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Su Senigallia Notizie il secondo dei quattro progetti alternativi del nuovo ponte Garibaldi

E' quello dell'architetto Alberto Bacchiocchi - FOTO

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Un commento
Presentazione progetti alternativi per ponte Garibaldi
 
Oggi rendiamo pubblico il secondo dei quattro progetti alternativi del nuovo ponte Garibaldi.
 

Il progetto dell’arch. Alberto Bacchiocchi, che oggi presentiamo, è il secondo dei quattro resi pubblici al convegno dello scorso giovedì a San Rocco.
 
1. Questa soluzione prevede il posizionamento del nuovo ponte all’altezza degli attuali argini e l’utilizzo di martinetti prima di una eventuale piena del fiume Misa.
2. Viene mantenuta la viabilità su via Rossini, che nel progetto Acquaroli Olivetti verrà invece chiusa all’altezza del “lavatoio del Coppo” fino a via Montenero facendo così impazzire il traffico e scaricandolo tutto lungo i Portici Ercolani.
3. Viene conservato lo stesso sedime del precedente Ponte Garibaldi. Garantendo così la visuale prospettica da Porta Mazzini al ponte così come era stato previsto nell’allargamento settecentesco della città.
4. Sono previsti due percorsi ciclo-pedonali, a norma, sia nel lato a monte che in quello a valle del ponte. Questo a differenza del progetto Acquaroli Olivetti che prevede un solo percorso pedonale lato monte del ponte. Un percorso questo che, per la ridotta dimensione, non potrà essere utilizzato per la viabilità ciclabile!
5. Sono previste due sedute panoramiche: una che guarda a monte e un’altra che guarda a valle, e cioè ai Portici Ercolani fino al Foro Annonario. Questa balconata panoramica sarà sicuramente un importante punto di forza dal punto di vista del godimento del nostro patrimonio storico artistico e un nuovo polo di attrazione turistica.
 
Funzionalità
Questa proposta, quale possibile contributo progettuale alla realizzazione del nuovo Ponte Garibaldi a Senigallia, prevede una  sezione trasversale del nuovo Ponte  composta da una carreggiata principale a 2 corsie (m 3,50 ciascuna), una per ogni senso di marcia, banchine relative (m 0,50 ciascuna), una pista ciclabile ed un marciapiede pedonale per lato (m 2,70), sedute laterali ricavate tra le strutture principali (m 0,60), queste ultime di sostegno anche a sottostrutture per pannelli fotovoltaici che risolvano le esigenze energetiche del Ponte. 
La larghezza complessiva della sezione è di m 15,00 circa.
La composizione della sezione trasversale descritta consente di rispondere anche all’esigenza, ormai più che matura, di favorire la mobilità dolce ciclopedonale e contribuire così, in una Città con una topografia sostanzialmente orizzontale, ad una transizione ecologica virtuosa ed a porre l’attenzione, promossa dal Pubblico, all’Ambiente ed al Paesaggio. 
 
Tipologia strutturale e caratteristiche architettoniche
L’ottimizzazione delle prestazioni strutturali del nuovo Ponte può essere conseguita con travi laterali rovesciate a campata unica, ad inerzia elevata e maglie trasparenti, dotate di tiranti diagonali, di sostegno ad un impalcato ancorato ai correnti inferiori delle travi. 
Postulata l’adozione della tecnologia dell’acciaio, in grado di rispondere meglio alle condizioni al contorno, le caratteristiche geometriche delle travi dovrebbero preferire la sintonia con le membrature principali degli edifici neoclassici dell’area e con l’immanente reticolo ippodameo degli isolati delll’Ampliazione settecentesca. 
Si sono concepite soluzioni strutturali che minimizzino la sezione delle aste e dei correnti delle travi laterali del nuovo Ponte. Alle loro estremità si sono collocati i martinetti di sollevamento della struttura con opportune guide. Nello spazio previsto tra le travi si è ricavato il ripiano continuo delle sedute, dalle quali osservare il paesaggio e vi si sono situate le sottostrutture di sostegno dei pannelli fotovoltaici, in grado di rendere il Ponte energeticamente autonomo e di fornire una protezione ai passanti dal sole e dalla pioggia.
La qualità trasparente delle strutture del nuovo Ponte permetterebbe anche di opporre il minimo ostacolo al transito malaugurato di eventuali piene. 
L’ipotesi delineata sarebbe realizzabile con l’impiego di martinetti idraulici o meccanici che, all’occorrenza, prima della piena, potrebbero innalzare la struttura del ponte fino alla quota necessaria a non intralciare il deflusso delle acque di piena. 
Soluzioni di questo tipo sono tuttora funzionanti su diversi fiumi italiani e naturalmente dovrebbero essere frutto di accurati studi che ne presuppongano il funzionamento in ogni condizione, con livelli elevati e molteplici di sicurezza. 
D’altra parte, già nel passato, sul fiume Misa, sono stati realizzati ponti che ne sollevavano l’impalcato, o ne permettevano la rotazione. 
 
Foto inserimento sulla prospettiva dell’asse di Via Cavallotti – Porta Maddalena.
 
 
Foto inserimento con vista del ponte da valle.
 
 
Foto inserimento con vista del ponte da monte.
 
Foto inserimento del nuovo ponte sulla prospettiva di Via Cavallotti – Porta Maddalena con Palazzo Micciarelli, nella versione del progetto originale (1805 Arch. Pietro Ghinelli).
 
Alberto Bacchiocchi
Laureato presso la facoltà di Architettura dell’Università di Roma, corso di “Composizione Architettonica”, per diversi anni è stato professore a contratto di “Architettura e Composizione Architettonica”, corso di Laurea specialistica in Ingegneria Edile-Architettura, Facoltà di Ingegneria, dell’Università Politecnica delle Marche.
Profondo conoscitore della storia urbana di Senigallia, negli anni, ha pubblicato diversi studi sulle più importanti emergenze urbanistiche e architettoniche della città e, come libero professionista, da anni, svolge un’importante opera di progettazione architettonica ed urbanistica, sia pubblica che privata.
 
Marco Lion
Presidente Italia Nostra
Commenti
Solo un commento
francesco1 2025-10-25 23:42:55
Se posso permettermi, da persona professionalmente non competente in materia, suggerirei di fare ad arco, e non squadrati, i riquadri delle sponde: richiamerebbero ancor più gli archi dei portici.
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