Fogne mediatiche e più di una domanda
Laura Mandolini su La Voce Misena: "Donne e uomini disumani nella loro triste e insensata voglia di arroganza verbale"

Ha ragione il sindaco di Senigallia, Olivetti e hanno ragione quanti, stanchi dell’insulto libero sdoganato dai social network, decidono di mettere in moto vie legali per tutelare la propria dignità e per tentare di arginare l’avvilente sproloquio senza fine che ammorba l’aria mediatica e non solo.
Viene spontaneo chiedersi il perché di tanta cattiveria, ma forse non serve a nulla. Ognuno avrà le sue proprie ‘ragioni’, se di questo si può parlare, ma il tenore che trasuda da queste fogne mediatiche è avvilente.
La sorpresa è nel toccare con mano che tante persone siano così messe male da trovare in questa attività qualcosa di gratificante; e non si tratta di profili finti e bot da account anonimi o non reali per amplificare i messaggi negativi e farli sembrare il parere della maggioranza. Qui stiamo parlando di persone con nome e cognome, magari i famigerati vicini di casa insospettabili, quelli da ‘pensavamo fossero tanto brave persone…’, convinti che esprimersi così sia un diritto assoluto.
Donne e uomini che disprezzano e denigrano soltanto perché la persona presa di mira è altro da sé; o che alla notizia della morte di un essere umano – qualunque sia la circostanza in cui è avvenuta – gridano evviva, disumani nella loro triste e insensata voglia di arroganza verbale. Come vivono la loro vita, di cosa sono fatte le loro relazioni, cosa sperano di ottenere moltiplicando odio, come si formano i loro pensieri…? Superato lo shock della lettura, da cui a questo punto meglio stare alla larga, si rimane sconcertati e si tenta di dare uno straccio di spiegazione a questa nefandezza. Che forse non arriverà mai, ma che ci fa decidere di essere, nel nostro piccolo, persone migliori.
di Laura Mandolini
La Voce Misena
Ringraziamo per aver concesso la ripubblicazione


























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