“Un esempio di amore per la vita”
Monsignor Paglia a Corinaldo per la premiazione della prima edizione del premio intitolato al dr. Alfonso Pagliariccio

“Molto di più di un sacrificio per curare la persona, è stato un esempio di martirio”.
Monsignor Vincenzo Paglia non ha usato mezzi termini nel descrivere la vita del dr. Alfonso Pagliariccio in occasione della prima edizione del premio a lui dedicato a 46 anni dalla sua scomparsa.
Monsignor Paglia, presidente fondazione Età Grande di Roma nonché presidente Emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ha sottolineato più volte come l’esempio del medico di Corinaldo sia da divulgare perché al centro della sua missione c’era la persona, non un “semplice” paziente.
Alle parole dell’alto prelato della curia vaticana hanno fatto eco quelle di Luigi Alici, professore emerito di filosofia morale all’Università di Macerata, che ha rimarcato quanto l’accoglienza, a tutto tondo, sia stata un fondamento della vita del dr. Pagliariccio. In tutti gli interventi, del sindaco Gianni Aloisi, del Vescovo della diocesi di Senigallia Franco Manenti, del consigliere regionale Corrado Canafoglia in rappresentanza del presidente Acquaroli e di tutti coloro che sostengono il premio, il filo conduttore è stato l’amore per la vita che aveva il dr. Alfonso, quell’amore che ha rivolto a tutti sino agli ultimi giorni della sua esistenza.
Le premiazioni hanno avuto luogo al teatro Goldoni di Corinaldo dove è stato possibile conoscere nel dettaglio i due progetti che hanno trovato il consenso della commissione scientifica, presieduta da Gabriele Pagliariccio. Motivazioni dell’assegnazioni dei premi (dell’ammontare di 20.000 euro ciascuno) illustrate dal professor Mauro Silvestrini, Preside della facoltà di Medicina dell’Università Politecnica delle Marche.
Molto interessante, proprio nella terra natia di Santa Maria Goretti, il progetto vincitore della sezione assistenziale/comunitario “#NonEAmoreSe” di Demetra, Società Cooperativa Sociale di Avellino. Beneficiarie saranno le donne vittime di violenza di genere con obiettivo tramite attività di contrasto e prevenzione.
Per la sezione ricerca/formativo è stato giudicato migliore il Modello SMART (Sensory Motor Arousal Regulation Treatment) per il trattamento del trauma in infanzia e adolescenza della Cooperativa Sociale TICE dell’Alta Val Tidone in provincia di Piacenza. Beneficiari saranno i bambini e preadolescenti con vulnerabilità traumatiche (maltrattamento, trascuratezza, conflittualità familiare) e con difficoltà di regolazione emotivo-comportamentale, l’obiettivo è il recupero emotivo-comportamentale. Francesca Cavallini, presidente della cooperativa TICE, ha annunciato che un locale della struttura verrà intitolata al dr. Alfonso.






























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