Verdi, il suono e il silenzio – Le FOTO
Alla Fenice di Senigallia un Requiem di grande equilibrio: coro e solisti in dialogo, tensione crescente e 'Dies irae' di forte impatto

Senigallia Concerti, la rassegna diretta da Federico Mondelci e organizzata dall’Associazione LeMuse con il patrocinio del Comune di Senigallia, anticipa la Pasqua portando il Requiem di Giuseppe Verdi in un Teatro La Fenice gremito, con il Coro Regionale ARCOM e la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, diretti da Manlio Benzi.
Direzione di rara chiarezza e alto coinvolgimento emotivo, cui orchestra, coro e solisti hanno aderito contribuendo a un equilibrio sonoro senza sovrapposizioni caotiche.
Il Requiem chiede al coro di elevarsi da un ruolo di sfondo fino a essere protagonista al pari dei solisti e – in alcuni frangenti – dell’orchestra. E il coro si è dimostrato all’altezza, con una presenza piena e una forza drammatica evidente.
I solisti – dal canto loro – hanno saputo costruire con la massa corale un dialogo che ha scongiurato individualismi slegati e ha segnato momenti di grande intensità: la tensione esposta, quasi nuda, del soprano Yuliya Tkachenko nel Libera me, la supplica del tenore Davide Giusti in Ingemisco, e ancora i passaggi caldi e radicati del mezzosoprano Mariangela Marini e il senso di gravità e giudizio trasmesso dal basso Alessandro Abis sono stati attimi intensi che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico.
Momenti di rarefazione sonora molto efficaci si sono colti nei passaggi – tipicamente verdiani – in cui il suono si è ritratto e sgonfiato, generando una tensione autentica. Attimi che non sono pause: è la musica che fa un passo indietro per far emergere l’umano. Qui la compagine orchestrale ha mostrato piena adesione alla direzione, traducendone la carica emotiva nel suono. E nei silenzi.
Verdi resta Verdi: un uomo di teatro anche quando scrive musica sacra che non lascia spazio a una devozione stereotipata. C’è spazio, invece, per emozioni autenticamente umane: paura, supplica, speranza.
Il Dies irae – come atteso – segna il crescendo emotivo dell’esecuzione. In particolare, la seconda reprise raggiunge un punto di eccezionale intensità. In quel “Dies irae, dies illa” (giorno d’ira, quel giorno), coro e orchestra colpiscono con una forza quasi primordiale, segnando il passaggio in cui il Requiem va oltre la composizione sacra e diventa riflessione profonda sull’uomo davanti alla morte.
Gli applausi non si sono fatti attendere. Dopo le ultime note, il teatro, fino a quel momento silenzioso e concentrato, è esploso in un applauso scrosciante protrattosi per diversi minuti, richiamando più volte i protagonisti sul palco.
Introducendo la serata, Mondelci ha gioiosamente constatato la presenza degli studenti delle scuole medie e superiori, ringraziando insegnanti e dirigenti per la collaborazione a un progetto di divulgazione che rappresenta un esperimento unico e un’apertura concreta verso le nuove generazioni.
Il prossimo appuntamento con Senigallia Concerti è per sabato 11 aprile alle ore 21:00, al Teatro La Fenice, ancora con la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana, questa volta diretta da Alexander Lonquich, che si esibirà anche al pianoforte.
In programma il Concerto per pianoforte e orchestra N. 23 in la maggiore K488 di W.A. Mozart e il Concerto per pianoforte e orchestra N.1 in sol minore op. 25 di Felix Mendelssohn-Bartholdy
Tutte le info su marchefestival.net
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