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Renato Curcio ospite a Senigallia

Il 28 novembre presenterà due libri all'Arvultùra

Renato Curcio ospite a Senigallia

Lo Spazio Comune Autogestito Arvultura organizza per giovedì 28 novembre alle ore 21.15 la presentazione dei libri Renato editi da Sensibili alle foglie: “Il futuro colonizzato” e “L’algoritmo sovrano”.

Presente al dibattito sarà l’autore di entrambi i libri, Renato Curcio, che ci parlerà di reti, identità virtuali, big data, nuova produzione di valore e controllo sociale tra oligarchia digitale e stato-nazione.

L’ALGORITMO SOVRANO
Potremmo immaginare quella parte di Internet che ci è permesso frequentare come un giovane continente – non ha più di trent’anni – già ampiamente colonizzato. In esso, i coloni che si sono aggiudicati le posizioni migliori, pur continuando a essere in conflitto tra loro, come nelle migliori tradizioni capitalistiche, innalzano i vessilli dei marchi più noti dell’oligarchia digitale planetaria. In questo continente, algoritmi “intelligenti” col volto nascosto ma con grandi ambizioni classificatorie, predittive e giudicanti, si mimetizzano dentro i più diversi strumenti e negli immancabili smartphone, al servizio di piattaforme variamente specializzate nella costruzione di nuove dipendenze in molti campi: dalle comunicazioni, ai consumi, alle competizioni online, non disdegnando affatto esperimenti psico-sociali o politici di ampia portata.
Ripercorrendo le tappe salienti della colonizzazione della rete e delle identità virtuali dei suoi frequentatori, nella prima parte del libro si porta l’attenzione su alcuni dei dispositivi nascosti che stanno velocemente dissodando il terreno di una nuova e inedita deriva totalitaria. Nella seconda parte, si spinge lo sguardo sulle frontiere opache in cui gli Stati a più alta propensione digitale, provano a difendere da questa sfida transumanista il loro stesso futuro, ma in una prospettiva cieca, “al rialzo”. Come in un incubo – documentato e niente affatto distopico – si profilano così i contorni di simil-democrazie dalle libertà sostanziali vacillanti in cui i cittadini, assoggettati biometricamente a un codice unico personale, si dispongono a riprodursi come cloni volontari di un algoritmo sovrano. Naturalmente, un’alternativa c’è ancora: prendere atto della nostra incompiutezza come specie e riportare la barra della nostra vita sociale anzitutto sui legami, sulle comunità istituenti e sulle relazioni faccia-a-faccia. Non “contro le tecnologie digitali” ma portando la critica direttamente alla radice del modo di produzione capitalistico che esse riproducono. L’homo sapiens dopotutto può e sa fare di meglio che lasciarsi guidare da un algoritmo.

IL FUTURO COLONIZZATO
In questo libro si esplora una forma di colonizzazione dei nodi della rete e, per questa via, dell’immaginario dei suoi frequentatori, delle loro identità, delle loro pratiche quotidiane e di quelle future. Ma il “futuro” di cui l’Autore scrive, non è qualcosa che debba ancora venire. Compiendo una spiazzante capriola del tempo esso infatti è già avvenuto e preme quotidianamente sul nostro presente. Le grandi aziende dell’oligarchia digitale – rastrellando i dati che generosamente seminiamo sul web e mettendo al lavoro sempre più audaci algoritmi “intelligenti”, capaci di apprendere e di predire – hanno già impostato e costruito i sentieri su cui orientare i nostri prossimi passi, e i modelli della sorveglianza ad personam per chi a questo futuro pre-scritto intendesse opporsi o comunque sottrarsi. Dopo aver passato in rassegna i vari modelli di futuro che vengono avanzati, l’Autore si sofferma e s’interroga in particolare su alcuni fondamentali territori: le biotecnologie faustiane di intervento sul DNA; le ambigue previsioni sull’intelligenza artificiale; gli approcci disciplinari a cui si ispirano i nuovi paradigmi della sorveglianza; le ridefinizioni del lavoro – stretto tra l’obsolescenza di alcune sue figure novecentesche e l’emersione di nuove professioni dalla vita breve – e infine, le retoriche sulla necessità di un riallineamento dei cittadini al nuovo contesto digitale attraverso strategie di formazione lungo l’arco dell’intera vita.
Nel contesto iper-capitalistico in cui viviamo, l’oligarchia digitale, assumendo nei fatti i propositi dell’ideologia transumanista, si è data l’obiettivo di colonizzare il pianeta, superando definitivamente i limiti dell’umano. A fronte di questa prospettiva, sembrano piuttosto ingenui gli orientamenti di coloro che si propongono di umanizzare le tecnologie digitali, l’intelligenza artificiale, le fortificazioni della “sicurezza”, l’ingegneria genetica e quella sociale per contenerle entro “i limiti della democrazia”. Sembrerebbe invece urgente e necessario cominciare un percorso di decolonizzazione della rete e dell’immaginario.

Renato Curcio: socio fondatore di Sensibili alle foglie e socioanalista, ha pubblicato per queste edizioni numerosi titoli. Su questo tema, ricordiamo qui:L’impero virtuale, 2015; L’egemonia digitale, 2016;La società artificiale, 2017.

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