Margiotta (PD): “Senigallia, la POTES 118 resta senza medico”
"Istantanea di un sistema che sta collassando"

La situazione della postazione territoriale dell’emergenza sanitaria (POTES 118) di Senigallia ha raggiunto un livello di criticità non più tollerabile. Le ultime notizie riguardanti i turni senza medico a bordo per la notte del 30 aprile e l’intera giornata del 1° maggio sono l’istantanea di un sistema che sta collassando.
È sempre bene ricordare che il servizio d’emergenza non riguarda solo Senigallia e quindi oltre 40.000 abitanti, ma tutta la vallata (circa 80.000). In questi giorni, poi, la nostra città accoglie il raduno delle Harley Davidson per il quale sono previste circa 30.000 presenze: un totale, quindi, abbondantemente oltre le 100.000 persone. Un evento di tale portata richiederebbe un potenziamento dei servizi di emergenza-urgenza, invece ci troviamo di fronte al paradosso opposto: le ambulanze in servizio sono scoperte della figura del medico, lasciando il solo infermiere a gestire l’intero carico di interventi.
Non basta ringraziare il personale sanitario che ogni giorno si spende per la nostra salute. Occorre ascoltarlo, sostenerlo e supportarlo. Un infermiere, per quanto esperto, non può e non deve essere lasciato solo a gestire scenari complessi che richiedono competenze mediche specifiche, specialmente in un contesto di massiccio afflusso turistico.
Ma sarebbe un errore considerare questo come un episodio isolato. La carenza è strutturale e diffusa: la postazione di Arcevia è sprovvista di medico per tutto il mese di maggio e anche altri presidi della nostra provincia versano nelle medesime condizioni di sottorganico.
Le richieste di chi è in prima linea per salvaguardare la nostra salute sono semplici e non possono rimanere inascoltate dalla politica e dalle autorità sanitarie regionali e territoriali: vanno adottate soluzioni d’urgenza per i turni imminenti garantendo la presenza medica necessaria per gestire un ingente afflusso di persone. Serve poi un piano serio e strutturale per evitare che tali e inaccettabili situazioni si ripetano, anche nell’imminente stagione estiva.
Non basta chiamarli eroi perché poi, come spesso accade, vengono lasciati soli. Non possiamo più accettarlo perché colpire e depotenziare il sistema sanitario vuol dire colpire tutti noi. Sono al fianco degli infermieri della POTES 118 di Senigallia, mi batterò affinché le loro richieste vengano ascoltate e accolte.


























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