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Processo alluvione Senigallia, tocca ai Consulenti Tecnici Medici

Il 7 luglio hanno ricostruito i fatti e le cause che avrebbero portato alla morte, non nell’immediatezza dell’alluvione, di tre concittadini

Danni all'aula magna del liceo scientifico di Senigallia E.Medi dopo l'alluvione del 3 maggio 2014

Ieri 7 luglio si è tenuta l’udienza del processo sull’alluvione del 2014 avanti il tribunale di L’Aquila, dove sono sfilati testimoni e consulenti tecnici Medici.


I consulenti tecnici Medici hanno ricostruito i fatti e le cause che avrebbero portato alla morte, non nell’immediatezza dell’alluvione, di tre concittadini, Gresta Carlo, Iris Conti e Rossi Nicola.

I consulenti medici hanno individuato negli eventi alluvionali la causa scatenante delle morti dei tre ed in particolare in un caso lo stress ed il timore di annegare cui è seguito un infarto mortale, negli altri due casi essere stati in mezzo all’acqua alluvionale a lungo e le lesioni riportate in quei frangenti hanno determinato la loro morte.

I medici Alessandro Pasquali, Giuseppe Matera e Omenetti Sauro hanno confermato la sussistenza del nesso di causalità tra l’evento alluvionale e la morte dei tre concittadini

È stata poi sentita il viceprefetto come testimone, che ha riferito che la prefettura la mattina del 3 maggio fu avvisata delle criticità alluvionali solo dai comuni limitrofi, ma non da quello di Senigallia

Infine l’ultimo teste, una negoziante del centro ha riferito che nonostante abbia chiesto ai vigili urbani sull’esistenza del rischio alluvionale le fu risposto che non c’erano problemi, ma nel tornare a casa si sarebbe trovato in mezzo ad oltre 1 m d’acqua e si salvò per essere salita su un muretto di recensione di una villetta presente nella zona del piano regolatore della città
Il giudice ha quindi rinviato al 16 d’ottobre il processo ed ha calendarizzato le udienze sino a febbraio 2027 quando si dovrà chiudere l’istruttoria e si passerà alle discussioni finali.

“Il processo è entrato nella fase terminale e dopo anni di ritardi ha preso la strada della definizione” chiosa l’avv. Canafoglia che patrocina l’unione nazionale consumatori e 395 parti civili.

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