“Voci da dentro” La dolcezza è disobbedienza
Incontro conversazione con Associazione Antigone promosso dal collettivo Parliamone

Riprendono i venerdì della cura organizzati dal collettivo Parliamone dell’Associazione \’Altra Metà. Il tema del settimo ciclo è la dolcezza come forza politica, atto di resistenza.
Riflessione collettiva sul concetto di dolcezza
In questo ciclo di incontri, intendiamo coinvolgere attivamente la comunità senigalliese in un percorso di approfondimento e discussione sul concetto di dolcezza intesa come pratica rivoluzionaria. La dolcezza, come viene proposta da Parliamone e dall’Associazione Antigone, non rappresenta una semplice emozione o un’attitudine passiva, ma una modalità relazionale capace di opporsi alla logica della violenza, della sopraffazione e del dominio.
L’incontro conversazione ha come titolo “Voci da dentro”. Questa scelta non è casuale: il titolo richiama la volontà di ascoltare e valorizzare le voci che spesso rimangono confinate all’interno delle istituzioni, come il carcere, e di portare alla luce riflessioni che interrogano la nostra società in tutti i suoi ambiti. L’obiettivo è creare uno spazio condiviso per pensare insieme, favorire la partecipazione attiva e il confronto, dando voce a chi vive direttamente le conseguenze di pratiche punitive e a chi si impegna per la difesa della dignità e dei diritti umani.
L’incontro conversazione è venerdì 6 marzo, alle ore 19,30, presso i locali del bar Cabot Cove. Interverranno Giulia Torbidoni, giornalista e presidente Antigone Marche, Carmelo Musumeci, scrittore ed ex ergastolano ostativo, e Lorenzo Sciacca, direttore del Centro di Giustizia Riparativa del Comune di Padova. L’associazione Antigone inserisce questa iniziativa nel cartello La Primavera della Legalità, calendario di eventi per l’informazione, il confronto e sensibilizzazione su legalità e impegno civile. Al progetto partecipano 71 realtà, tra associazioni e scuole, a testimonianza di una rete sempre più ampia e radicata sul territorio. L’edizione 2026 propone circa 100 iniziative nelle province di Pesaro, Ancona, Fermo e Ascoli Piceno.
La dolcezza a cui si riferisce Parliamone in questo ciclo di eventi e nei prossimi che seguiranno è una forza che disarma e diventa pratica rivoluzionaria. Non è sentimentalismo, né debolezza né tantomeno un’ attitudine attribuita e identificabile con il femminile. È una modalità relazionale di lotta che rifiuta la logica della violenza, della sopraffazione e del dominio. Riteniamo importante indagare sulle varie forme di disobbedienza soprattutto in questo momento storico caratterizzato da una violenza pervasiva fatta di parole, gesti e comportamenti che attraversa tutti gli ambiti della nostra vita: familiare, gruppale, istituzionale, comunitario e planetario. Vogliamo approfondire tematiche taciute o negate dalla attuale politica neoliberista, securitaria, patriarcale, colonialista, riduzionista ed individualista.
Il titolo dell’evento è rappresentativo dei temi da sviluppare. La scelta di convocare Antigone deriva dalla posizione definita e precisa della associazione che vuole difendere i diritti delle persone private dalla libertà e limitare l’arbitrio punitivo dello stato. La legalità non coincide necessariamente con la giustizia e il carcere non può né deve essere vendetta ma responsabilità e dignità. In questa prospettiva collochiamo il concetto e la pratica della dolcezza. Antigone non si adegua alla logica della durezza, della punizione cieca, della indifferenza e disobbedisce simbolicamente quando rifiuta leggi e pratiche legali ma ingiuste, quando insiste sul rispetto, sulla cura e sull’ascolto in un sistema costruito sulla coercizione. Antigone realizzae incorpora una pratica di disobbedienza gentile maradicale perché non distrugge l’istituzione ma la obbliga a guardarsi allo specchio. Esiste una legge più profonda che è quella della dignità umana e la dolcezza diventa atto politico radicale contro il cinismo, la paura, la durezza del carcere che azzittisce e annulla l’umanità, la compassione e la responsabilità. Sono molteplici i temi da trattare. Il carcere incrementa la pericolosità sociale invece di ridurla? la detenzione stigmatizza povertà e marginalità riproducendo diseguaglianze sociali? La questione ideologica della pena contrapposta alla pena corporale e tanto altro.
Vi aspettiamo…perché la cura dell’umanità è un bene comune, perché la responsabilità non si delega e perché il tempo condiviso per pensare assieme è un gesto politico.
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da Associazione \’Altra Metà


























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