“Se oggi Senigallia può ancora essere percepita come una città verde, lo si deve soprattutto a quei cittadini che da anni si battono per proteggere alberi”
Lettera, "aperta e franca", all'assessora Campagnolo

Lettera aperta all’Assessore Campagnolo.
In quanto cittadini di Senigallia, abbiamo ascoltato il suo recente intervento in cui rivendica con orgoglio il riconoscimento ottenuto per Senigallia come “città verde”, sottolineando al contempo una certa distanza da quelli che definisce “ambientalisti” impegnati nella tutela del verde urbano.
Ci permetta una riflessione franca.
Se oggi Senigallia può ancora essere percepita come una città verde, lo si deve soprattutto a quei cittadini che da anni si battono per proteggere alberi, viali e spazi naturali. A coloro che, con costanza e spesso inascoltati, difendono ciò che resta di un patrimonio che non è solo storico ed estetico, ma vitale per la qualità della vita e per l’attrattività di una città che vive di turismo.
Perché chi ama l’ambiente non è contro la città: ne è il custode.
Molti cittadini, osservando l’evoluzione degli ultimi anni, faticano però a riconoscere quella “città giardino” che Senigallia è stata. Basta percorrere alcune vie — o anche solo consultare immagini di qualche anno fa — per accorgersi di quanto prezioso verde sia scomparso: viali un tempo alberati oggi spogli, spazi resi più duri, più grigi, più poveri.
Non è una questione ideologica. È una questione concreta, visibile, quotidiana.
Forse il punto non è autocelebrarsi, ma interrogarsi su cosa si sta perdendo e su quale direzione si è intrapresa. Perché il verde urbano non è un solo ornamento: è salute, è identità, è futuro.
A proposito di chi si impegna a tutela del verde pubblico, vogliamo ricordare che le associazioni e i gruppi cittadini nel tempo hanno presentato progetti e proposte puntualmente ignorate dall’amministrazione comunale.
Citiamo, solo a esempio, il bando (aprile 2024) della Regione Marche “Concessione di contributi a Comuni e Unione di Comuni per la realizzazione di boschi urbani ai fini del miglioramento della qualità dell’aria, per contribuire alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici e quale riqualificazione urbana”.
Il bando concedeva fondi tra 50.000 e 500.000 euro per affrontare seriamente la necessità di aumentare le zone verdi per l’assorbimento dei principali inquinanti (Pm10, 03, NO2, CO2), una esigenza sempre più impellente in centri interessati da flussi di traffico continui e consistenti, di cui Senigallia è purtroppo un esempio sempre più calzante.
A circa 20 giorni dalla scadenza del bando siamo stati ricevuti in Comune, (è stata l’ultima volta che l’Ufficio verde si è interfacciato con associazioni e cittadini) per una breve riunione, nella quale abbiamo fatto presente l’esistenza del bando e abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare per la presentazione della domanda. Ci è stato risposto dall’assessore in modo molto secco che l’Ufficio verde aveva già i suoi tecnici a occuparsi della cosa e che non avevano bisogno di nessuno.
Il risultato è stato che il Comune di Senigallia è stato l’unico soggetto non ammissibile al finanziamento, mentre altri 21 lo sono stati, e 9 hanno poi ricevuto somme consistenti per la realizzazione dei loro interventi di vera riqualificazione delle città (tutti i dettagli della vicenda sono stati condivisi con i cittadini sui principali giornali locali on line il 30 e 31 gennaio 2025).
Tanti cittadini tengono profondamente a Senigallia. Non per nostalgia, ma per responsabilità.
E si aspettano che chi amministra sappia ascoltare, dialogare e riconoscere il valore di chi si impegna per difendere ciò che resta e per ricostruire ciò che è stato compromesso.
Senigallia era una città giardino. E potrebbe ancora tornare ad esserlo, se si sceglie davvero di mettere il verde — quello vero — al centro.
Firmato: Comitato Alberi in città, Rete Riforestiamo Senigallia, associazione Confluenze, firmatari Petizione pini via Capri, associazione Santa Bellezza, gruppo Salviamo gli alberi di Senigallia


























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