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La coalizione di centrosinistra interviene sulla vicenda della piscina delle Saline

"Due anni persi. Due anni nei quali la piscina poteva essere rimessa in funzione e restituita alle famiglie, alle società sportive, ai ragazzi e a tutti gli utenti"

Interno Piscina Saline

Dopo un accesso agli atti della consigliera PD Alessandra Olivetti, si è finalmente mosso qualcosa. La perizia di metà luglio (richiesta dalla consigliera a inizio agosto, ancora oggi non abbiamo formalmente ricevuto la documentazione, anzi, al momento ci è stata negata, altro fatto grave) ha quantificato i danni per la piscina delle Saline in 592 mila euro. Una cifra importante, certo. Ma soprattutto una cifra che pone una domanda politica molto semplice: perché non si è intervenuti prima?

Perché questa possibilità era stata indicata già due anni fa, quando il centrosinistra aveva presentato un emendamento al Piano delle opere pubbliche da 650 mila euro proprio per intervenire sulla piscina delle Saline. Non un comunicato, non un’idea vaga: una proposta concreta, con le risorse individuate. Quell’emendamento è stato bocciato dalla maggioranza, con risibili motivazioni tecniche.

Da allora abbiamo assistito a tutto: il contenzioso, la chiusura, gli annunci, le promesse di riapertura, il ritorno dell’impianto nella disponibilità del Comune. E oggi scopriamo che il problema, alla fine, ha un prezzo: 592 mila euro. Due anni persi. Due anni nei quali la piscina poteva essere rimessa in funzione e restituita alle famiglie, alle società sportive, ai ragazzi e a tutti gli utenti.

Per questo non accettiamo che oggi si provi a raccontare questa vicenda come se fosse una fatalità o come se il problema fosse comparso ieri. L’Amministrazione aveva davanti una soluzione e ha scelto di non percorrerla, speculando politicamente su quanto stava avvenendo, pur avendo delle responsabilità politiche dirette. Adesso basta. La piscina delle Saline va riaperta subito, facendo gli interventi necessari e mettendo in campo le risorse che servono. Dopo 6 anni di governo cittadino, l’amministrazione non può continuare a dare le colpe ad altri o, peggio, a chi amministrava prima.

E soprattutto basta con nuovi progetti inverosimili di piscine come quello della Cesanella, con operazioni che rischiano di ingessare il bilancio comunale per decenni. Gli impianti sportivi sono patrimonio pubblico, non occasioni per operazioni immobiliari. La strada deve essere un’altra: investire sulle strutture che già abbiamo, garantire il funzionamento delle Saline e del Molinello e acquisire finalmente l’area del Cesano per sistemare il campo da calcio, realizzare gli spogliatoi e ragionare su un nuovo impianto polivalente. Questa è programmazione. Non servono i rendering sbandierati da Olivetti in campagna elettorale, con tanto di promesse che si stanno sciogliendo al sole. Servono impianti aperti. Per due anni abbiamo detto che sulla piscina occorreva intervenire. Oggi ci sono finalmente numeri e una perizia. Si facciano i lavori e si riaprano le Saline.

E poi l’Amministrazione spieghi alla città perché, quando il centrosinistra proponeva di farlo, quei 650 mila euro non andavano bene, al di là delle questioni di forma. Il tempo delle scuse è finito. Ora è il momento dei fatti.

 

Coalizione di centrosinistra di Senigallia

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