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Parte il 2 giugno, nell’ambito della tradizionale Festa della Pace, la XXIII Rassegna di Storia Contemporanea

Alle 18 in piazzale della Libertà Lidia Pupilli dialoga con Federico Losurdo

Copertina del libro "La Repubblica italiana e il suo lungo cammino 1946-2026"

Parte il 2 giugno, nell’ambito della tradizionale Festa della Pace, la XXIII Rassegna di Storia Contemporanea, promossa dall’Associazione di Storia Contemporanea – in colaborazione con Anpi, Scuola di Pace Buccelletti e Istituto Gramsci Marche – che festeggia il suo 15° anno di attività.

Ancora una volta si tratterà di un’edizione itinerante che si sposterà da Senigallia ad Ascoli Piceno (21 giugno) per rientrare nella città adriatica, il 23 giugno. Al centro di questa edizione ci sono gli 80 anni della Repubblica italiana e il nuovo libro realizzato da storici e storiche dell’Associazione, “La Repubblica italiana e il suo lungo cammino 1946-2026”, a cura di Lidia Pupilli e Marco Severini (1797 edizioni, 2026, pp. 200), l’unico libro attualmente presente nello scenario editoriale italiano che ricostruisce gli 80 anni di vita repubblicana attraverso una scelta plurale che tocca la vita politica e istituzionale, la storia delle donne, le trasformazioni socio-economiche, culturali e scolastiche, la toponomastica, lo sport e la storia della pace in Italia.

Il libro è stato appena presentato con grande successo all’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino e le copie della prima edizione sono già esaurite. Apre i battenti della Rassegna, martedì 2 giugno, presso il Piazzale della Libertà, alle ore 18.00, la Direttrice scientifica dell’Associazione, prof.ssa Lidia Pupilli che dialogherà con il prof. Federico Losurdo (Università di Urbino) sul tema “La Repubblica, le donne, la pace”.

La seconda tappa si snoderà sabato 20 giugno ad Ascoli dove, sempre alle ore 18.00 presso la Bottega del Terzo Settore (C.so Trento e Trieste, 18), la presidente associativa Rita Forlini dialogherà con i curatori di questo volume prezioso che parla della vicenda repubblicana in un’ottica plurale e pluralista. Terzo e ultimo appuntamento alla Biblioteca “Antonelliana”, martedì 23 giugno, alle ore 17.00, con la socia Fulvia Principi che dialogherà con Mirko Sebastiani, autore del libro “Adele Bei madre costituente” (affinità elettive, 2026, pp. 108), intrepida figura di politica e sindacalista del secolo scorso (Cantiano, 1904 – Roma, 1976) l’unica marchigiana eletta il 2 giugno 1946 all’Assemblea costituente. Che l’Italia dovesse tagliare i ponti con il passato monarchico e il ventennio dittatoriale era evidente per la maggioranza degli italiani, ma l’impegno del Ministero per la Costituente, affidato a Pietro Nenni (che visse tre anni nelle Marche tra 1912 e 1914 quando era militante repubblicano), fu particolarmente intenso. Eppure quella svolta, la cesura più importante della storia italiana, fu anticipata anche da altri eventi popolari: il 17 settembre 1945 il Grande Torino fu la prima squadra italiana a tornare a giocare una partita di calcio all’estero dopo la fine della Seconda guerra mondiale (le ultime armate tedesche si erano arrese il 2 maggio precedente): nell’occasione, i granata affrontarono in terra elvetica il Losanna Sport, «una delle più quotate squadre svizzere» secondo “La Stampa”, che passò in vantaggio dopo appena quattro minuti: pur giocando in 10 quasi l’intero incontro (in seguito alla distorsione alla caviglia dell’attaccante Guglielmo Gabetto), i granata vinsero l’incontro 3-1 con reti di Mazzola (30’) e doppietta di Ossola (32’ e 67’). Questo il commento finale del quotidiano torinese: «Giornata calda, terreno ottimo.

Presente il ministro d’Italia a Berna. Giornata di bella soddisfazione morale e sportiva per gli italiani». Ma, cosa ben più importante, la squadra del Grande Torino indossò per la prima volta nella maglia uno scudetto repubblicano, cioè senza il simbolo sabaudo, dieci mesi prima della nascita della Repubblica. Inoltre, alla vigilia dello storico appuntamento del 2 giugno 1946, otto tra giocatori e allenatori del Grande Torino, per lo più repubblicani e di simpatie comuniste, firmarono un manifesto del Pci che invitava a votare repubblica. Apposero la propria firma il capitano granata Valentino Mazzola (lombardo di Cassano d’Adda), il bomber torinese Guglielmo Gabetto, il difensore Mario Rigamonti (lombardo di Capriolo), la mezzala fiumana Ezio Loik, il centrocampista Alfonso Santagiuliana (veneto di Cornedo Vicentino), il terzino Sergio Piacentini (toscano di Piombino), il portiere piemontese Alfredo Bodoira (nato a Mathi e riserva di Bagicalupo) e Antonio Janni (piemontese di Sàntena), calciatore granata per 19 anni (di cui due nelle Giovanili) e allenatore del Toro vincitore dello scudetto 1942-43. Insomma, una composita rappresentanza italiana. Gli otto firmatari dichiararono: «Siamo lavoratori e come tutti i lavoratori italiani voteremo per la REPUBBLICA!». Queste e altre vicende si trovano nel libro associativo che è stato più venduto, insieme a quello sulla Repubblica, al recente Salone torinese, “120 motivi (e anni) per tifare Toro” (1797 edizioni, 2026, pp. 212) di Marco Severini. L’opera si trova nelle librerie cittadine e di essa si parlerà venerdì 5 giugno presso l’Hotel City in occasione della serata in cui il Toro Club “Le Tre Valli” di Jesi avrà come ospite la giovane promessa granata Alessio Cacciamani, 19enne chiaravallese.

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