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Un piano comune su antifascismo e antirazzismo

I centri sociali delle Marche, di Napoli, Bologna, Bergamo e Milano sulle mobilitazioni del 18 ottobre

striscione ad Ancona del corteo antifascista e antirazzista

Libertà e democrazia non sono parole vuote. Il sopruso non è un atto di libertà, né la prepotenza una regola della democrazia. Libertà e democrazia presuppongono una condivisione; implicano un piano comune.

Non si dà libertà o democrazia a chi le utilizza strumentalmente per negarle a tutti gli altri.
Questo ci hanno insegnato i partigiani. Questo è il vincolo inscindibile, pagato con il sangue, che lega libertà, democrazia e antifascismo.
Questo ci insegnano, oggi, le guerrigliere e i guerriglieri kurdi che eroicamente resistono a Kobane, contro il “totalitarismo fascista” dell’Isis, a difesa della libertà, della democrazia e della laicità nella regione del Rojava.

Le piazze antifasciste e antirazziste del 18 ottobre hanno detto esattamente tutto questo. Hanno detto che l’unico diritto dei fascisti è il silenzio.
Il tentativo di Forza Nuova di sfilare per le strade di Ancona, Bologna, Napoli e Bergamo, le mobilitazioni antifasciste sono riuscite ad impedirlo – in alcuni casi scontrandosi duramente con le forze dell’ordine – relegando i nostalgici del ventennio in spazi periferici, isolati, circondati, blindati, protetti e giustamente assediati.

Contemporaneamente, i movimenti sono scesi in piazza a Castel Volturno – luogo simbolo delle lotte dei migranti – e a Milano, dove un corteo antirazzista ha riempito le strade contro la mobilitazione xenofoba della Lega Nord e di Casa Pound. Dulcis in fundo, l’azione diretta contro la sede di Forza Nuova a Bari.

Un caleidoscopio di città, di soggettività, di storie e di pratiche che si sono spontaneamente e intelligentemente sincronizzate contro tutti coloro che in un contesto di crisi strutturale e d’impoverimento diffuso, alimentano una guerra tra poveri, che mira a dividere gli sfruttati invece che unirli.

Alla drammatica mancanza di case popolari – per fare un esempio – si può rispondere in due modi, o dicendo “prima gli italiani”, o affermando “più case per tutti”. La prima soluzione si fonda sulla logica del forte contro il debole e genera una guerra tra senzatetto che favorisce gli speculatori, le clientele e i palazzinari. La seconda soluzione si fonda sulla logica della cooperazione tra i deboli contro il forte e apre uno scontro tra “senzatetto” e “palazzinari”, un conflitto verticale tra il basso e l’alto della società, tra sfruttati e sfruttatori. In poche parole, una lotta di classe, perché antifascismo è anticapitalismo.
Liberi tutti!

Centri Sociali delle Marche
Ambasciata dei Diritti Marche
Collettivo Antifascista VersuS (Napoli)
Lab. Occ. Insurgencia (Napoli)
Mezzocannone Occupato (Napoli)
Cs TPO (Bologna)
Labas Occupato (Bologna)
CSA Pacì Paciana (Bergamo)
Zam (Milano)
Lambretta (Milano)
CASC Lambrate (Milano)
Collettivo Bicocca (Milano)
Dillinger Project (Milano)
Rete degli Studenti (Milano)
Milano in Movimento

Allegati

Scontri ad Ancona, Forza Nuova e i centri sociali si rimpallano le accuse

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