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Senigallia: “ancora nessuna prevenzione per i contagi da Coronavirus”

Paolo Battisti: "Operatori sanitari, operai, commessi, dipendenti, ancora nessuna ricerca dei portatori sani"

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Paolo Battisti
Allo stadio Bianchelli di Senigallia il 28 marzo è partito un servizio all’apparenza ottimo, per come l’informazione di regime ci ha dato ad intendere.

Si legge nella nota ufficiale che, senza scendere dall’auto, l’assistito viene sottoposto a tampone per verificare la sua positività al Covid-19. Un metodo che consente agli operatori sanitari di effettuare più tamponi in una sola giornata rispetto a quelli che potrebbero essere effettuati a domicilio.
 
E qui finisce la favoletta…
 
Da zelante cittadino che ha a cuore le sorti non solo proprie e dei suoi cari, ma di tutta la comunità, questa mattina ho telefonato all’ufficio di Igiene di Senigallia, con il desiderio di conoscere le modalità per poter effettuare i tamponi anche agli asintomatici a rischio, in modo da poter divulgare questa notizia e salvare potenzialmente decine di vite umane. 
 
E l’ho fatto per due motivi fondamentali:
1) Da quando è partita l’emergenza, i più noti scienziati e medici del settore ci hanno detto quanto sia basilare la prevenzione. Per tutti riporto le parole di Francesco Le Foche, responsabile del Day Hospital di immunoinfettivologia al Policlinico Umberto I Università La Sapienza di Roma: “Primi 7 giorni fondamentali, se iniziassimo a curare subito pazienti non servirebbe l’ospedale e si ridurrebbe la replicazione del virus evitando il peggioramento”. Si evince che, se si fa subito il tampone e si iniziano le cure, senza aspettare che una persona peggiori in maniera drammatica, spesso non si ha bisogno dell’Ospedalizzazione.
2) Quindi, mutuando il punto uno, diventa altresì essenziale effettuare test a tappeto a tutti gli asintomatici a rischio contagio, che a loro volta potrebbero essere portatori sani del Covid 19. Mi riferisco a Operatori Sanitari (Medici ospedalieri e di base, Infermieri, Oss), personale addetto alle pulizie dei presidi sanitari, commessi dei negozi e supermercati, forze dell’ordine (polizia, carabinieri, vigili urbani ecc), dipendenti statali e postali e, infine, tutti quei lavoratori che, per motivi indispensabili, devono continuare a lavorare in fabbrica, dove ogni giorno si trovano a contatto con decine e decine di altri colleghi.    
 
Forte di queste convinzioni, e felice del fatto che finalmente i nostri dirigenti medici avessero compreso il problema, faccio squillare il telefono dell’Ufficio di Igiene. Mi risponde in maniera gentilissima e cortese una voce femminile, alla quale chiedo dove poter effettuare la prenotazione per fare il tampone. La persona in questione mi risponde che: “I pazienti da sottoporre a tampone vengono convocati dal Servizio d’Igiene e Sanità Pubblica in base alle liste di attesa. E le liste di attesa vengono redatte dietro segnalazione del medico di base che, dopo una ispezione al paziente e in base alla sintomatologia, chiede che a quello specifico individuo venga fatto il tampone”.
 
Quindi per fare il tampone dobbiamo aspettare di sentirci male, attendere che il dottore venga a casa a visitarci (e se ci sono persone infette rischi di ammalarsi e contagiare a sua volta centinaia di altri suoi mutuati), pazientare che faccia la richiesta ed essere messi in lista di attesa per sapere se siamo o meno positivi al Covid19. E quando ci chiamano, se non siamo da Pronto Soccorso ma magari già sintomatici con tosse o febbre, dobbiamo uscire di casa, sperare di non incontrare nessuno per evitare di contagiare e andare allo Stadio a fare il tampone?
 
Ormai ci risulta chiaro che a tutto il personale sanitario di ogni ordine e grado il tampone non viene fatto se non si presentano segnali preoccupanti, e questo perché non c’è ricambio e bisogna rimanere sul posto di lavoro fino a rischiare la propria di vita e quella delle persone a cui sono vicino. 
 
Ma perché non vengono fatti i tamponi almeno a tutte le altre categorie? Se io mi attengo a tutte le regole ed esco solo e unicamente per andare a comprare un poco di frutta e verdura, o andare a prendere un medicinale, o pagare una bolletta urgente alla posta, ma una delle persone che trovo dietro il banco è asintomatica ma positiva al Covid19? Cosa abbiamo ottenuto con la quarantena? Nulla….
 
Si rendono conto i nostri dirigenti medici, e i nostri politici che vorrebbero governare i processi candidandosi ad alte cariche (Mangialardi stretto amico di Ceriscioli, Volpini, strettissimo collaboratore di Ceriscioli e Campanile, novello candidato sindaco) che, invece di fare gli yes man o stare zitti per non disturbare chi tiene i fili, devono cominciare a far vedere che sono all’altezza del compito che li aspetta, dando un segnale ai propri concittadini?
 
Paolo Battisti (Portavoce dell’Altra Senigallia con la Sinistra)   
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