stesso Comune è il primo ad infrangere le disposizioni che si è dato, cosa dovranno dire i poveri castelleonesi che non possono nemmeno aprire un lucernaio nel proprio tetto del centro storico?
Oculata e buona amministrazione anche questa?

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