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Dati negativi. Calo per l’economia americana in arrivo?

Goldman Sachs stima la crescita italiana 2015-2016, inferiore a quella europea

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Calo, perdita, recessione, finanza

Le stime sul primo trimestre 2015 degli USA non sono per niente positive. A causa di condizione geopolitiche (Ucraina e medio oriente ad esempio) ed economiche avverse, l’economia americana sembra essere stata vittima di una grossa caduta.

Stime in rosso quelle fatte dalle principali agenzie (fra cui spicca Standard & Poor’s) che prevedono un calo per l’economia americana. Un segno meno, quello delle stime, molto prevedibile e facile da spiegare visto che il dollaro americano è stato protagonista di una grossa crescita. Si sa, una moneta forte non è mai il massimo per l’economia (cosa che ha capito bene la Banca Nazionale Svizzera impegnata con ulteriori operazioni per abbassare il valore del franco).

Wall Street, per giunta, sembra essere in difficoltà. Gli analisti parlano di future flessioni che potranno interessare il mercato azionario USA per tutto il resto del 2015. La bolla speculativa di cui tanto avevamo parlato e che proprio il 24 aprile ha raggiunto probabilmente l’apice con i nuovi record storici sul Nasdaq, potrebbe perciò iniziare a sgonfiarsi.

Nel caso in cui i dati ufficiali (ormai prossimi a uscire) confermino le previsioni, il primo trimestre 2015 sarebbe il primo calo dal terzo trimestre 2012.

Ma a cosa è stato dovuto l’aumento del valore del dollaro? Si può dire che il famoso Qe (alleggerimento quantitativo) che Draghi ha applicato in Europa ha fatto la sua parte a riguardo. Con l’applicazione di questo “strumento non convenzionale” le banche centrali europee acquistano mensilmente i titoli di stato dei paesi dell’area euro (esclusa la Grecia) per aumentare la liquidità. Proprio l’aumento di liquidità dovuto al Qe ha fatto abbassare il valore dell’euro e quindi il cross euro/dollaro.

Un’altra agenzia di rating, la Goldman Sachs, ha invece pubblicato le sue previsioni sulla crescita italiana 2015-2016. Secondo gli analisti l’Italia potrà crescere totalizzando un +0,4% per l’anno corrente e un +0,9% per il prossimo.

Per il nostro paese significherebbe uscire dagli ultimi tre anni di recessione anche se dopo tanti segni meno un misero +0,4% poteva anche scapparci. Inoltre, sempre secondo la stima, il resto d’Europa crescerà più di noi (+1,6%).

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