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Senigallia, Orti del Vescovo: quali conseguenze con la sentenza sugli espropri?

I dubbi del M5S: Fondazione e gli altri soggetti confermeranno l'impegno nel progetto? La città perderà i contributi per l'ERS?

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I lavori in piazza Garibaldi per il progetto Orti del Vescovo

Abbiamo appreso da giornali online locali del capovolgimento della sentenza relativa agli espropri per terza corsia e complanare per cui Fondazione Città di Senigallia ed Asur Marche dovranno restituire a Società Autostrade quasi 28 milioni di euro.

Nel leggere l’ultima frase dell’articolo che trascriviamo “Basti pensare ad esempio che la Fondazione aveva già pianificato e cominciato l’investimento dell’ingente somma in opere in vari ambiti: dal sociale, con interventi alla casa protetta per anziani, al culturale, con vari bandi e iniziative legate anche al mondo scolastico, all’edilizia, con la partecipazione all’intervento sugli Orti del Vescovo“, subito ci son tornate alla mente le domande poste al Sindaco in una interpellanza del capogruppo M5S Riccardo Mandolini nel corso del Consiglio Comunale del 15 settembre 2015 alle quali non ci sono mai pervenute risposte e per cui ci siamo poi rivolti direttamente alla Regione, con la quale ancora stiamo dialogando; fra tutte, due in particolare:

1°- Senza che sia stata prevista a carico dei soggetti privati una polizza fideiussoria a copertura dell’integrale onere finanziario necessario a realizzare i lavori di loro pertinenza, nel caso in cui essi per qualsivoglia motivo dovessero rinunciarvi, si crede che potrà ragionevolmente essere mantenuto il finanziamento concesso anche al Comune per edilizia residenziale sociale?

2°- E se i soggetti privati dovessero rinunciare ad eseguire il loro intervento, il contributo di costruzione che verserebbero al Comune dovrebbe essere loro restituito? Come sarebbe possibile liquidare i lavori già appaltati alla ditta Belogi? Se, a causa della citata notizia, quei nostri dubbi si tramutassero in una terribile verità, che conseguenze ci sarebbero per tutti i cittadini senigalliesi?

Infine invitiamo i lettori a fare la seguente riflessione, che non abbiamo mancato di manifestare agli stessi funzionari regionali: anziché finanziare programmi come quello del PIPERRU “Orti del Vescovo”, la Regione Marche non avrebbe fatto meglio ad erogare contributi direttamente ai privati cittadini dal momento che essi, anche accontentandosi di una percentuale pari ad un terzo di quella accantonata per gli alloggi ERS di quel progetto (che si sarebbero aggiunti alle detrazioni fiscali previste in edilizia), avrebbero sicuramente già da tempo recuperato il triplo di alloggi che volentieri (in una situazione economica come quella che stiamo vivendo) avrebbero convenzionato per darli in affitto venticinquennale a chi li avesse richiesti? Se ciò fosse avvenuto, di sicuro avremmo avuto da tempo una piazza un po’ meno bella (magari anche senza simboli papali!), ma si sarebbero attivati (5/6 anni fa) anche numerosi cantieri con piena soddisfazione dei tanti lavoratori locali dell’edilizia e dell’indotto che, invece, si sono trovati subito dopo senza lavoro, né possono certo sperare che ora un’immaginaria ditta come “Portici” li possa risollevare (probabilmente prendendoli per il collo).

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