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10 febbraio, il sindaco di Senigallia interviene sul Giorno del Ricordo

"La memoria delle vittime delle foibe e degli esodi sia occasione di riflessione e non motivo di divisione ideologica"

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Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe

Sono profondamente convinto che il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo, che il nostro Parlamento decise di istituire nel 2004, dovrebbe rappresentare un’importante occasione di riflessione per ogni italiano sulla propria storia e sul proprio presente.

Lo dico con la consapevolezza di chi sa che questa data è ancora oggi motivo di divisioni ideologiche, nonostante il generoso e lungimirante impegno di figure come quelle degli ex presidenti della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, affinché divenisse a pieno titolo una solennità civile volta conciliare il nostro Paese intorno al concetto di nazione, attraverso la presa di coscienza della tragedia che migliaia e migliaia di italiani furono costretti a vivere di fronte al crudele destino della storia.

Foiba, foibe, Tito, cavità carsiche, Istria, esodoDivisioni che nel tempo hanno avuto paternità e motivazioni diverse, raggiungendo però il medesimo risultato: l’oblio della memoria di tutte le vittime delle foibe e dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati. Non c’è dubbio che a lungo, a partire dal dopoguerra, tali contrasti siano stati acuiti dalle ambiguità e dai silenzi con cui tutti i partiti dell’arco costituzionale hanno trattato la questione. Ambiguità e silenzi che hanno riguardato non solo il Partito comunista, preso in ostaggio dalla sua fedeltà a Mosca e, contemporaneamente, dalla necessità di legittimarsi come partito nazionale, ma anche dalle forze di governo, a partire dalla Democrazia cristiana, chiamate a fare i conti con la scomoda circostanza di rappresentare sulla scena internazionale un Paese indebolito dall’essere uscito sconfitto dalla guerra, e quindi con la necessità di mascherare la sconfitta subita con l’inevitabile accettazione delle clausole vessatorie previste dai trattati di pace. Ma è altrettanto certo, che in anni più recenti, non hanno certo giovato ai propositi di riconciliazione né la rozzezza di una certa destra, che ha tentato di affermare l’istituzione del Giorno del Ricordo come una propria personale e nostalgica rivincita, né il fastidio di parte della sinistra, che l’ha vissuta come un attacco alla propria storia e, in particolare, alla storia della Resistenza.

FoibaVizi, quest’ultimi, figli di una modalità di concepire la storia, in particolare quella del Novecento, tutta italiana, basata sull’esasperato utilizzo pubblico della memoria, fino alla strumentalizzazione politica di tragedie che dovrebbero invece costituire il cemento della nostra identità nazionale. È in questo scontro, inutile e dannoso, che abbiamo purtroppo finito con il banalizzare la complessità delle vicende storiche, l’orrore della guerra e del razzismo, le sofferenze patite da intere comunità, costrette a vivere ancora per anni in un clima di violenza e intimidazione, mentre su gran parte dell’Italia e dell’Europa ritornava a splendere il sole della democrazia.

Maurizio MangialardiSe è vero che la nefasta guerra imperiale condotta dal nostro Paese insieme alle potenze dell’Asse contro il Regno della Jugoslavia e la successiva brutale occupazione militare contribuirono a creare la piena e totale identificazione tra l’Italia e il fascismo, va anche affermato con forza che ciò non può e non potrà mai offrire giustificazione alle violenze e allo sradicamento di intere comunità perpetrate contro gli italiani nella regione giuliana, in Istria, in Dalmazia e a Fiume.

Il mio auspicio è che, a tanti anni di distanza, quelle tragedie possano finalmente trovare la giusta collocazione nella nostra memoria e nella storia nazionale, e che dai tanti errori commessi, ciascuno di noi possa anche trarre la lezione che la storia impartisce al presente, di fronte a coloro che ancora oggi sono costretti a scappare da guerre, violenze e persecuzioni.

 

Maurizio Mangialardi
Sindaco di Senigallia

Commenti
Ci sono 3 commenti
Andrea P. 2016-02-10 18:45:47
Il Sindaco deve anche riflettere su ciò che succede oggi(gente senza lavoro da anni,famiglie sul lastrico,ecc..)oltre che su ciò che successe a quei tempi.......Anche oggi potrebbe fare molto di più!!!!!!
vecchio freak 2016-02-10 22:34:16
Quando campate male... E rilassateve un po...
vecchio freak 2016-02-10 23:07:00
Chiaramente è "quanto" ...
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