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Cna Senigallia: “IVA, problema solo rimandato”… anzi no

Nota diramata dall'associazione di categoria quando l'aumento sembrava slittare, ma ora l'allarme cresce

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Questa è una nota giunta in Redazione a firma della CNA di Senigallia, riguardante il ventilato slittamento dell’aumento dell’IVA al 21%, che sembrava rimandato ad inizio 2014… le cose hanno poi preso una piega diversa e ora sembra verosimile l’aumento già dal primo ottobre. Pubblichiamo comunque l’articolo, perchè le dichiarazioni e gli allarmi lanciati dalla CNA, non decadono ma diventano più stringenti.

“Nonostante i nostri richiami, il Governo ha deciso di occuparsi del nodo IVA, rimandando il problema e scaricando come al solito i costi su famiglie e imprese. Necessario mettere mano quanto prima alle spese improduttive per liberare risorse destinate ad abbattere il cuneo fiscale”.

La bozza sul decreto legge che congela l’aumento dell’aliquota iva, ha prodotto come spesso accade lo spostamento del problema di qualche mese e la copertura economica a carico dei soliti noti. Le risorse pari a 1,5 mld di euro infatti saranno garantite dall’aumento dall’acconto ires e dell’irap per il 2013, oltre all’aumento del costo della benzina, il cui consumo negli ultimi mesi si è progressivamente ridotto per effetto anch’esso della crisi.

La Cna giudica tale risposta ai numerosi appelli formulati dall’associazione improponibile e al limite del ridicolo, respingendo al mittente tale modus operandì, che sta snervando le imprese e spegnendo ogni barlume di speranza per l’evocata ripresa economica, poiché viceversa si sta continuando ad alimentare la stagnazione dei consumi che ormai ha debilitato tutto il sistema commerciale anche a Senigallia.

Mentre si discute sull’opportunità o meno di regolamentare la condotta di coloro che gestiscono e vivono i locali di intrattenimento cittadino, nel sano rispetto della collettività e del bene pubblico, dimostrando da parte delle imprese locali grande senso di responsabilità e disponibilità nel mantenere un alto profilo di vivibilità cittadina anche nelle serate più affollate, la politica nazionale, affaccendata altrove, continua ad offrire scenari ed annunciare provvedimenti assolutamente inaccettabili e irrazionali.

In questa fase c’è bisogno di scelte chiare e coraggiose, mosse da un ritrovato spirito di serietà e dignità per andare a recuperare nelle tante voci di spesa pubblica improduttiva o inefficiente le necessarie risorse per poter alleggerire il costo del lavoro per le imprese ed aumentare il potere di acquisto delle famiglie, perché è bene ricordare che la “pazienza degli imprenditori non è infinita”.

Commenti
Solo un commento
Betto Lelli 2013-09-29 12:02:57
Non è 'farina del mio sacco' ma un banale copia-incolla: "Gli italiani limitano i consumi e fanno meno benzina: aumentiamo il costo della benzina per coprire la perdita. Gli italiani comprano meno automobili cavallate: mettiamoci un bel superbollo per coprire la perdita. Gli italiani comprano meno: aumentiamo l'IVA per coprire la perdita. Le attivita' chiudono sempre di piu': aumentiamo le tasse per coprire la perdita. Dei geni, non c'e' dubbio. E non sto scherzando: sono dei geni davvero, perche' qualcosa in mente ce l'hanno veramente."
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