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Dalla Goletta Verde a Senigallia l’allarme sul consumo delle coste

Nelle Marche su 180 km di litorale, solo 72 sono liberi dal cemento, di questi 26 sono protetti e "intoccabili"

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La Goletta Verde di Legambiente al porto di Senigallia

“Il consumo di suolo nelle aree costiere italiane. La costa marchigiana da Gabicce a San Benedetto: l’aggressione del cemento ed i cambiamenti del paesaggio” è il titolo del nuovo dossier presentato sabato 4 agosto nel corso della conferenza stampa di Legambiente a bordo della suggestiva Goletta Verde, attraccata a Senigallia nelle ore precedenti.

La Regione Marche e Legambiente negli ultimi anni hanno evidenziato danni irreparabili al paesaggio costiero  dovuti ad uno spropositato aumento di cementificazione.

Edoardo Zanchini vice presidente di Legambiente ha dichiarato che dei 180 km di costa marchigiana, circa 100 km sono stati riadattati ad usi urbani e infrastrutturali, soltanto negli ultimi venti anni alla costa marchigiana sono stati sottratti ben 7 km. Molte altre regioni italiane si stanno sensibilizzando alla salvaguardia delle coste sebbene con esigenze e problematiche differenti. Legambiente sta cercando di coinvolgere sia le amministrazioni comunali sia l’ opinione pubblica al fine di  proteggere gli ultimi spazi verdi presenti lungo il litorale. Ad oggi, nella nostra regione, dei 72 km rimasti fuori dalla “corsa al cemento”solo 26 km risultano intoccabili: Parco Regionale del Monte San Bartolo ed il Parco Regionale del Monte Conero.

Conferenza stampa a bordo della Goletta VerdeL’ assessore all’Urbanistica di Senigallia Simone Ceresoni ha dichiarato: “Il paesaggio della Regione Marche sta correndo un grave pericolo, purtroppo abbiamo irrimediabilmente perso troppi km di costa finora , anche per questo oltre a condividere la salvaguardia della costa, il comune di Senigallia, sta portando avanti il progetto di una città sempre più a dimensione d’uomo, basata su: piste ciclabili, parchi  e zone pedonali”.

Negli ultimi anni le Regioni ed il Ministero dei Beni Culturali hanno talvolta ignorato i vincoli della legge Galasso del 1985 a tutela dell’ambiente.

I dati allarmanti degli ultimi anni:

Il consumo dellacosta è arrivato a 51 km per usi prettamente urbani
– Gli insediamenti abitati a bassa densità, ma quasi ininterrotti occupano 33 km
Su 13 km insistono opere infrastrutturali ed industriali
– Soltanto 72 km possono essere considerati paesaggi agricoli e naturali

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