“Le risposte sui reperti anatomici anche dopo 5 mesi”
Allarme sanità a Senigallia. La denuncia di Forza Italia

Riaprire il “focus” sulla sanità e, in particolare, sul nostro ospedale cittadino è quantomeno doveroso. Se il Pronto Soccorso (biglietto da visita di ogni struttura ospedaliera) è in gravissima sofferenza per mezzi inadeguati, personale sotto organico e dotazioni insufficienti, vogliamo oggi focalizzare l’attenzione sul servizio di “anatomia patologica”.
Qualche lustro fa, il servizio fondamentale di Anatomia Patologica era presente stabilmente presso il nosocomio senigalliese. Da diversi anni, smantellato quel servizio interno, si è dovuti prima ricorrere a convenzioni (molto costose) prevalentemente con il Dipartimento di Anatomia di Torrette e poi alla collaborazione di qualificati medici in pensione.
Fino alla attuale situazione in cui (in un crescente stato di emergenza e carenze continue) è stato assunto dalla Ast Ancona un solo professionista che opera nell’ospedale di Jesi (sic!).
Una situazione che non permette di rispondere tempestivamente alle esigenze pressanti dell’utenza sia interna che esterna dell’ospedale di Senigallia tanto che, nelle ultime settimane si sta facendo ricorso anche a convenzioni esterne. Basti pensare che, solo nel nostro ospedale, vengono prodotti tra i 15 mila e i 17 mila preparati istologici all’anno. Un servizio ovviamente fondamentale per la diagnosi delle malattie soprattutto oncologiche. Un punto debolissimo della nostra sanità se solo si considera che i reperti anatomici continuano ad avere gravi ritardi (le risposte spesso arrivano dopo 4 o 5 mesi!) certamente non compatibili con una buona pratica clinica.
La dilatazione dei tempi di refertazione – lo comprende anche un profano della medicina – ha come conseguenza non solo e non tanto un incremento dello stress dei pazienti (che, soprattutto in questo campo, meritano attenzioni particolari) ma anche un potenziale e immaginabile impatto nefasto sulla diagnosi, terapia e prognosi di determinate patologie (anche non oncologiche). Una criticità “nascosta” ad oggi rispetto alle criticità ormai croniche del Pronto Soccorso, dei generali ritardi diagnostici, della assenza cronica di personale o dell’inefficienza della medicina dello sport (ad oggi quasi totalmente negata). Ma non per questo meno grave. Anzi.
Forza Italia vuole segnalare con forza alle autorità politiche regionali questo profondo disagio che il personale medico (monitorato dall’azienda ospedaliera più per contenere le espressioni di sconforto pubblico che non per garantirne la serenità sul lavoro) subisce pur mettendo in campo un estremo senso del sacrificio. Perché se ancora oggi l’ospedale di Senigallia non collassa, senza retorica, lo dobbiamo al personale sanitario.
Forza Italia difenderà i cittadini di Senigallia e il personale sanitario, prima di ogni altro interesse. E non rinuncerà mai a denunciare il fatto che la più grande città turistica delle Marche sia ad oggi considerata una “cenerentola”. Fino a quando?
Roberto Paradisi
Coordinatore Forza Italia Senigallia


























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