Gattara presa a pietre a Loreto. Gatti abbandonati o maltrattati: che civiltà è questa?
Mirella Verde: "Bisognerebbe attivarsi per chiedere una legge che tuteli di più i gatti ma anche le gattare"

“Se sei bello ti tirano le pietre” . Penso che tutti , come la sottoscritta, ci ricordiamo questa frase che deriva dal celebre brano beat “Pietre”, scritto da Gian Pieretti e Ricky Gianco e portato al successo al Festival di Sanremo del 1967 da Gian Pieretti e Antoine.
Qui il testo usa le “pietre” come metafora delle critiche, dei giudizi feroci e dell’aggressività gratuita della gente.
Se fai del bene o del male, se sei bello o brutto, ricco o povero, laborioso o ozioso, troverai sempre qualcuno pronto a giudicarti o ad attaccarti.
Le pietre nelle canzone rappresentano l’insofferenza e la severità del giudizio altrui, che colpiscono chiunque a prescindere dai suoi reali meriti o difetti.
Ma il testo che ho letto io stamattina non è una metafora, ne’ il testo di una canzone, ma una notizia, passatami dalla mia amica Anna Manoni, animalista e gattara da sempre, e pubblicata oggi , secondo cui una gattara, che stava accudendo a Loreto, quindi poco distante da noi ( luogo che a solo pronunciarne il nome ti fa scattare nella mente e nel cuore l’ idea della sacralità della vita per la presenza del Santuario dedicato alla Madonna, alla Mamma di Gesù, cioè alla MADRE E CUSTODE DELLA VERA VITA INCARNATASI NEL SUO SANTO GREMBO)una colonia felina, tra l’ altro regolarmente registrata, è stata colpita con una pietra ad un braccio da una passante che poi avrebbe giustificato il suo gesto dicendo di essere stata graffiata da uno dei gatti della colonia mentre passeggiava con il suo cane.
A che punto la nostra società è arrivata: all’ inciviltà di pensare di poter farsi giustizia ( ma quale giustizia? Nei confronti di un gatto e di chi lo accudisce?) da soli!Per valutare atti leciti o illeciti ci sono i luoghi adatti, cioè i tribunali, e non mi sembra un reato quello compiuto da quel micio , che poi è una femmina che aveva appena partorito perché rimasta gravida prima del regolare intervento di sterilizzazione fatto eseguire in piena regola dalla referente della colonia, e che ha reagito così per difendere i suoi piccoli.
Devo ricordare non solo a questa ” giustiziera” ma anche a chi non tollera gatti e gattare, che le gattare offrono un servizio di grande valore alla comunità, occupandosi dell’ alimentazione, della cura, della salute e della sterilizzazione di queste creature, che, nonostante la legge protegga , sono bersaglio di violenze gratuite così come chi le accudisce, sottraendo tempo ad altre occupazioni ( lavoro, famiglia e riposo) e sporcandosi le mani ( non è una metafora) per rendere pulito l’ habitat dei felini. Che hanno bisogno dell’ aiuto umano perché è ora di sfatare la diceria secondo cui ” tanto il gatto se la cava da solo”. Prendersi cura di una colonia felina è un impegno notevole: e ora cosa si riceve in cambio? La lapidazione, come avveniva ( e in certe parti del mondo ancora avviene) per le adultere, le meretrici e per torture e martiri.
Mi sembra che in alcune parti si stia tornando al Medioevo, quando i gatti erano malvisti ( e con loro chi li proteggeva) perché venivano considerati streghe ed emissari del demonio . Vorrei ricordare che il Medioevo è passato da un pezzo, che c’ è una santa , santa Gertrude eletta dalla Chiesa come protrettrice dei piccoli felini ( che lei aveva accolto nella cella del suo monastero perché infestata da topi), ma soprattutto c’ è una legge che protegge le colonie feline, i gatti liberi (anche di proprietà )riconoscendo che il gatto è un animali libero per etologia, che può transitare nella proprietà altrui, e che una recente sentenza della Corte di Cassazione depositata il 17 luglio 2026 afferma che la ” gattara non risponde delle deiezioni degli animali e non può essere chiamato a rispondere delle eventuali molestie olfattive provocate dalle deiezioni dei felini nell’ altrui proprietà.
Vorrei ricordare che semmai è reato per chi usa violenza nei confronti dei gatti ( non solo fisica, ma anche verbale, cioè anche urlare ” ti ammazzo il gatto” è una minaccia pertanto un reato), per chi investe un gatto e non presta soccorso al malcapitato, per chi lo maltratta in vario modo, per chi abbandona addirittura in uno scatolone cuccioli indifesi , getta il proprio felino dal finestrino di un’ auto in corsa, o per scacciarlo dalla sua proprietà usa mezzi impropri, come scope, getti d’ acqua ecc
Ma, visti i tempi che corrono , oltre alle legge che protegge le colonie feline e i gatti riconoscendo che per la loro etologia il gatto è un animale libero,quindi ripeto può transitare nell’ altrui proprietà, dico amaramente che bisognerebbe attivarsi per chiedere una legge che tuteli di più i gatti ma anche le gattare. Visto il grado di inciviltà di cui quello di Loreto è solo un esempio di cui vergognarsi.
Mirella Verde
Docente di italiano e storia in pensione
Responsabile di una colonia felina a Cesano di Senigallia


























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