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MSFT di Senigallia: “Nessuna riduzione di suolo, la variante è solo propaganda”

De Amicis a Ceresoni: "Esistono già i Piani Area, chiediamo solo la restituzione dell'ICI"

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Area di via Cellini destinata ai parcheggi

Noi del Movimento Sociale l’abbiamo detto più volte all’Assessore Ceresoni: la città di Senigallia ha bisogno di un nuovo Piano di Edilizia Urbano che in maniera organica superi il modo di operare mediante continue “varianti”.

Infatti nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata l’ennesima variante al PRG che riguarda tra le altre cose la trasparenza e la riduzione del consumo di suolo edificabile. Come è stato spiegato dall’Assessore stesso, si sottrarrebbero terreni edificabili riconvertendo quest’ultimi in zone verdi.

Presentata così sembrerebbe un gesto di magnanimità (da oggi lo chiameremo Simone il Magnanimo).
Invece non è così.

Per chi non lo sapesse, a Senigallia, forse unica città d’Italia, in ambito urbanistico, si sono previsti nel tempo vari cosiddetti Piani d’Area: uno strumento utilizzato per legare determinate zone con specifici vincoli di edificabilità che potevano essere superati solo dopo apposita delibera del Consiglio comunale.

Ciò vuol dire che, in questi casi, cittadini privati proprietari di spazi potenzialmente edificabili, in realtà non avrebbero potuto costruire proprio perché vincolati dal relativo piano d’area (l’ultima di queste aree che l’ha ottenuto dopo vari anni è stata l’ex Sacelit-Italcementi).

A queste vanno aggiunte tutte quelle aree impedite da altre norme del Piano Regolatore o del Regolamento Edilizio (rapporto superficie e volumi realizzabili, distanze dai confini, ecc.) che di fatto le rendono inedificabili anche se nel PRG lo sarebbero e perciò soggette alla fiscalità conseguente.

Quindi in sostanza non ci sarà nessuna riduzione e sottrazione di terreni o aree edificabili, in quanto già prima dell’approvazione della variante, i 40 ettari che verranno riconveriti in zone agricole e spazi verdi erano in grandissima parte tecnicamente non edificabili.

Per questo motivo noi del Movimento Sociale chiediamo all’Assessore Ceresoni di approvare in uno dei prossimi Consigli Comunali, una mozione per restituire l’ICI ingiustamente pagata nel corso di questi anni dai proprietari dei terreni che verranno riconvertiti. Restituzione che potrebbe avvenire mediante detrazione o deduzione fiscale ai singoli interessati.

Inoltre vogliamo ricordare che nei mesi scorsi la Giunta comunale (e perché non dal Consiglio Comunale come per la variante ?) ha approvato una proroga da 4 a 6 mesi per i cantieri non ancora avviati riguardanti i tre piani d’ambito del piano Cervellati: il bastione di via Rodi e dell’ex Nirvana di via Baroccio, la curva della Penna (che comprende anche Villa Baviera e un tratto di viale Leopardi) e l’ex Arena Italia, in via Mamiani.

Chiediamo all’Assessore Ceresoni: anche in questi ambiti è possibile parlare di consumo zero del territorio oppure per invogliare il privato a presentare un progetto esecutivo di riqualificazione si è concesso maggiori volumi e quindi metri cubi di cemento?

E gli appartamenti in via Podesti (ex-IPSIA) e il parcheggio in area peep di via Cellini non sono metri cubi di cemento da addizionare nel computo totale?

Comprendiamo che ogni occasione è buona per “fare cassa”, ma almeno non propagandatelo come “consumo zero del territorio” perché non ci crede nessuno.

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