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“Come distruggere un porto e non pentirsi”

Rognoli: "Ma allora la Giunta Olivetti è di coccio!"

Festa del Cuntadin 2026 - 14/15/16/17 maggio - Montignano di Senigallia

Aridaje, ma allora la Giunta Olivetti è proprio una cucuzza. O meglio: pensa che i senigalliesi siano cittadini beoti, cui far digerire tutto purchè contro la loro città.

Perché, la Giunta non paga dei problemi e danni provocati finora basti su tutti il Ponte Due Giugno e la demolizione del povero Garibaldi – Olivetti e i suoi ripropongono ora, come saluto, due interventi a suo tempo bocciati: il prolungamento dell’argine destro del Misa e la riapertura del collegamento della darsena Bixio con il Misa.

Zona del fiume Misa in cui si prevede l’allungamento e La riapertura del collegamento darsena Bixio con il Misa.

Lo scorso 19 marzo si è svolto in Comune un incontro del CONTRATTO DI FIUME Misa-Nevola: presenti associazioni,comitati e comuni delle vallate, capofila Senigallia con l’ass. Campagnolo, il presidente signor Sartini e l’ing. Stefoni per la Regione, che è quella che poi dovrebbe finanziare i progetti. All’ordine del giorno vari temi inerenti alla mitigazione del rischio idraulico, attraverso la presentazione di SCHEDE in cui veniva riportata la descrizione dell’intervento proposto, i risultati attesi, il territorio coinvolto.

Riporto due schede, per farvi comprendere l’assurdità di quanto proposto dall’amministrazione sSenigalliese. “SCHEDA 1 –Studio per stabilire la giusta modalità per la riduzione dei sedimenti nell’alveo del fiume e del fondale marino nel tratto finale del Misa. Descrizione-Studio / simulazione relativo al prolungamento della banchina di levante del Misa di 40 o più metri oltre la banchina di levante del porto, aprendo detto prolungamento verso Ancona con una quota variabile tra 10° e 15°. Questa valutazione dell’angolazione può essere utile per ottenere la giusta angolatura per la realizzazione dell’eventuale prolungamento della banchina di levante del Misa.
Risultati attesi-Riduzione dei sedimenti e loro trasporto al largo del fondale marino durante le piene. Tale azione è importante per ridurre gli escavi e quindi i costi milionari della manutenzione e garantire un alto franco di sicurezza idraulica”.

Fin qui la scheda. Orbene, questa ipotesi fu proposta tra 2020/21, ma subito bloccata dalla PROVINCIA DI ANCONA che,nella procedura di Verifica di Impatto Ambientale, accoglieva le osservazioni presentate da varie associazioni (Club Nautico, Lega Navale, ass. Pescatori) e professionisti (tra i quali Prof. Ing. A. Mancinelli, Prof. M. Brocchini, Dott. M. Principi, Ing. M. Rognoli). Nella bocciatura si evidenziarono le notevoli approssimazioni e carenze del progetto (non le riporto per questioni di spazio, ma sono disponibili a richiesta).

Il giudizio rimase negativo nonostante le forti insistenze dell’ingegnere della Regione Stefoni, allora come oggi grande sponsor dell’idea (ma perché?). E così fu per il Consorzio di Bonifica, committente del progetto, il cui tentativo di sospendere la bocciatura fu negato dal Tar Marche. Insomma tutto si fermò.

Ma c’è di più. Il sottoscritto, al tempo Amministratore Unico della GESTIPORT, che gestiva il porto turistico- a inizio del 2022 commissionò uno studio alla Politecnica Delle Marche per determinare gli effetti che l’eventuale prolungamento dell’argine destro del fiume Misa di circa mt.90/100 potesse avere in particolare sull’imboccatura del porto. Dallo studio emerse che: avrebbe prodotto un maggiore insabbiamento all’imboccatura del porto; che avrebbe avuto un impatto rilevante sui livelli di piena, aumentato il deposito dei materiali fluviali all’interno del canale, con un notevole impatto sull’interrimento del bacino portuale e sull’equilibrio della spiaggia tra Rotonda emolo di levante. Inoltre, non si escludevano affatto interramenti della foce del Misa, in quanto i sedimenti che poi formano la barra di foce sono quasi esclusivamente di natura fluviale e non marina.
Ora – come se nulla fosse – si ripropone quella iattura (ma perché?), richiamando il parere del Consiglio Superiore Lavori Pubblici(31 gennaio 2001) che, leggendolo, esprime esattamente il contrario. Ad ogni buon conto- con il DECRETO DEL DIRIGENTE DEMANIO IDRICO, PORTI, LAVORI PUBBLICI N°106 del 28 giugno 2010 – si approva l’adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore del porto di Senigallia che pur non prevede alcun prolungamento del molo guardiano di levante.

Ma ci siete o ci fate? Per avere la riduzione dei sedimenti l’unica strada percorribile è cercare di non farli arrivare alla foce. Come? Associando, a monte, interventi di ingegneria naturalistica per ridurre la produzione di sedimento (buone pratiche agricole, piantare alberi etc.) a interventi strutturali (invasi, briglie, casse di espansione) lungo il corso, idonei per rallentare la velocità della corrente e quindi favorendo il deposito locale dei sedimenti.

Se poi durante una piena i sedimenti presenti vengono “portati al largo”- come accade da sempre in tutti i fiumi del mondo – non dovrebbe essere un problema. In generale, avere del sedimento trasportato verso mare potrebbe essere positivo, se tale sedimento fosse trattato per ciò che è, e non come un rifiuto: potrebbe invece contribuire a alimentare le spiagge circostanti. La presenza di sedimenti che formano la cosiddetta “barra di foce” è solo un fatto estetico, non aumenta il rischio idraulico della città in quanto viene spazzata via da un’onda di piena di una certa intensità.
Attualmente la “barra” si sta riformando, indovinate dove? A monte di dove si era fermato l’escavo, nel dicembre 2023, della ditta Mentucci. Infatti, il lavoro di sbancamento con il pontone si sarebbe dovuto estendere dalla foce almeno fino alla passerella pedonale per ripristinare una profondità dell’alveo tale da bloccare il fenomeno per alcuni anni. Anche perché tutto il materiale presente nell’alveo è imputabile alla piena del settembre 2022 ed ai successivi lavori eseguiti nell’alveo del fiume. Se l’amministrazione comunale fosse stata più accorta e competente avrebbe dovuto richiedere con fermezza alla struttura commissariale l’esecuzione dell’escavo. Conclusioni: Il paventato prolungamento dell’argine non ha nulla a che vedere con la “riduzione dei sedimenti e loro trasporto al largo del fondale marino durante le piene”.

Come se non bastasse, c’è la SCHEDA DUE: “Studio per stabilire l’abbassamento del livello idrico che si ottiene con la riapertura del collegamento tra la terza darsena del porto (Bixio) ed il fiume”. Descrizione-Studio / simulazione, con l’attuale sezione negli argini cittadini in muratura, per valutare l’aumento delle portate con la riapertura del collegamento tra la 3a darsena del porto e il fiume. Tale apertura è di 18 metri di lunghezza e di 3 metri di profondità sotto il livello del mare ………Risultati attesi-Riduzione dei picchi di piena tramite l’abbassamento del livello idrico che si ottiene durante gli eventi di piena rispetto a quelli con l’attuale configurazione sia dopo che prima del ponte della ferrovia”.

Ma allora la Giunta Olivetti è di coccio! Già nel 2020 il Consorzio Bonifica, in qualità di Ente Attuatore, presentò un progetto esecutivo per la realizzazione di questo scolmatore, per trasferire parte della portata del Misa, in caso di piena, dall’alveo alla darsena BIXIO, fino ad arrivare in mare aperto. Anche questa balzana idea si fermò per le opposizioni di chi (Pesca Misa, Lega Navale, Club Nautico) di pesca e mare vive e sa. Ricalca invece quello l’intervento riproposto oggi, con la differenza che la continuità della banchina verrà interrotta. Nonostante non porterebbe assolutamente alcun CONCRETO BENEFICIO alla mitigazione delle piene del Misa.

Infatti la letteratura scientifica conferma che gli SCOLMATORI vanno realizzati sempre a monte del bene che si vuol salvaguardare (riducendo la portata in arrivo), nel nostro caso il centro cittadino di Senigallia, mai a valle. Vale la pena di ricordare che il vecchio scolmatore del fiume Misa, il cosiddetto Cavo Penna, partiva a monte della città e, dopo aver percorso quello che oggi è il viale 4 Novembre, si immetteva in mare in prossimità dell’ attuale Rotonda. Il suo funzionamento era regolato da un ‘’portone‘’in legno che veniva aperto in occasione di un imminente pericolo di piena. Il ‘’cavo Penna ‘’fu chiuso nel 1920 in concomitanza di importanti lavori realizzati sul fiume, argini in terra prima della città e in muratura per tutto il centro cittadino.

Tutti gli scolmatori sono a monte della città: Senigallia sarebbe il primo eccentrico caso di uno scolmatore a valle.

Altro problema che si verrebbe poi a creare con la presenza di uno scolmatore in area portuale, sarebbe il TRASPORTO DI MATERIALE (limi e ghiaie) che si depositerebbe soprattutto nella prima darsena (Bixio) ricreando una situazione simile a quella degli anni 1990/2005 quando l’approdo dal mare alle darsene interne, avveniva appunto tramite il fiume. Questo collegamento favoriva continuamente il deposito del materiale trasportato dal Misa, ma era soprattutto durante le piene che il deposito dei sedimenti avveniva in maniera consistente causando la diminuzione del fondale e quindi rendendo pericolosa la navigazione o addirittura inagibile la darsena, con costi inutilmente alti per le casse pubbliche. E comunque, non a caso, l’ adeguamento tecnico funzionale del Piano regolatore del porto (PRP) di Senigallia ( 2010) non prevede alcun collegamento tra la darsena Bixio e il Misa.

Mentre con la scheda n°1 si propone l’allungamento dell’argine destro del Misa “Tale azione è importante per ridurre gli escavi e quindi i costi milionari della manutenzione e garantire un alto franco di sicurezza idraulica.” Con la scheda n°2 si propone il collegamento tra alveo del Misa e darsena che causerà, come del resto già accaduto, negli anni addietro l’accumulo di sedimenti fino ad impedire quasi la navigazione della darsena stessa e quindi conseguenti importanti lavori di escavo.
Tutto ciò per chiarire che tali bizzarre ipotesi non solo non produrranno benefici, ma creeranno solo problemi all’intera area portuale. A evidenziare il totale insipiente disinteresse dell’attuale Giunta per il porto che è invece ricchezza della città.
Egregia Giunta Olivetti, ogni volta che leggo queste vostre proposte così irrispettose verso la città e contro ogni logica scientifica, che dimostrano la totale mancanza di capacità tecniche mi chiedo: ma cosa vi ha fatto di male Senigallia? Perché la usate come cavia? Con la speranza che gli elettori si ricordino al momento del voto che per Senigallia è come se fosse un secondo referendum
Un saluto ai lettori.
Ing. Mauro Rognoli
candidato alle comunali come indipendente nella lista Senigallia Cambia, Cambia Senigallia – AVS.

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