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“Anche Senigallia avrà uno spazio pubblico dedicato ai Martiri delle Foibe”

Massimo Bello: "Pagine drammatiche e violente che per più di mezzo secolo sono state deliberatamente dimenticate"

Festa del Cuntadin 2023 - 18/19/20/21 maggio - Montignano di Senigallia
Convegno sulle foibe a Palazzetto Baviera

Anche Senigallia avrà a breve uno spazio pubblico dedicato ai Martiri delle Foibe.” L’annuncio ieri pomeriggio da parte del Sindaco Massimo Olivetti e del Presidente del Consiglio Massimo Bello, durante i lavori del Convegno dedicato al “10 febbraio”, il Giorno del Ricordo, che suggella “la memoria delle vittime delle Foibe, dell’Esodo Giuliano-Dalmata, delle vicende del confine orientale e della concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.” Depositata in consiglio comunale anche una mozione a firma del Presidente Bello sulla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra il Comune e l’Unione degli Istriani per collaborare, favorire e promuovere iniziative e diffondere la conoscenza di quei tragici eventi tra i giovani, nelle scuole e nella comunità.

“Il Comune di Senigallia ha voluto onorare il Giorno del ricordo – esordisce il Presidente del Consiglio Bello – dedicando una riflessione su quei tragici eventi, che segnarono la storia d’Italia. Pagine drammatiche e violente, che per più di mezzo secolo sono state artatamente e deliberatamente dimenticate, nascoste, ma che alla fine affiorarono grazie alle tante testimonianze dei sopravvissuti, dei familiari dei infoibati, ma soprattutto grazie all’impegno e al lavoro profuso dal senatore Roberto Menia, che da oltre quarant’anni ha da sempre portato avanti la verità di quella tragedia perpetrata contro gli italiani da parte dei comunisti jugoslavi di Tito e da parte dei comunisti italiani filo-jugoslavi.”

Al convegno promosso dall’ufficio del sindaco e dall’ufficio del Presidente del Consiglio sono intervenuti il Coordinatore regionale dell’Unione degli Istriani (Libera Provincia dell’Istria in Esilio), Emanuele Piloni, e il Senatore della Repubblica Roberto Menia, ‘padre’ della legge n. 92 del 30 marzo 2004, con cui fu istituito dal Parlamento italiano il Giorno del Ricordo.

A fare gli onori di casa il Sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, e il Presidente del Consiglio, Massimo Bello, che hanno portato il saluto della città e del Consiglio comunale. Presenti all’iniziativa l’Assessore all’Urbanistica Gabriele Cameruccio e il Presidente della Commissione Bilancio e Consigliere comunale Marcello Liverani. Il senatore Menia, più volte deputato della Repubblica e Sottosegretario di Stato all’Ambiente, è stato per decenni – e lo è tuttora – il punto di riferimento e il testimone di quei tragici eventi, che hanno segnato il confine orientale perché anch’egli è figlio di quella terra.

Nonostante la pioggia, la sala conferenze del Palazzetto Baviera ha visto una partecipazione di pubblico interessata ai temi trattati dal senatore Roberto Menia, che ha presentato il suo libro dal titolo “10 febbraio. Dalle Foibe all’Esodo”. Un excursus storico di “quelle drammatiche date e di quella storia ignorata dai più – ha detto il sen. Menia – e cancellata dal ricordo comune, esclusa dalle cerimonie ufficiali.”

“Eppure, ha segnato la vita per decine di migliaia di italiani – ha proseguito il senatore della Repubblica – barbaramente uccisi, senza pietà, nelle Foibe, colpevoli solo di essere italiani. Tutte vittime della brutalità dei partigiani comunisti di Tito. Il mio libro è una raccolta di storie. Storie di un mondo che non c’è più, di luoghi che non si riconoscono più per quel che erano e rimangono solo luoghi dell’anima, di uomini e donne figli di un popolo ormai disperso dall’Italia all’altra parte del mondo. Ho raccolto storie che non ho vissuto. Sono nato dopo. Le ho apprese in famiglia e poi leggendo, studiano, ricercando, raccogliendo testimonianze. Alla fine, è nata quella legge, la n. 92 del 2004, con cui ho voluto dare dignità a quelle pagine dimenticate della nostra storia.”

Commenti
Solo un commento
Glauco G. 2023-05-15 15:59:49
Il problema, per me, non è quello delle mancate "dediche" da assegnare a qualche parco/via/piazza/ecc....oggi, in Italia, se si intitola uno spazio pubblico ad un dramma che va contro una determinata corrente di pensiero..si rischia solo di dividere e non unire....purtroppo..l'ignoranza (non come offesa) che esiste in questo contesto sotorico è enorme...in passato..ho letto di persone che mi hanno commentato con frasi tipo "non esiste nessuno al mondo di dx che ha combattuto conrtro il fascismo"..solo questo fa capire tutto..fa capire quanto poco informati siamo..quanto male si studa questo contesto storico..è pazzesco..come quelli che mi vengono a dire che l'Italia è stata liberata dai partigiani (pensando che il partigiano sia solo di sx) e che mi insultano se gli dico che..1^ non erano tutti di sx i partigiani e non non hanno combattuto sono contro il fascismo/nazismo ......2^ i partigiani (tutti non solo quelli di sx) hanno contribuito in minima parte alla liberazione dell'Italia....e poi mi becco gli insulti quando dico che...i partigiani di sx non avevano nemmeno scopi realmente liberali ma erano alleati della Russia che puntava a instaurare il suo regime al posto di quello di dx.....non dico tutti non parlo del singolo partigiano ma del monvimento (in questo caso)...infine..mi becco gli insulti se dichiaro che i partigiani di sinistra erano spietati anche con gli altri partigiani (vedi Eccidio di Porzûs) e che non avevano minimamente il senso della legalità e del diritto umano...praticavano giustizia sommaria e non facevano processi ma giustiziavano in strada chi ritenevano degni di morte.....sia ben chiaro...ripeto..io non dico che erano tutti mostri...non dico che non sono serviti...non dico che agivano per conto del male..dico che non erano SOLO quello che ci insegnano sui libri....ecco perchè..per me...oggi..intitolare qualcosa su un evento che coinvolge la dx..purtroppo...divide e non unisce nel ricordo di un periodo dove ..sia da un lato che dall'altro esistevano mostri...solo che...i vincitroi da mostri sono diventati eroi (purtroppo è sempre così)...mentre i sconfitti saranno riordati (giustamente) come "gli assassini". Per chi ragiona così....la guerra porta solo libertà e democrazia....per ma..porta anche tanto altro..purtroppo. Non ho mai visto una guerra vinta da persone che si sono mosse solo per la libertà e democrazia..mai una.
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