SenigalliaNotizie.it
Versione ottimizzata per la stampa

Campanile: “4 NO al metodo Olivetti-Bello-Liverani, 4 SÌ per cambiare Senigallia”

Il candidato a sostegno di Romano: "Non basta criticare ciò che non ha funzionato. Bisogna anche indicare una strada diversa"

Elda Boutique Senigallia (AN) - Primavera/Estate 2026
Gennaro Campanile

Fra pochi giorni si vota. E il voto non serve solo a scegliere un sindaco: serve a decidere quale idea di città vogliamo per i prossimi cinque anni.

Per questo diciamo quattro volte NO al metodo Olivetti-Bello-Liverani. Ma diciamo anche quattro SÌ chiari e concreti, legati al futuro di Senigallia.

Non basta criticare ciò che non ha funzionato. Bisogna anche indicare una strada diversa. È quello che facciamo con Dario Romano, con la coalizione che lo sostiene, tutte le candidate e tutti i candidati delle liste collegate.

NO all’opacità, SÌ a un Comune trasparente
Il primo NO è a un modo di amministrare in cui le responsabilità vengono spesso spostate altrove: sui predecessori, sui collaboratori, sulle altre istituzioni. Un sindaco, invece, deve rispondere delle scelte della propria Amministrazione, soprattutto quando quelle scelte riguardano pratiche importanti per il futuro della città.

Per questo restano gravi e non chiarite le assenze di Olivetti da alcune riunioni di Giunta su pratiche di valore milionario legate all’immobiliarista “B” di Senigallia. A domanda precisa, Olivetti ha dichiarato di non avere conflitti di interesse. Se è così, resta da spiegare perché non fosse presente quando si decideva su questioni tanto rilevanti.

Senigallia non può essere amministrata chiedendo ai cittadini continui atti di fiducia. Serve un Comune trasparente, nel quale le decisioni siano assunte alla luce del sole e spiegate prima, non giustificate dopo.

Per questo diciamo SÌ a un sindaco che metta la faccia sulle scelte importanti, che non sia condizionato dalla propria professione o da opportunità future, che ascolti i poteri economici ma anche i cittadini comuni. SÌ a un’amministrazione che non abbia paura del controllo democratico, perché il controllo dei cittadini non è un ostacolo: è la base di una comunità libera.

Gennaro Campanile - Candidato PDNO a una destra che divide, SÌ a una comunità costituzionale e solidale
Il secondo NO è a una destra che continua a non fare davvero i conti con la propria storia. Il 25 Aprile non è una ricorrenza generica contro “tutte le dittature”: è la festa della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal collaborazionismo fascista. È una data precisa, fondata sulla memoria, sulla libertà e sulla Costituzione.

Olivetti si presenta come civico, ma nella sua coalizione il peso dei partiti della destra-destra è evidente. E quando prevalgono aggressività, arroganza e linguaggi minacciosi, la città diventa più divisa, più chiusa, più povera sul piano civile.

Per questo diciamo SÌ a un sindaco e a una coalizione che si riconoscano pienamente nella Costituzione italiana, nata dalla lotta di Liberazione e dalla volontà di ricostruire il Paese dopo la negazione della libertà e le leggi razziali.

SÌ a una comunità solidale. SÌ a un linguaggio rispettoso. SÌ a un clima politico nel quale l’avversario si contrasta con le idee, non con il dileggio. Senigallia ha bisogno di un’amministrazione ferma nelle scelte, ma mite nel modo di stare dentro la comunità.

NO alle opere imposte, SÌ alle soluzioni utili e condivise
Il terzo NO riguarda il ponte a brugola. Un ponte serve, nessuno lo nega. Ma non serve un’opera fuori scala, con due archi d’acciaio alti 18 metri e rampe di accesso invasive, respinta da 10.000 firmatari della petizione promossa da Italia Nostra.

Per mesi ci è stato raccontato che non esistessero alternative. Non è vero. Il confronto pubblico, compreso il convegno a San Rocco, ha dimostrato che altre soluzioni sono possibili.

Per questo diciamo SÌ a una soluzione seria, funzionale e meno impattante. La strada dei martinetti resta la migliore; in alternativa si può valutare anche una soluzione a solaio rialzato. Ciò che non va accettato è l’idea di trasformare Ponte Garibaldi in n’infrastruttura
sproporzionata rispetto al centro storico e alla vita quotidiana della città.

Le opere pubbliche devono risolvere problemi, non imporre simboli. Devono nascere dal confronto, non dalla testardaggine. Devono migliorare la città, non piegarla a una scelta già decisa.

NO al “fare informando dopo”, SÌ alla partecipazione
Il quarto NO è alla gestione poco trasparente e non partecipativa della cosa pubblica. Per cinque anni e mezzo l’Amministrazione Olivetti-Bello-Liverani ha praticato la cosiddetta “bellezza del fare informando dopo”. Ma informare dopo non è partecipare: è comunicare a decisione già presa.

Ora, in campagna elettorale, la destra-destra scopre il dialogo e il confronto. Ma il confronto, se è vero, si fa prima. Dopo diventa propaganda.

In questi anni la città ha assistito a promesse, annunci e narrazioni su piste ciclabili, cittadelle dello sport, anelli di pattinaggio e ciclismo, palazzi storici, frazioni, campi da tennis, edilizia popolare, rotatorie, porte vinciane, molo di Levante, scolmatore del Misa.

Troppo spesso, però, la comunicazione ha sostituito la programmazione.
Per questo diciamo SÌ a un Comune che non abbia paura delle critiche e dei suggerimenti. SÌ a un nuovo Patto di Cittadinanza, fondato su competenza, passione e trasparenza. SÌ a una città in cui i cittadini siano coinvolti nei processi decisionali e i giovani non vengano trattati come una categoria da assistere, ma come energie da chiamare dentro il futuro della comunità.

NO alla città dei balocchi, SÌ a una Senigallia vivibile tutto l’anno
Infine diciamo NO alla “città dei balocchi”, costruita sul turismo mordi e fuggi e sempre meno vivibile per chi a Senigallia abita, lavora, cresce i figli e invecchia. Il problema non è il turismo. Il turismo è una ricchezza, se è governato. Il problema è una città piegata solo alla stagione estiva, alla quantità numerica, all’evento da comunicare, alla rendita immobiliare. Il milione di presenze esisteva anche 10 o 15 anni fa, senza il bailamme inseguito dall’Amministrazione Olivetti-Bello-Liverani.

Per questo diciamo NO agli appartamenti estivi da 25 metri quadrati, NO alla mancanza di isole verdi, NO alla mancanza di isole scolastiche, NO a un’edilizia pensata solo per la rendita estiva, NO all’uso scriteriato del suolo e dello spazio pubblico.

E diciamo SÌ a una Senigallia della qualità. SÌ a una città dei 15 minuti, dove i servizi essenziali siano accessibili dal centro alle frazioni. SÌ a una città delle tante economie, capace di tenere insieme turismo, industria, artigianato, innovazione, cultura e filiere locali, generando valore tutto l’anno e non solo nei mesi estivi. SÌ a una politica urbanistica che privilegi la residenza effettiva, il buon vivere, il verde cittadino, le piste ciclabili sicure, le isole scolastiche, una rete di trasporti adeguata in inverno e in estate.

SÌ anche a una Senigallia che torni a dialogare con i comuni delle valli del Misa e del Nevola, perché sicurezza ambientale, sanità territoriale, infrastrutture e sviluppo non si affrontano chiudendosi dentro i confini comunali. Una città forte non è una città isolata: è una città capace di guidare un territorio.

Il voto
Per tutte queste ragioni, il voto che chiediamo agli elettori è un voto chiaro.
È un NO al metodo Olivetti-Bello-Liverani.
Ma soprattutto è un SÌ a una Senigallia più trasparente, più giusta, più vivibile e più libera.

Commenti
Ancora nessun commento. Diventa il primo!
ATTENZIONE!
Per poter commentare l'articolo occorre essere registrati su Senigallia Notizie e autenticarsi con Nome utente e Password

Già registrato?
... oppure Registrati!



Scarica l'app di Senigallia Notizie per AndroidScarica l'app di Senigallia Notizie per iOS

Partecipa a Una Foto al Giorno





Cronaca
Politica
Cultura e Spettacoli
Sport
Economia
Associazioni
Fuori dalle Mura