Christian, Emily, Sergio Cialona: una famiglia speciale di esempio…
...che con amore, unità e determinazione si possono sconfiggere sempre ostacoli amministrativi e politici
Questa testata, si è occupata diverse volte della famiglia Cialona, toccata negli affetti più cari, dal dolore di una malattia rara (La Leucodistrofia di Pelizaeus-Merzbacher) che prima ha colpito il piccolo Christian e poi, anche Emily, la mamma.
La loro storia è tutta da leggere sul sito www.lastoriadichristian.wordpress.com anche perchè, oltre a quella di carattere medico – e già non è poca cosa – se ne aggiungono sempre, in questi casi, anche quelle amministrative, legali in cui la Politica, con i suoi politicanti di qualsiasi ordine e grado, sembra quasi compiaciuta nell’inzuppare bambinescamente il biscotto nell’ampia tazza fumante del caffelatte della nostra Burocrazia.
Aggravandone così il dolore!
E’ per questo che la famiglia Cialona, con l’aiuto di tanti fedeli amici, con ogni suo mezzo a disposizione, vuol far giungere a quanti lottano con questi problemi, l’invito a non mollare mai, a stringere i denti, a battersi affinchè questi miopi comportamenti che vengono dall’alto (non certo inteso come dal Supremo!) vengano modificati, snelliti, velocizzati, migliorati, per un alleggerimento se non propriamente fisico, quantomeno psicologico, più accettabile umanamente parlando e soprattutto come supporto economico.
Immaginando che qualcuno già possa pensare, come di certe battaglie sia oltremodo facile poterne scrivere e parlarne, ma poi la realtà è tutt’altra cosa, allora i nostri tre eroi Christian-Emily-Sergio, hanno voluto, a dimostrazione, pubblicare la loro testimonianza, che volere è potere.
Gli ingredienti di questo successo sono stati frutto di tanta caparbietà, costanza, determinazione nonchè – e non è poco – dell’operato altamente professionale ed umano delle due giovani avvocatesse che si sono occupate del caso e che si sono buttate anima e corpo affinchè la verità giuridica trionfasse sull’ignoranza e la superficialità umana, restituendo a Cesare ciò che era ed ora è di Cesare.
Una vittoria di casa Cialona, che vogliono però dividerla generosamente in parti uguali, come una specie di antidoto, un incoraggiamento verso coloro che lottano ogni giorno contro i propri malanni fisici, ma in particolar modo, contro le ingiustizie umane e che magari hanno deciso che la soluzione migliore sia la rinuncia.
L’invito allora che i Cialona rivolgono con affetto a costoro è quello di armarsi di penna e cancellare dal proprio dizionario la parola RINUNCIA.
E questo è il comunicato ufficiale emesso dalle Avvocatesse che si sono occupate del caso:
“La soluzione del caso relativo alla famiglia Cialona rappresenta per noi un importante risultato dal punto di vista umano, professionale e giuridico.
E’ stato possibile, infatti, attraverso una laboriosa attività di assistenza legale, far ottenere alla Famiglia il risarcimento stragiudiziale dei danni subiti, patrimoniali e non, a seguito di errata diagnosi sulla malattia (genetica) del figlio.
Nonostante l’iniziale reticenza della Struttura Ospedaliera responsabile dell’errore diagnostico (che, evidentemente, negava la propria responsabilità basandosi sull’inesistenza del danno biologico), è stato invece possibile affermare che ‘l’errata diagnosi, fornita comunque con indice di certezza assoluta, ha fatto perdere al bambino ed ai coniugi-genitori-lavoratori la possibilità di organizzarsi, di scegliere, di vivere e di determinarsi in maniera libera e consapevole’.
L’Ospedale responsabile, infatti, tramite la propria condotta omissiva e, comunque, erronea, aveva violato plurimi diritti tanto del minore che dei genitori, nelle loro differenti estrinsecazioni umane, diritti tutti costituzionalmente garantiti e tutelati: il diritto ad essere informati correttamente sul proprio stato di salute, il diritto alla libertà personale, alla libertà di autodeterminazione come persona, in ogni sua formazione, singola e sociale, il diritto alla salute ed alle cure adeguate al proprio stato di malattia o di non abilità.
In presenza di una diagnosi errata, infatti, l’individuo è posto in una condizione di ignoranza che gli fa perdere, conseguentemente, la possibilità di decidere, di scegliere, di curarsi e tutelarsi liberamente e consapevolmente. Aver potuto consentire il riconoscimento di questi diritti fondamentali, senza peraltro ricorrere all’Autorità Giudiziaria, ci gratifica rinnovando il servizio di tutela dei diritti e degli interessi della persona che la nostra professione è chiamata a svolgere, ‘contribuendo in tal modo all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia’ (PREAMBOLO CODICE DEONTOLOGICO FORENSE).
Teniamo a precisare che il caso affrontato, al di là della sua rilevanza giuridica, ci ha consentito di conoscere una Famiglia speciale che con la sua tenacia, il suo coraggio e la sua volontà di affermare i propri diritti, ha espresso e continua ad esprimere un esemplare modello vita; la condivisione di fondamentali principi e valori, umani e di diritto, ha rappresentato un’importante risorsa per raggiungere il risultato ottenuto”
(Avv. Antonella Chiarenza e Avv. Nicoletta Nucci con studio sito a Marzocca, via S.A.M. dé Liguori, n. 29)
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