“Nei pronto soccorso la responsabilità è politica, non del personale”
"Medici, infermieri, OSS ogni giorno in condizioni di carenza. Tema non è comportamento dei singoli, ma sistema che non regge più"

Quando si parla di possibili responsabilità del personale, si rischia di spostare il problema sul piano sbagliato.
Quanto accaduto a Senigallia è un episodio eclatante, ma non isolato. È la rappresentazione di una condizione ormai generalizzata che riguarda molti pronto soccorso, anche quando i casi non finiscono sotto i riflettori.
Medici, personale infermieristico e operatori socio-sanitari lavorano ogni giorno in condizioni di carenza cronica di organico, sottoposti a una pressione continua, a turni estenuanti, spesso esposti ad aggressioni.
A questo si aggiungono deficit strutturali e materiali: mancano le barelle, i cuscini, i presidi di base, le strumentazioni necessarie e, in alcuni periodi, si registrano difficoltà persino nell’approvvigionamento dei farmaci, specialmente nella AST di Ancona che soffre, a seguito della riforma riorganizzativa del 2022, di una situazione finanziaria assai complessa con una esposizione debitoria significativa.
In questo contesto, evocare responsabilità individuali o sanzioni nei confronti degli operatori sanitari significa scaricare a valle un problema che nasce a monte.
Il tema non è il comportamento dei singoli, ma un sistema che non regge più.
E se dopo sei anni di governo si arriva ancora a giustificare la mancanza di cuscini e barelle attribuendo le colpe a chi c’era prima, questo la dice lunga sulla reale conoscenza del problema e delle condizioni concrete in cui operano oggi i pronto soccorso.
La vera responsabilità è politica e riguarda le scelte che hanno progressivamente indebolito la sanità pubblica. L’assessore Calcinaro, invece di aprire inchieste e fascicoli d’indagine su chi lavora quotidianamente per garantire il diritto alla salute dei cittadini, farebbe meglio a mettere mano alle necessarie modifiche al Piano Socio-sanitario riconosciuto come insufficiente dallo stesso Presidente Acquaroli che lo ha proposto nel 2023 insieme all’allora assessore Saltamartini.
Difendere davvero il personale sanitario significa riconoscere questo quadro e intervenire sulle cause strutturali, non cercare colpevoli tra chi lavora ogni giorno in prima linea.
Maurizio Mangialardi
Consigliere regionale PD Marche

























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