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M5S Senigallia: “sull’inceneritore ci aspettiamo un pronunciamento del Consiglio”

Smaltimento rifiuti, i consiglieri Palma e Martinangeli contrari alla realizzazione nelle Marche

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discarica, rifiuti, smaltimento e gestione dei rifiuti

I mille giorni di governo del dimissionario Matteo Renzi hanno segnato profondamente l’economia ed il Paese e ci hanno lasciato molteplici problematiche eredità.


Come ben sapete, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  attuativo dell’art. 35 della legge 164 dell’11/11/2014, meglio conosciuta come “Sblocca Italia” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 5 ottobre 2016, alla regione Marche è stato attribuito (o per meglio dire imposto) un nuovo inceneritore per bruciare 190 mila tonnellate annue di rifiuti. Questo ulteriore impianto di incenerimento non è previsto dal piano regionale di rifiuti, e la sua realizzazione interferisce non solo con la programmazione regionale, ma entra a gamba tesa anche nell’autonomia della regione Marche e dei comuni marchigiani.

Nelle Marche il Movimento 5 Stelle si è attivato sia in Consiglio Regionale, sia in vari consigli comunali, tra i quali Montegranaro, Ascoli Piceno, Polverigi, Fano, Montemarciano, Senigallia ed altri, per promuovere all’Ordine del Giorno dei rispettivi consigli, una Mozione di “Opposizione alla realizzazione di un inceneritore nelle Marche”.

A Senigallia abbiamo discusso questa Mozione durante il Consiglio comunale del 30 novembre 2016, che ha deliberato di rinviare l’approfondimento della tematica in III° Commissione consiliare permanente.
E’ necessario, ora, che i cittadini prendano coscienza della problematica inerente la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che coinvolge il nostro territorio e che il nostro Consiglio comunale si pronunci in merito .

Il 15 febbraio scorso si è riunita la III° Commissione alla quale è stato invitato l’Ing. M. Stella – responsabile dell’Area Tecnica-Servizio pianificazione e progettazione  dell’Assemblea Territoriale d’Ambito ATO2 Ancona, istituita ai sensi della L.R. Marche n. 24/2009, a seguito dell’approvazione e sottoscrizione, da parte dei Comuni della Provincia di Ancona e della Provincia stessa, della “Convenzione per l’esercizio unitario delle funzioni amministrative in materia di organizzazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani”.

In Commissione abbiamo cercato di sintetizzare il contenuto concettuale della  nostra Mozione, che così come predisposta a livello regionale risultava piuttosto articolata e piena di riferimenti tecnici e normativi, cercando di evidenziare le criticità e le illegittimità dell’art. 35 del cosiddetto “Sblocca Italia” e anche del decreto attuativo del presidente del consiglio dei ministri.
Da evidenziare, in particolare, che il DPCM 10 agosto 2016, attuativo dell’art. 35, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 233 del 5 ottobre 2016 senza che venisse espletata la procedura di VAS (VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA), così come prevista nella direttiva 2001/42/UE sulla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e recepita in Italia con il D.lgs 152/2006.

Tale decreto individua un’Autorità Procedente, cioè il soggetto che adotta o approva il piano o programma e un’Autorità Competente, cioè il soggetto che esprime un parere in merito alla VAS. Sia la Direttiva 42/2001/UE (art. 3 comma 2, lett.a) che il D.lgs. 152/2006 (art. 6 comma 2, lett.a) concordano nell’affermare che è necessario applicare la VAS ai piani inerenti la gestione dei rifiuti.

La VAS, così come prevista dalla norma, è, a nostro giudizio, lo strumento per valutare adeguatamente le possibili opzioni “strategiche” (in questo caso in termini di strategie gestionali di rifiuti, che potrebbero portare o meno all’esigenza di incenerimento) in un’ottica di sostenibilità e non per determinare meramente la localizzazione di un inceneritore la cui “esigenza” viene stabilita e prescritta a monte dal DPCM del 10 agosto.

Il valore aggiunto della procedura di VAS, è, inoltre, quello della consultazione pubblica, prevista dall’art. 14 del D.lgs 152/2006. Quindi, avere evitato la procedura di VAS significa, a nostro avviso, aver privato i cittadini e tutti i portatori di interesse della possibilità di venire a conoscenza e di esprimersi in merito a scelte strategiche che li riguardano da vicino.
L’applicazione dei contenuti del DPCM 10 agosto 2016 impedirebbe, infine, alla Regione Marche di attuare politiche di gestione dei rifiuti spostate verso un recupero spinto della materia e non dell’energia.

Gli inceneritori sono, infatti, infrastrutture “pesanti” e molto costose, che richiedono alimentazione con flussi di indifferenziato garantiti per 25 anni; inoltre deprimono la raccolta differenziata e inducono a produrre sempre più rifiuti per ammortizzare l’investimento, a carico degli utenti, con elevate tariffe TARI ed elevate bollette per elettricità prodotta con incentivi statali.
Per non parlare poi della possibilità reale che gli inceneritori possano innalzare il livello di inquinamento atmosferico (metalli pesanti, diossine, particolato ultra-fine) azzerando così l’impegno di quei cittadini virtuosi che ritengono indispensabile procedere con una maggiore consapevolezza verso un consumo critico e sostenibile e dei rischi per la salute che sono risultati significativamente più elevati nella popolazione esposta alle emissioni degli inceneritori rispetto ai non esposti, secondo quanto emerso in diversi studi e pubblicazioni, non ultimo uno studio epidemiologico dell’Arpa Piemonte pubblicato nel 2015, effettuato sulla popolazione residente nei pressi dell’inceneritore di Vercelli.

Anche il Consiglio Regionale della Regione Marche ha espresso la propria contrarietà alla termovalorizzazione tramite incenerimento, ovvero co-incenerimento, prevedendo obiettivi di raccolta differenziata superiori a quelli previsti dalla normativa vigente, ed ha impegnato la Giunta ad esprimere parere negativo in sede di Conferenza Stato-Regioni, alla realizzazione nel territorio marchigiano di qualsiasi inceneritore e di qualsiasi capacità che sia disposta o prevista in attuazione dell’art. 35 del decreto legge n. 133/2014, nonché ad orientare il sistema gestionale dei rifiuti verso lo scenario “recupero di materia”.

“La questione rifiuti è una problematica sensibile e la parola inceneritore evoca sconfitta”. Queste sono le parole pronunciate in III° Commissione dall’assessore all’ambiente Ilaria Ramazzotti, parole sulle quali vorremmo mettere un punto da cui partire per pretendere una politica dei rifiuti basata sul perseguimento del principio del “rifiuto zero”, sul perseguimento della raccolta differenziata spinta, sul riutilizzo, recupero e riciclaggio e, soprattutto sull’applicazione della “tariffazione puntuale”.

Ora ci aspettiamo un pronunciamento netto da parte del nostro Consiglio comunale, che si rifletta nell’attività che sarà espletata dall’ATA-ATO 2 Ancona, nell’ambito delle sue funzioni di organizzazione dei servizi di gestione integrata dei rifiuti urbani nel nostro territorio e nell’attività di pianificazione con il Piano d’Ambito dei rifiuti, il cui Documento preliminare, che detta gli indirizzi nella gestione dei rifiuti, è ora all’esame della Regione Marche, che dovrà verificarne la congruita al Piano Regionale. In attesa della risposta regionale l’ATA affronterà la pianificazione vera e propria per poi passare all’esame di fattibilità e di realizzazione della tariffazione puntuale.

Continueremo a monitorare la “questione rifiuti“ in questa fase determinante di indirizzo e pianificazione, ritornando a breve sulla questione sollevata in sede di discussione del bilancio di previsione armonizzato 2017/2019, relativa all’aumento indiscriminato della TARI per i cittadini di Senigallia a causa dei rifiuti spiaggiati a seguito dell’appalto della Provincia per la pulizia dell’alveo del fiume Misa.

Stefania Martinangeli – Elisabetta Palma 

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