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Tagli alla sanità, presidio davanti il pronto soccorso di Senigallia

RSU e sindacati contestano l'Asur Marche su mobilità, chiusure e perdita di posti di lavoro - FOTO

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Sit-in di protesta dei sindacati presso l'ospedale di Senigallia

Presidio delle sigle sindacali davanti l’ospedale cittadino di Senigallia. Giovedì 11 aprile R.S.U. e OO.SS. hanno presidiato per alcune ore la struttura ospedaliera per protestare contro i tagli alla sanità che porteranno a riconversioni, chiusure e perdita dei posti di lavoro, contro i cosiddetti trasferimenti ‘coatti’ dei dipendenti amministrativi di Jesi, Senigallia e Ancona verso Fabriano e contro l’interruzione delle relazioni sindacali con la direzione regionale Asur.

Una situazione complessiva giudicata grave, per discutere della quale le varie sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, FSI, NurSind, Ali sanità) hanno organizzato assemblee, oltre che giovedì 11 a Senigallia, anche a Osimo, Chiaravalle, per arrivare venerdì 12 aprile a Jesi e, probabilmente la prossima settimana, davanti al palazzo regionale.

Una serie di contestazioni (guarda le FOTO) alla direzione regionale dell’Asur sul futuro della sanità a tutti i livelli. Alessandro Mancinelli, della Cisl Funzione Pubblica di Ancona, ci ha spiegato come vi siano diverse problematiche irrisolte.
Innanzitutto sull’occupazione: nell’ultimo anno si sono persi oltre 230 posti di lavoro tra contratti non rinnovati, prestazioni in scadenza e coperture dei posti vacanti con dipendenti “prestati” tra le varie unità operative.
Situazione delicata anche per quanto riguarda i vari reparti che rischiano la chiusura (o il drastico ridimensionamento) come l’U.O. di cardiologia a Senigallia, otorinolaringoiatria a Jesi, urologia a Osimo e psichiatria ad Ancona o come la mobilità dei dipendenti verso Fabriano: non si conosce il piano regionale in merito che definisca precisamente il numero, le competenze e le qualifiche dei lavoratori che dovranno essere trasferiti presso la sede amministrativa fabrianese.
Il tutto in un clima di relazioni sindacali con l’Asur praticamente interrotte dopo che l’accordo con le OO.SS. è stato stracciato e sostituito con un atto – come accusano le sigle sindacali – unilaterale.

Dunque dopo Senigallia sarà la volta di Jesi nella giornata di venerdì 12 aprile – dalle 9:30 presso l’atrio della struttura Murri – per ribadire ragioni che ormai diventano sempre più simili in tutte le zone dell’Area Vasta numero 2 e in tutte le A.V. marchigiane. Sempre a Jesi, nel pomeriggio, presso l’auditorium hotel Federico II si parlerà di tagli e malasanità in un convegno in cui esprimerà il suo parere lo stesso direttore dell’Asur Marche Piero Ciccarelli.

Commenti
Ci sono 3 commenti
Tarcisio Torreggiani 2013-04-12 12:53:02
Ma lo sanno le OO.SS. che così facendo non raggiungeranno nessun risultato?
E' necessario che si decidano a manifestare nei lussuosi uffici di Spacca in Regione e chiederne le dimissioni.
Ghertrida Sadovski 2013-04-12 15:12:02
Sign. Tarcisio Torreggiani , io invece direi che sia necessario che le OO.SS. insieme a migliaia di altri senigalliesi (e non solo) si decidano a manifestare e sfogare la propria rabbia , non nei lussuosi uffici di Spacca in Regione bensì nei lussuosissimi uffici del Parlamento Italiano .
pie 2013-04-14 14:14:40
Cominciamo dai lussuosi uffici di Spacca!! Poi si arrivera' anche ai lussuosissimi uff. Del parlamentoL!! L'importante e' cominciare!!! (Ancora c'e' troppa gente che sta bene!!) Ma finira'!!!
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