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“Zero nuovi posti di terapia intensiva per Senigallia: ecco l’atteso riconoscimento”

Senigallia facciamo ECO: "Dov’è quello stesso riconoscimento elargito alle altre città per lo sforzo compiuto?"

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Ospedale di Senigallia

Correvano i mesi di marzo ed aprile 2020. L’Ospedale di Senigallia viene completamente assorbito dall’emergenza del Coronavirus, tutte le attività sanitarie per la cittadinanza sono congelate, medici e infermieri impegnati 24 ore su 24 e contagiati dall’infezione.

Nella mente dei cittadini il ricordo e la paura sono ancora vivi, non sono venute meno la stima e la gratitudine per i sanitari che hanno dato tutto. Ma per la memoria degli amministratori e della politica forse tutto questo è già un lontano ricordo. Dopo le pacche sulle spalle agli “eroi”, le orgogliose affermazioni dell’ “abbiamo retto bene all’urto” e del “siamo specializzati nella gestione del COVID” ora siamo alla conta dei fatti, quelli concreti e veri.

C’è una piccola Rianimazione nell’Ospedale di Senigallia, che lo scorso 25 aprile, giorno della Liberazione, ha raccontato alla città la forte esperienza vissuta dal suo personale: “… la struttura del nostro ospedale non ci aiuta affatto, non essendo stata progettata per eventi di questo tipo… una struttura completamente inadeguata ad accogliere questa tipologia di pazienti… Spostando mobili, carrelli, computer e materiali, liberando l’ambulatorio sito all’interno dei locali che funge anche da sala colloquio con familiari, destinando la sala di attesa a zona filtro, puntellando porte con carrelli onde impedire che si aprissero a finestre aperte, l’unico ricambio d’aria disponibile, attrezzando la centrale di controllo a zona svestizione, e quant’altro. Inoltre, ci era stato ordinato di allestire altri posti di intensiva nelle sale operatorie…

Da queste parole si comprende tutta l’inadeguatezza della struttura della nostra Rianimazione e l’insufficiente numero dei posti di terapia intensiva. E nel rischio di una possibile seconda ondata di COVID19 il Decreto Rilancio del Governo chiede di allestire nuovi posti di terapia intensiva, ben 100 nella nostra Regione. Ecco allora che dalla stampa apprendiamo che i vertici della sanità regionale hanno stabilito in quali ospedali saranno nell’estate allestiti questi nuovi posti letto: Ancona, Pesaro, Jesi, Fermo e San Benedetto.

Abbiamo visto bene? Forse c’è stata una svista… Non compare l’Ospedale di Senigallia!
L’Ospedale degli “eroi” e degli “specialisti in Covid”, la struttura che doveva essere potenziata e portata ad un pieno funzionamento anche a riconoscimento della sua fondamentale azione durante l’epidemia e per il grande numero di persone che serve sul territorio. L’Ospedale la cui Rianimazione ha raccontato l’insufficienza della struttura e delle sue potenzialità per poter far fronte ad una possibile seconda ondata. Non ci stiamo inventando nulla. La cosa è reale.

Sette nuovi posti di terapia intensiva all’Ospedale di Jesi”– si apprende dalla stampa locale- “Bene, adesso il rafforzamento vero” chiede l’Amministrazione Comunale nelle figure del sindaco Bacci e dell’assessore alla salute Quaglieri, plaudendo alla scelta della regione per il potenziamento della Rianimazione e dell’Ospedale cittadino.

Dov’è l’atteso riconoscimento dovuto all’Ospedale di Senigallia dopo la generosa disponibilità prestata nell’emergenza COVID e dopo il grido di aiuto lanciato dalla nostra Rianimazione?
Dov’è quello stesso riconoscimento elargito alle altre città per lo sforzo compiuto?

Con una certa preoccupazione cominciamo a chiederci se davvero ci sia qualcuno in grado di far valere e tutelare le ragioni e i bisogni di una cittadinanza, quella senigalliese, che davvero non merita di essere l’unica dimenticata.

da Senigallia facciamo ECO!

Commenti
Solo un commento
favi umberto 2020-06-13 09:21:35
Che cosa e? l'ultimo dispetto di Ceriscioli?
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