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Libri, a Senigallia la fotografa Eva Frapiccini con "Muri di Piombo"

Proseguono gli incontri alla libreria iobook. L'intervista all'autrice col direttore del Musinf Bugatti

Libreria IoBook di SenigalliaSabato 3 ottobre, un nuovo appuntamento in libreria: allo store di iobook di Senigallia, in via F.lli Bandiera 33, la fotografa Eva Frapiccini presenterà "Muri di Piombo", di Skira Editore. Il libro è in pratica una mostra che si struttura come un viaggio per immagini attraverso i luoghi dei famosi "anni di piombo".

L’intervista all’autrice sarà curata da Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Museo d’informazione e arte moderna di Senigallia.

Note biografiche

Eva Frapiccini nasce a Recanati nel 1978, vive e lavora tra Torino e Milano. Dopo gli studi al DAMS e all’Accademia di Belle Arti di Bologna, Frapiccini vince una borsa di studio per frequentare il corso triennale di Fotografia dell’Istituto Europeo di Design di Torino. Gli esordi artistici avvengono nel 2002 con la partecipazione alla mostra collettiva Promeneurs a Barcellona, ma è dal 2004 che il suo lavoro ha uno sviluppo decisivo con l’intensificarsi di diverse occasioni espositive come la personale Two Thousand stations… and more, itinerante tra Torino e Roma, e la proiezione alla Mediateca di Stato di Roma del documentario sul G8 da lei ideato e curato due anni prima, dal titolo Onde lunghe.

Nel 2005 vince il Premio Canon per la Giovane Fotografia con il lavoro Alice racconta lo specchio esposto alla Galleria Grazia Neri di Milano. In questo periodo nasce il progetto Muri di piombo sui luoghi delle morti avvenute negli anni Settanta legate al terrorismo nelle città di Torino, Genova, Roma e Milano; con questo progetto viene invitata alla rassegna "Nuovi Arrivi" di Torino, dove UniCredit le assegna il Premio Passaporto UniCredit & l’Arte per un artist residence a Londra. Nel 2006 una selezione da Muri di piombo viene presentata al FotoGrafia – Festival Internazionale di Fotografia di Roma; il progetto vince il Premio Pesaresi, viene esposto in parte alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella mostra Da Guarene all’Etna, a PHotoEspana 2006 nella sezione "Descubrimientos" e infine viene selezionato per rappresentare l’Italia nel Mese Europeo della Fotografia, manifestazione legata alla Maison Européenne de la Photographie che coinvolge le città di Parigi, Vienna, Berlino, Lussemburgo, Mosca, Roma e Bratislava.

Dopo il terrorismo la Frapiccini si misura col difficile tema dello stupro di guerra, vivendo assieme alle testimoni del Tribunale Penale Internazionale per l’Ex-Jugoslavia. Il progetto fotografico, intitolato Nema Problema, continua a più riprese a Sarajevo, dove è presentato in occasione del Sarajevo Winter Festival 2007. Sue foto sono state pubblicate da La Stampa, Le Monde, La Repubblica e Il Giornale.

Nino Migliori inizia fotografare nel 1948. La sua fotografia svolge uno dei percorsi più diramati e interessanti della cultura d’immagine europea. Gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista con una particolare idea di racconto in sequenza, e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Da una parte, quindi, in pochissimi anni, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell’epoca, il neorealismo: una visione della realtà fondata sul primato del “popolare”, con le sue subordinate di regionalismo e di umanitarismo.

Sull’altro versante Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se letti all’interno del versante più avanzato dell’informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed é questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere. Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita.

Migliori si trova ad essere, con Veronesi, Grignani, Munari e pochissimi altri, uno degli operatori che in Italia prosegue la ricerca delle avanguardie sul fronte della riflessione sui linguaggi iconici, con la fotografia come nodo centrale dell’immaginario e della ricerca formale contemporanei. E’ l’autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all’arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione.

dalla Libreria iobook Senigallia

Redazione Senigallia Notizie
Pubblicato Giovedì 1 ottobre, 2009 
alle ore 18:47
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