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Insediato il sindaco, la giunta e nominato il consiglio comunale di Senigallia

Tra rimandati, ripetenti, primi e ultimi della classe... si arriverà a fine mandato?

Onoranze Funebri F.lli Costantini
Il primo consiglio comunale di Senigallia

Senigalliesi di terra, di mare e di aria, speriamo che ce la caviamo e… che se la cavino. Proprio nel nostro interesse. Ma lo vedo un compito arduo.

Se ho usato il motto che uscì dalla bocca del “buonanima” e che ebbe a suo tempo al suo fianco un collaboratore quale Badoglio, ho la sensazione a pelle che dovremo ritrovarci in simile situazione (logicamente non cruenta e neppure con spargimenti di sangue) amministrativamente parlando con un ulteriore versamento di lacrime, sempre se qualcuno ne ha ancora da versare, visti i tanti (non tutti per fortuna!) dilettanti buttati allo sbaraglio per comporre una Giunta, che immagino non andrà tanto distante.

E ancor più drammatico è che costoro, i facenti parte, non si sono neppure resi conto che sono stati messi ad occupare quell’incarico, non certo per le qualità sciorinate alla stampa, ma per motivi ancora segreti che quando li scopriranno e li scopriremo, sicuramente perderanno quel risus abundat… di ordinanza mantenuto per l’intera seduta del Consiglio.

Da sx: Chantal Bomprezzi, Simeone Sardella ed Enzo MonachesiL’unico a non avere quel sorriso, nei banchi della maggioranza, è stato il consigliere Sardella, che invece ha indossato il volto di una sfinge: impassibile, tirato, spiacente, addolorato, deluso, schifato. Una specie di Civati al limite della crisi di nervi, solo che Simeone diversamente da Pippo, ha un orientamento politico cattolico.
E se a sinistra (si fa per indicare la mano guardando dai banchi della Giunta!) tutti sorridenti, a destra (idem solo indicativamente dei posti occupati), se dico in…. suonerebbe volgare, uso quindi “corrucciati”, eccezion fatta per i due consiglieri stranieri aggiunti, gli unici ad essere forse lì a “festeggiare” orgogliosamente una loro vittoria personale.

Ma andiamo per ordine.
Era il giorno (ndr: 22 giugno) del primo Consiglio Comunale; della presentazione dell’intero Consiglio Comunale nonché del giuramento del Sindaco e di quella “annunciazione del segreto di Pulcinella” che era la lista componente la nuova giunta già annunciata. Se i vini usano le annate seguite da una data, i cinesi le classificano con la specie di un animale.  Credo che potrebbe essere utile un aiuto nel classificare le amministrazioni usando lo stesso criterio, noi con quello che si è fatto o non si è fatto o si è fatto male. Il bene no… rientra nei doveri per cui si sta in quel posto! Allora mi sono ripromesso di farlo almeno considerando i tempi a noi più vicini ed oramai superati. Dopo le annate forse di già dimenticate e archiviate nella memoria delle varie “ex”, delle “rotatorie”, della “complanare”, dell’era Cervellati, dei giardini e delle piazze, dell’arena Italia, dell’alluvione, questo, almeno io credo, che sarà l’anno di “Attila”. E non poteva cominciare quindi che nel modo che è iniziato, Consiglio compreso. Eppure il primo Consiglio Comunale post elezione dovrebbe avere più il sapore di una “festa” che quello di un incontro politico-amministrativo nel vero senso della parola. Ma così, dovete credermi, non è stato!

Credendo che il clima potesse essere quello sereno che mi auspicavo, ma sono un inguaribile illuso, mi son detto che non potevo, dopo diverso tempo che non frequentavo l’aula consiliare, farmi sfuggire questo evento che ha sempre (dovrebbe avere sempre!) il sapore, almeno per qualcuno, della prima volta.
Varcare quel portone municipale per la prima volta, da parte dei neo eletti, non è oltrepassare la porta del Comune, ma quello della scuola elementare, con tutte le emozioni che esso comporta e che restano scolpiti per sempre nelle nostre menti.
E la prima “remigina” che ho incontrato è stata Stefania Martinangeli (per tempo, non avendola informata nessuno che il Consiglio Comunale comincia sempre puntualmente 40 minuti dopo l’ora fissata!) che mi ha confermato la sua grande emozione.
Anche qui infatti abbiamo i remigini, ci sono pure i ripetenti, non mancano gli antipatici “primi” della classe (quelli bravi veramente sono modesti e si mescolano alla moltitudine), come pure l’esercito degli ultimi, magari ubicati al primo banco, annoiati e sbadiglianti, ma altrettanto pronti a rispondere alle disposizioni del maestro seppur senza comprenderne i perché.
Poi ci sono i rimandati (alla prossima legislatura) sempre dispensatori di pacche sulle spalle, sorrisi di circostanza per l’intera seduta e con il compito gratuito di claquer, nonché qualche rinunciatario che ha preferito invece l’anno sabbatico, al riscriversi.
Non manca neppure il “Maestro” che, dopo averli salutati in maniera generica, passa banco per banco per la carezzina ufficiale, consegnando alle “bimbe” un mazzolin di rose e di viole a ricordo di questo giorno e che si commuove lui, invece che i suoi discepoli, subito dopo il giuramento.

E così è andata finché non si è toccato il nervo scoperto, l’argomento dell’elezione del presidente del Consiglio. Il nome di costui doveva uscire da una votazione, ma già era dato per scontato che sarebbe stato Dario Romano, ex Vivi Senigallia, passato nelle file del PD. Lo si leggeva ovunque, ma “logicamente” era solo un nome inventato, suggerito, chiacchierato dalla stampa, la solita stampa, ma nulla di ufficiale. Infatti a proporlo è stato guarda caso, non certo il Sindaco, bensì Adriano Brucchini di Vivi Senigallia. Il suo prossimo intervento? E’ chiedere troppo!
Le opposizioni (UC e M5S) durante il primo consiglio comunale di SenigalliaDopo varie proposte per la carica di presidente e vice-presidente del Consiglio, dopo dieci minuti di sospensione per una riunione dei capigruppo per trovare un nome, si è giunti, finalmente e stranamente sul nome suggerito inizialmente, di Dario Romano, anche attraverso una votazione talmente segreta che per fare le cose serie, rinunciando anche al consumo di carta, quindi una votazione anche ecologica, immagino si sarebbe potuto anche denominarla segreta seppur facendola per chiamata nominale.
Ed è qui che Paradisi ha avuto da ridire, facendo presente che in tre su di un banco di segreto c’era ben poco, e che la stanza a lato dell’aula consiliare avrebbe fatto comodamente da cabina, ma ottenendo risate dai banchi dirimpettai ed ironie dai claquer a bordo aula.

Anche la nomina del vice-presidente nella persona di Marco Bozzi del M5S ha procurato un po’ di maretta. Paradisi ha parlato di un “inciucio” sindaco-M5S, la Stefania Martinangeli ha immediatamente rimandato al mittente l’accusa, il sindaco scuoteva la testa in segno di diniego, però io non ero presente e non posso giudicare. Alla fine Bozzi è stato eletto anche con i voti della maggioranza.

Il dramma è stato quando Mangialardi ha ufficializzato quanto già si sapeva, ma che tutti si auguravano in cuor loro, che qualche miracolo potesse all’ultimo istante, modificare. Assessori: Memè, Campanile, Girolametti, Monachesi, Bomprezzi, Bucari, Ramazzotti. Cliccando QUI trovate le deleghe di ognuno.

Due li salverei, uno perché già con le mani in pasta ed amico sincero di Mangialardi; l’altra, si una signora, perché l’incarico affidatole rientra in un certo qual modo nelle sue competenze lavorative e culturali. Per gli altri credo che sarà necessaria una richiesta di aiuto alla CEPU affinché ci invii immediatamente, se ancora non fatto, dei Tutor, che seguano i novelli remigini nei loro compiti partendo dalle aste.
Ma non crediate che abbia usato una eccessiva ironia, perché qualcuno di costoro, non appena comincerà a ragionare a bocce ferme, si chiederà i perché di simili scelte proprio sulla sua persona. Pensate a qualcuno che è vissuto politicamente con il sorriso a 42 denti nutrendosi di foto, selfie, visibilità, partecipazione ad eventi, tagli di nastri, cosa che gli ha permesso di restare sempre sulla breccia, malgrado tutto, per una quindicina di anni ed oggi messo con un pallottoliere in mano a fare la cosa più noiosa di tutti gli assessorati, seppur una delle più importanti. Quando inizieranno i primi spasmi da astinenza da selfie, sarà dura spiegargli ed indorargli la pillola che è un grande, che è importante, che…

Un altro, con la cadrega posta più in alto di tutti, dopo il tiro a bersaglio che subirà inevitabilmente (me lo immagino che qualcuno non attenderà altro!) nei prossimi Consigli Comunali ad ogni suo inciampo procedurale, (malgrado l’aiuto del suo tutor posto a lato), inizierà a chiedersi, non tanto “chi me lo ha fatto fare”, ma “perché me l’hanno fatto fare?” Chissà che non trovino la risposta su qualche riflessione-desiderio-ambizione, magari fatta non sottovoce del tipo “come mi piacerebbe fare il sindaco tra 5 anni”. Mi viene da pensare allora: vuoi vedere che è scattata l’operazione “stai Sereno”, te la do io l’America!

Le opposizioni (SBC e PIC) e i consiglieri stranieri aggiunti durante il primo consiglio comunale di SenigalliaPerò il caso Sardella, il caso Romano, la lista degli assessori sorridenti a denti stretti (sembra, dico sembra, non siano tutti soddisfatti!) ed un sindaco che ancora si tiene per sé le deleghe ai turismi, sport, grandi infrastrutture, risorse umane, comunicazione, protezione civile e polizia municipale, insomma diciamolo francamente, incarichi importanti, denota insicurezza a chi affidarli e quasi un timore che sovraccaricando i suoi piccoli Badoglio di ulteriori responsabilità, la barca possa rovesciarsi.
Anche perché non c’è speranza che eventuali assessori naufraghi vengano salvarti dai mezzi navali della minoranza. Anzi sono pronti, come hanno fatto presente ripetutamente, a fare un’opposizione instancabile, robusta, presente, che equivale, sempre virtualmente parlando, di accanirsi quando la strada comincerà a salire e la pedalata si farà più difficoltosa.

Io credo che così non si possa superare i marosi che il governo centrale pone ogni giorno, e che forse si confidi in qualche manovra centrale che possa dare la possibilità, immagino che qualcuno smetterà di leggere e farà i debiti scongiuri, nell’arco di due anni (sono ottimista?) di un rimpasto o di nuove elezioni. Un’apertura per il sindaco verso lidi più ampi e un’apertura ad un nuovo personaggio di cui si parla, si è parlato e che in bagaglio ha una preparazione politica ed intellettuale, seppur a me non piaccia, superiore a chi vorrebbe, ma i requisiti non possiede.
Avevo comunque giudicato male la passata giunta, ma questa è, a mio parere, di sicuro peggio. Cosa che ritenevo non facile.

Commenti
Ci sono 3 commenti
laural 2015-06-24 14:22:26
Franco, ottima similitudine scolastica. In effetti più che in una giunta dovrebbero alcuni stare ancora a scuola. Il maestro però dovrebbe essere il primo a fare corsi di aggiornamento... Scherzi a parte (ma non tanto), preferivo pure io la scorsa giunta, anche il numero ridotto. Interessandosi a poco altro se non la speculazione edilizia, tutte quelle deleghe mi sembrano superflue. E ottima anche la scelta di riferirsi con il termine 'sinistra' alla sola prospettiva visuale, perché di sinistra altro non c'é.
Non essendo stata presente faccio fatica a dare giudizi, ma riguardo al clima, ho l'impressione che la maggioranza voglia 'dirigere' anche la minoranza. Su alcuni consiglieri non ho dubbi, sui nuovi insomma...
Vedremo come si evolverá la situazione, auspico nuove elezioni a breve. Ma sui rimpasti la vedo difficile dal momento che il sindaco ha aempre ribadito che la giunta non deve essere qualificata, tanto loro (e noi) paghiamo i dirigenti e i tecnici. Allora mi chiedo, perché paghiamo pure gli assessori e il presidente del consiglio? La cifra mensile individuale non é altissima, ma moltiplicata per il numero di assessori, dei mesi e degli anni diventano un bel gruzzoletto che poteva essere speso per la collettivitá.
maria garbini 2015-06-24 14:55:17
Stroncatura un po' prolissa, ma perfetta nel sarcasmo! Manca il continuare a rammentare che: Senigallia sette-7 assessori UNO in più che in consiglio regionale, eccellente compagnucci!!!!!s610
un povero tra i poveri (di politica) 2015-06-24 21:08:31
"CAMBIARE TANTO PER NON CAMBIARE NULLA" Ciao Franco, sempre puntuale, grazie per i tuoi racconti. Io sono più pessimista di te e credo che faranno la legislatura ugualmente alla passata arrivando in fondo. Faranno nuovamente quello che vogliono fregandosene dell'opposizione e dei cittadini. Aumenteranno le tasse appena possibile per far cassa e pagare i loro professionisti. Creeranno altro cemento magari dove non è possibile facendo altre varianti. Siamo in dittatura da 20 anni e a Senigallia la democrazia è morta per menefreghismo della gente. Tanto a pagare è sempre la gente più debole che sente prima quello che produce il comune.
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