“Senigallia non si spegne: chiediamo città viva, attrattiva e capace di guardare al futuro”
Lo affermano i giovani delle liste civiche che hanno sostenuto la ricandidatura di Massimo Olivetti a sindaco

A seguito dei fatti registrati dalla cronaca locale abbiamo deciso di prendere la parola perché crediamo che noi giovani siamo tra i primi a doverci interrogare sul futuro della nostra città e sul modello di Senigallia che vogliamo costruire per i prossimi anni.
Lo facciamo partendo da una considerazione semplice: Senigallia deve continuare a essere una città turistica, viva, attrattiva e capace di parlare alle nuove generazioni. Siamo consapevoli che il tema della convivenza tra residenti, attività economiche, turismo e intrattenimento sia complesso. Comprendiamo perfettamente le difficoltà di chi vive nelle zone maggiormente interessate dagli eventi e, soprattutto durante l’estate, può trovarsi a fare i conti con musica, rumori e maggiore afflusso di persone fino a tarda sera. Il diritto al riposo è un diritto reale e va rispettato. Non pensiamo che le esigenze dei residenti debbano essere ignorate e crediamo, al contrario, che sia necessario lavorare per trovare un equilibrio, attraverso regole chiare, controlli, programmazione e soluzioni che permettano a tutti di vivere la città.
Ma proprio perché crediamo nel confronto, non possiamo condividere l’idea che la risposta sia semplicemente quella di ‘spegnere la città’. Senigallia è una città turistica e la sua economia, la sua immagine e la sua attrattività sono profondamente legate alla capacità di proporre durante l’estate eventi, musica, iniziative culturali e occasioni di incontro. Pensiamo soprattutto alle zone centrali, al lungomare, agli stabilimenti balneari e ai luoghi che rappresentano il cuore della vita estiva senigalliese. È proprio lì che una città turistica deve essere capace di esprimere la propria vitalità.
Non possiamo immaginare un’estate nella quale feste, concerti e iniziative debbano progressivamente scomparire o essere costrette a terminare sempre più presto. Se togliamo ai giovani i luoghi e le occasioni di aggregazione, non eliminiamo la voglia di divertirsi: rischiamo semplicemente di spostarla altrove. E questo, per una città come Senigallia, sarebbe un errore. Non possiamo chiedere ai giovani di restare, di vivere la propria città, di investire sul territorio e di costruire qui il proprio futuro e, contemporaneamente, trasformare progressivamente la città in un luogo nel quale le occasioni di incontro e di socialità vengono considerate un problema. Non vogliamo una città rumorosa. Vogliamo una città viva. La differenza è importante. Non chiediamo che tutto sia consentito, né pensiamo che gli interessi degli operatori turistici debbano prevalere sempre e comunque sulle esigenze di chi abita nelle zone interessate.
Chiediamo però che il tema venga affrontato con equilibrio e con una visione complessiva del futuro di Senigallia, senza trasformare ogni occasione di
intrattenimento in un conflitto tra residenti e attività. Ci chiediamo, inoltre, se sia davvero questa la direzione che vogliamo prendere quando si arriva a ipotizzare di contrastare determinati eventi attraverso raccolte firme, richieste di accesso agli atti o iniziative finalizzate a limitarne la realizzazione. Il confronto è legittimo e anche il dissenso. Ma deve esserci anche la consapevolezza che dietro ogni evento ci sono attività economiche, lavoratori, giovani, operatori turistici e una parte importante dell’offerta che Senigallia propone ai suoi visitatori.
Guardiamo alle città che hanno scelto di investire sulla propria vitalità. Non è un caso che tante città italiane abbiano costruito una parte della propria attrattività proprio sulla capacità di coniugare turismo, commercio, musica, intrattenimento e vita notturna.
Pensiamo ad altre realtà che negli ultimi anni hanno saputo costruire un’offerta estiva capace di richiamare giovani e visitatori, senza rinunciare alla propria identità. Dobbiamo avere il coraggio di confrontarci con chi sta facendo scelte che funzionano, capire cosa può essere replicato e costruire un modello tutto nostro. Senigallia ha qualcosa che molte altre città ci invidiano: il mare, il centro storico, la spiaggia, la Rotonda, il lungomare, una tradizione turistica consolidata e un patrimonio di eventi che negli anni ha contribuito a renderla conosciuta ben oltre i confini regionali. Non possiamo correre il rischio di perdere progressivamente questo patrimonio. Quale Senigallia vogliamo tra dieci anni? È questa, secondo noi, la domanda che dovremmo porci.
Vogliamo una Senigallia nella quale i giovani possano incontrarsi, divertirsi e vivere la città? Vogliamo una città capace di attrarre turisti anche fuori dalle
ore della spiaggia? Vogliamo che i nostri stabilimenti balneari, i locali, i ristoranti e le attività del centro possano continuare a proporre iniziative? Vogliamo una città che abbia un’estate riconoscibile e competitiva rispetto alle altre località della costa? Noi rispondiamo sì. E proprio per questo crediamo che sia necessario trovare un punto di equilibrio tra il diritto al riposo e il diritto di una città turistica a vivere la propria estate.
Le regole possono e devono esserci. Gli orari possono essere programmati. I livelli di rumore devono essere rispettati. I controlli devono essere effettuati. Le zone e le modalità degli eventi possono essere organizzate meglio. Ma la soluzione non può essere quella di eliminare progressivamente tutto ciò che rende Senigallia attrattiva per i giovani. Perché una città che non offre più occasioni di socialità ai propri giovani rischia, prima o poi, di diventare una città nella quale i giovani semplicemente non ci sono più.
Mattia Bacciaglia (La Civica)
Martina Franceschini (Senigallia al Centro)
per i giovani delle due liste civiche


























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